In fin dei conti avrei potuto citare nel titolo anche Tony Tammaro, ma mi sembrava troppo. Rimedierò in futuro. Rieccomi qui, praticamente alla fine di una settimana di stage un po’ sottotono rispetto alle precedenti, in quanto mi sono occupato di articoli ben poco interessanti. Tanto per darvi un’idea, tra le mie
esercitazioni di questi giorni c’è stato il caso del prosecco Rech in lattina, e tutto perché
Paris Hilton, testimonial di questa geniale trovata che rivoluzionerà di sicuro la nostra vita (un po’ come il Tavernello) domenica era a Soligo. Non male l’idea di affidare la pubblicità di una bevanda alcolica, che di certo non sarà doc e che già ha scatenato un putiferio tra i produttori di prosecco di Valdobbiadene, a qualcuno che è stato fermato alla guida in stato d’ebbrezza; ma si spera che la
novità della casa produttrice austriaca sia tanto effimera quanto il personaggio cui si è saggiamente affidata. C’è una sosia dell’ereditiera americana nella trasmissione "La pupa e il secchione" con Enrico Papi - persona con cui ho avuto a che fare tre anni fa quando partecipai a Sarabanda, e di cui non conservo un buon ricordo - e Federica Panicucci, il tutto all’insegna di una stupidità pecoreccia (la colpa è sicuramente di Papi, il format è americano e l’idea in sè sarebbe persino simpatica, seppur con qualche stereotipo di troppo) e di un’ignoranza che mi auguro sia palesemente
costruita. Sarà ideata a tavolino, magari al fine di richiamare un po’ di pubblico, anche la lite
furibonda e supertrash tra Vittorio Sgarbi ed Alessandra Mussolini, di cui parlavano oggi tutti i giornali on-line e che è stato lo spunto per diversi forum sparsi per la rete? Lui si è dimostrato la solita primadonna isterica, ma ditemi, un’onorevole che ci fa tra la giuria di un programma così? Mah.

"Trash is me and you, it’s in everything we do"Cambiamo canale, anzi, cambiamo proprio medium. E passiamo alla carta stampata, oppure on-line per noi giovani e tecnologici. Detesto quando si usano
termini inglesi a sproposito, e ce n’è uno che in particolare spunta sempre fuori. Vi sarà capitato di leggere del presunto "outing" di Susanna Tamaro, la scrittrice di "Va dove ti porta il cuore" che avrebbe ammesso di vivere da 18 anni con un’altra donna - nonostante ci tenga ad assicurare che è una
relazione "platonica ed asessuata". Adesso, stendiamo un velo pietoso su questa rivelazione, facilmente ritrattabile e di cui già avverto il tanfo di integralismo cattolico con sensi di colpa annessi, e facciamo un po’ di chiarezza sulla terminologia. Basta un discreto dizionario, ma c’è anche Wikipedia per chi vuole tutto a portata di mano senza nemmeno schiodarsi dal proprio pc.
Coming out è un’espressione usata per indicare la scelta di dichiarare apertamente la
propria omosessualità o la propria identità di genere: deriva da "coming out of the closet", ovvero "uscire dall’armadio", o allo scoperto. Invece l’atto di rivelare l’orientamento sessuale di un’altra persona,
contro la sua volontà, viene definito
outing. A volte viene usato come arma politica, ad esempio nei confronti di politici segretamente gay che fanno gli omofobi, o più in generale per sottolineare la differenza tra lo
stile di vita personale e pubblico. Una domanda: ma al giorno d’oggi, fa ancora notizia tutto ciò? Mi chiedo perché l’Italia sia ancora così morbosa, bigotta e retrograda... Già mi immagino, quest’orda di lettori maschi col poster della Tamaro in camera, che sognavano lunghe notti di sesso con la loro beniamina: che ne sarà di loro? E’ proprio
vero: non c’è più religione.