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Saturday, September 30, 2006 - ore 12:37
La sicurezza ha un ventre tenero, ma è un demonio steso fra di noi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ovverosia: i controlli ai locali avrebbero anche rotto il cazzo.
Fenomenologia della serata di controlli.
Forze dellordine ed organi di controllo si incontrano, come al solito, riunite in piazzetta. Il loro PR di fiducia li invita:
stasera ci troviamo tutti lì, cè festa, mi piace pure il dj!.
Costoro prendono e partono, lucidano le macchine, le adornano con strani led blu, come le macchine rumene. Ma i led sono lampeggianti. Montano anche clacson che sembrano sirene, molto in voga ad Ibiza.
La frangia più estremista della compagnia arriva addirittura con lautopompa. Che, per inciso, non è una self-fellatio.
Il PR, però, non si presenta allappuntamento.
Orfani del parcheggio preferenziale e dellingresso VIP, tale agglomerato di persone entra nel locale tentando una sorpresa ad effetto.
Quando entrano loro tutti accendono le luci.
Quando entrano loro, si pronunciano più bestemmie che in un pomeriggio in cantiere.
Quando entrano loro, il divertimento è finito.
Ci sono due modi di reagire, per il pubblico pagante. Il primo è gettare ogni forma di sostanza ricreativa a terra e cercare le uscite di sicurezza, probabilmente per aiutare nel loro compito i signori vestiti di rosso.
In quel caso, beh, si sa che, come si dice nel Nebraska, sono cazzi.
I signori appena arrivati prendono qualcuno, fanno la voce grossa e.. amen.
Ma non è il caso di sempre, nemmeno di ieri.
Laltro caso, infatti, è quello in cui dentro va tutto bene. Non cè troppa gente, ma nemmeno poca. Nessuno si sta picchiando. Tutti hanno la tessera, nel caso ipotetico di un circolo. Non ci sono ubriachi che volteggiano da una parte allaltra della sala cantando
riders on the storm. Le porte di sicurezza ci sono, ed in numero cospicuo. La musica è ad un volume accettabile e fuori la gente non si rende autrice di schiamazzi.
Ea questo punto che, per gli "appena arrivati", avviene la vera festa. Chiamano tutti i loro amici, provenienti da compagnie dalle strane sigle: siae, nas, ulss... Nemmeno lUnione Sovietica o la sigla di "bia" avevano acronimi così bizzarri.
La festa è finita, andate in pace. Nessuno entri più, se è uscito a fumare, la musica vada pure avanti. E controlla questo, controlla quello. Loro amano il locale. E vogliono vedere tutto. E se proprio non si trova nulla, beh.. andiamo a controllare le prese di corrente!
Altro che i trainspotters.
Grazie a "casa Dreamers", dove continuano le feste interrotte.
E grazie a "SpritziamociSu" Portini per il bellissimo regalo da Londra.
Un bel dubbio. Stasera Afterhours a Bologna, allEstragon?
Io non voglio più quella compagnia lì, però, eh?!
Una frase che non sempre si può dire.
DEJA VU - CLUB11
I am tired of your sick complaints
Then you always cry like a sort of training
but I am leaving! Yes I am leaving!
It has no sense this game!
set in a cage!
I’m twisting underground!
It’s like I’m living for a long time... now I am leaving!
I say that I leave!
You say “No you can’t!”
People in the street are staring at us…
We are screaming again!
Enjoy the first time you stay with a girl
Cause later sex and fun fade away!
I’m tired of your very loud screams
Of the stupid things you say just trying to hurt me…
There’s no way to hurt me
I say that I leave!
You say “go to hell!”
Don’t run after me my doors are closed now…
Cause it’s over!
Enjoy the first time you stay with a girl
Cause later sex and fun fade away!
Enjoy the first time she says “I love you”
The second time smells like a déjà vu!
Enjoy the first time you stay with a girl
Cause later sex and fun fade away!
Enjoy the first time she says “I love you”
The second time smells like a déjà vu!
I keep on living…I keep on living by my own!
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