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Monday, October 02, 2006 - ore 09:21
26. Sarebbe utile avere qualcuno capace di dare risposte
(categoria: " Vita Quotidiana ")
6. Tecnica.
Sistemi passanti, conoscenza come surfing, sequenze sintetiche, esperienze in forma di traiettoria: ormai dovreste riconoscere facilmente le forme e la logica del movimento del barbaro. Così potete capire una delle poche obiezioni sensate e fondate che la civiltà può avanzare: è solo tecnica senza contenuto. Cioè: è una forma di perizia, di acrobazia, di gioco di prestigio: che però non genera alcun valore, o principio, o conoscenza. E vero? Difficile dirlo. Ma è vero che, per il barbaro, in fondo, qualsiasi tessera del mondo equivale a unaltra: è il suo viaggio, il suo surfing, la sua sequenza che le rende, di volta in volta, significative. Così, leggere Calvino, collezionare film con Moana Pozzi, mangiare giapponese, tifare per la Roma e suonare la viola da gamba diventano cose, in sé, equivalenti, che assurgono a un significato particolare solo grazie al gesto che le inanella tutte, mettendole in sequenza, e quindi trasformandole in esperienza. Praticamente il senso non è nelle cose: è generato dalla tecnica di chi le percepisce. E unidea non nuova, per carità, ma nel caso barbaro suona abbastanza inquietante: dato che la tecnica è, tutto sommato, alla portata di qualsiasi barbaro, bisogna abituarsi allidea che la sequenza messa su da un perfetto imbecille sia generatrice di senso e, quindi, testimonianza di una qualche, inedita, forma di intelligenza. In pratica, finiremo per dare credito a qualsiasi fesseria che si dia in forma di sequenza superficiale, veloce, e spettacolare: così come in passato, ad esempio, abbiamo riconosciuto automaticamente come arte qualsiasi brano di musica colta che si desse in forma cervellotica e incomprensibile. Dato che siamo gente che è arrivata a esporre tele con un taglio, e a studiarle, e a pensarle come uno snodo importante della civiltà, noi tutti siamo in predicato di inchinarci di fronte al primo barbaro che metta in sequenza, per dire, un bambino sbudellato, il gioco degli scacchi e la madonna di Fatima. Il rischio è reale.
Daltra parte, sarebbe forse anche il caso di chiedersi: era poi tanto diverso per altre storiche mutazioni come, ad esempio, illuminismo e romanticismo? Non erano quelle, anche, delle tecniche? E ogni volta che sono state usate come tecnica pura, virtuosismo, esibizione, non hanno prodotto anchesse cose deprecabili? E quanti fessi sono diventati eroi per il solo fatto che usavano quella tecnica, nel momento giusto, e nei paesi giusti? Questo dovrebbe indurci a condannare illuminismo e romanticismo come mutazioni rovinose? La musica di Clayderman ci dice qualcosa sul valore di quella di Chopin? Lesistenza di umani che appendono in salotto puzzle di incorniciati di paesaggi svizzeri confuta la grandezza della percezione romantica della natura?
Peccato che questi siano solo inizi di pensieri. Qui ci sarebbe da andare avanti per puntate e puntate. Tranquilli, non lo faccio. Il che non vuol dire che non lo possiate fare voi, nella vostra cameretta.
7. Democrazia.
E se lavvento della democrazia fosse uno dei primi segnali dellarrivo dei barbari? Terreno minato! Potrei fermarmi qui, e invece vado avanti, rischiando di saltare.
