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Monday, October 02, 2006 - ore 09:53
GLI IMI
(categoria: " Vita Quotidiana ")
dopo larmistizio dell8 settembre 1943, lesercito italiano si divise in tre:
-coloro che continuarono a combattere ma al fianco degli alleati angloamericani
-coloro che aderirono alla Repubblica sociale di Salò
-coloro che dissero NO! alla guerra.
questi ultimi volontariamene si sono fatti imprigionare dai Tedeschi pur di non continuare la guerra. si spogliarono delle loro armi, per questo la loro viene chiamata Resistenza disarmata. con stratagemmi burocratici i tedeschi non li fecere rientrare sotto la tutela della convenzione di ginevra del 29 riguardante la tutela ei prigionieri di guerra. non ebbero il supporto della Croce Rossa.
la loro vita eni lager fu davvero difficile sopratututto per le angherie dei tedeschi che ritenevano loro dei TRADITORI!
erano in 700.000 quel 8 settembre che dissero un seccon NO! alla guerra. va anche a loro il merito della nostra libertà.
questi nonnini ora hanno 80 anni, e non è mai stato riconosciuto loro un indennizzo di guerra o comunque non è mai stato riconosciuta loro l importanza che hanno avuto
vi chiedo di aiutarli:
come?
inviate in una email questo testo (senza la traduzione)
ai seguenti indirizzi:
hennig@stiftung-evz.de
e x conoscenza a:
anrpita@tin.it
isc-como@isc-como.org
Die Italienischen Militärinternierten – IMI:
Verachtet, erniedrigt, vergessen
Über 600 000 italienische Soldaten wurden
vom Nazi-Regime deportiert, um als Zwangsarbeiter auch in der Rüstungsproduktion
eingesetzt zu werden.
In einem Zeitraum von 20 Monaten starben fast 50 000 von ihnen
auf Grund der unmenschlichen Bedingungen, denen sie ausgesetzt waren.
Zu keinem Zeitpunkt wurde ihnen der Schutz der Genfer Konvention gewährt, zu keinem Zeitpunkt wurden sie als Kriegsgefangene behandelt. Die Italienischen Militärinternierten – IMI haben ein Recht
darauf, von der Stiftung "Erinnerung, Verantwortung und Zukunft"
als Zwangsarbeiter entschädigt zu werden.
Traduzione
Gli Internati Militari Italiani – IMI:
disprezzati, umiliati, dimenticati.
Oltre 600.000 militari italiani furono deportati dal regime nazista
per essere impiegati come lavoratori coatti anche nelle produzione di guerra.
In 20 mesi quasi 50.000 perirono per le condizioni disumane in cui si trovarono.
Mai la loro condizione fu salvaguardata dalla Convenzione di Ginevra,
mai furono trattati come prigionieri di guerra.
Gli Internati Militari Italiani – IMI
hanno il diritto a essere risarciti come lavoratori coatti
dalla Fondazione "Memoria, Responsabilità e Futuro".
Forse anche il vostro nonno è stato un IMI e voi non lo sapete!
questa è una piccola riconoscenza a quei ragazzi di 18/19/20 anni che con grande maturità e dignità hanno accettato le conseguenze delleloro decisioni e hanno creduto nella libertà
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