Cè poco da fare: se i barbari sono quello che io ho cercato di descrivere qui, la democrazia ha molti tratti tipici del gesto barbaro. Pensate allidea di polverizzare il senso (che nella politica è il potere) sulla superficie di tanti punti equivalenti (i cittadini) invece che mantenerlo ancorato a un unico punto sacro (il re, il tiranno). Pensate allidea che il potere vada assegnato non alluomo più nobile, neanche al migliore o al più forte, ma a quello più linkato (più votato). Pensate alla convinzione che il potere non ha nessuna legittimazione verticale (il re era leletto di Dio), ma ha una sua legittimazione orizzontale (il consenso dei cittadini): così che tutta la storia del potere si gioca in superficie, dove solo valgono i fatti attuali, e non centra con la profondità, dove varrebbero lappartenere a una dinastia, o il professare una certa religione. Pensate alla storica, fisiologica propensione della democrazia a fare della medietà un valore, scegliendo sistematicamente di applicare le idee e le soluzioni che trovano il maggior consenso possibile. Pensate alla velocità con cui la democrazia rimette in gioco il potere, cioè pensate a cosa sono i quattro anni delle elezioni presidenziali americane rispetto ai secoli di potere di una dinastia o ai decenni di un tiranno. Non è tutto così singolarmente barbaro? Cosa significherà mai? Non sarà per caso che la democrazia è uno dei grembi della civiltà barbara, uno dei suoi luoghi di fondazione? O è solo unillusione ottica?
Come sarebbe utile avere qualcuno capace di dare un risposta. Io riesco, a mala pena, a intravedere la domanda. Che mi si fa ancora più complicata se abbandono qualsiasi prudenza e mi spingo a rilevare come la democrazia assomigli alla barbarie soprattutto nei suoi tratti degenerati. Quelli che abbiamo sotto gli occhi. Faccio due esempi. Vi ricordate la nostalgia? Una cosa che ho scritto nella scorsa puntata: che non si capisce niente dei barbari se non si capisce che la loro mutazione è sempre imperfetta perché è condizionata da unirrazionale nostalgia per il mondo che stanno distruggendo. Forse perfino da un sottile complesso di colpa. Ecco. Come vi suona lidea che, con ogni probabilità, al vertice delle democrazie occidentali, cioè negli USA, ad avere il potere negli ultimi anni e nei prossimi, sono state e saranno sostanzialmente due famiglie, Bush e Clinton? Non è una forma perversa di nostalgia per le care vecchie dinastie? E decidere democraticamente, come si è fatto in Italia, di farsi guidare, semplicemente, dalluomo più ricco del paese, non è una forma infantile di autoconfutazione nostalgica, di ripensamento tardivo? Cosè questa assurda forma di degenerazione per cui si ripristina, in modo mascherato, il nemico che si era vinto? Non è la stessa forma di nostalgia, e di complesso di colpa, che vena quasi tutti i gesti barbari? Non è lo stesso tipo di imprecisione?
E il secondo esempio, lultimo poi smetto. Questa sensazione che la democrazia sia ormai una tecnica che gira a vuoto, celebrando un unico valore davvero riconoscibile, cioè se stessa. Non so se sia una mia perversione, o un sentire comune a molti. Ma certo si ha così spesso il dubbio che perfino i principi di libertà, uguaglianza, solidarietà che fondarono lidea della democrazia siano per così dire scivolati sullo sfondo, e che lunico valore effettivo della democrazia sia la democrazia. Quando si limitano le libertà individuali in nome della sicurezza. Quando si ammorbidiscono i principi morali per esportare, con la guerra, la democrazia. Quando si accorpa la complessità del sentire politico nella opposizione di due poli che, in realtà, si contendono una pugno di indecisi collocati in mezzo. Non è il trionfo della tecnica sui principi? E non assomiglia sorprendentemente allo stesso possibile delirio barbaro, che rischia di santificare una semplice tecnica, rendendola una divinità appoggiata su un vuoto di contenuti? Guardate negli occhi democrazia e barbarie: ci vedrete la stessa inclinazione a diventare meccanismi perfetti che scattano a ripetizione senza produrre nullaltro che se stessi. Orologi che funzionano perfettamente, ma che non spostano nessuna lancetta.
(26-continua)
(23 settembre 2006 - A.Baricco - www.repubblica.it)
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