Scoppiò Tangentopoli: corruzioni, corrutele dei potere, tangenti sottobanco, furberie. E subito gli esperti gridarono allo scandalo del millennio. Una donna annusò Bill Clinton e fece esplodere il sexy-gate: l’America assopita nello scandalo del secolo. Intercettarono la cornetta di Luciano Moggi e il calcio, immortale per denaro, rischiò di affogare. Sembrò lo scandalo della storia. Scoprirono i veli alle vallette della Rai ed esplose il finimondo: scandalo nei corridoi di Viale Mazzini. Tra avventurieri della politica si aggomitolano nel Municipio di Padova: scandalo per una settimana.
Li chiamavo scandali anch’io questi.
Fino a martedì sera. Valentina, una bambina di sette anni, guarda la tv. Esce un servizio su Padova, la sua città: un muro, dei lacrimogeni, scudi, manganelli, botte e risposte. Si alza dal divano, guarda papà e gli dice: “Uffa,fate schifo. E’ possibile?”. Prende il suo flauto e si nasconde in camera a suonare.
E’ altamente improbabile che un tifoso di calcio si lamenti se l’arbitro è talmente “venduto” o “cieco” da lasciare uno o due giocatori in più alla sua squadra del cuore. Considerazioni negative a parte… quel tifoso ha le idee più chiare dei discepoli. Difatti, perché si lamentano se c’è uno in più nella loro squadra? Esigenze di “cartellino”? In fin dei conti, quando c’è lavoro due braccia sono sempre benedette e non si è mai in troppi a dividere la fatica. Forse, allora, è che siamo in fila per dividere la torta e la fetta promessa diminuisce se aumenta il numero delle bocche… Ma allora questa è gelosia! La stessa gelosia che Il vecchio Mosè ha rimproverato al giovane Giosuè che, rivolgendosi alla guida, pretende subito un interveto di censura:
“Mosè, signore mio, impediscili!”. Ma la risposta di Mosè è folgorante, centra subito la gelosia ed esalta gli orizzonti infiniti di Dio che disegnano paesaggi improvvisamente troppo grandi per la nostra ristrettezza di vedute. Pure Giovanni, l’amico prediletto del Maestro di Nazareth, l’uomo dal cuore profumao di dolcezza…oggi sfoggia un cuore “di provincia”:
“Abbiamo visto uno che scacciava i demoni in tuo nome e glielo abbiamo proibito”. Perché non sempre è facile scommettere sull’inedito di un Dio che non accetta di essere “proprietà privata” delle nostre storie. La sua è una fantasia musicata di misericordia, una fantasia che rompe gli steccati, che infrange il calcolo dell’uomo.
Anzi, di più. Il Signore non disprezza nulla di ciò che è buono e favorisce la causa del regno, persino di offrire un bicchiere d’acqua nel suo nome a chi sempre nel suo nome sta combattendo, genera grande ricompensa. Di ogni piccolo sforzo ha bisogno il Signore nella sua dura battaglia e decisivo è “essere di Cristo”: se non si salva Gesù Cristo tutto è perduto, un po’ come in quel racconto dei chassidim in cui il Rabbi, giocando a scacchi con un manipolo di bambini, dice: vedete com’è importante per tutti la difesa del re, se viene fatto fuori il re è la fine.
Ed è proprio dei più deboli che il Signore prende le difese, egli non tollera il ferimento della sensibilità del credente, specie se piccolo e gli basta un niente per perdere la sua fede.
“Chi scandalizza uno solo di qusti piccoli…”: gelosia alla stato puro l’emozione che viaggia nel cuore di Dio. D’altronde il suo è un amore folle, un amore geloso, un amore libero e tu non sei nessuno per deturpare cotanta trasparenza. Ma chi sono i piccoli? Non certo i bambini…Oggi i piccoli e i deboli sono soprattutto coloro che sono tentati di abbandonare la chiesa perché non si riforma, o che stanno sulla soglia senza osare entrarci, perché troppe cose non vanno o non vengono cambiate. Sono i tanti volti che non appartengono a nessuno. Appartengono alla notte perché
“alla notte le ragazze sembrano tutte belle” (Jovanotti). Son tutti quei volti giovani che ogni tanto emergono, tentano di spiccare voli nella vita, s’infrangono, riprovano. E’ come se ogni tanto esplodessero con lo sguardo alla ricerca di un Volto nuovo. Osservano… ma poi se ne vanno. Si infilano di nuovo nella notte con una speranza in meno e una nostalgia di Cristo in più. Eppure cercano esattamente quello che noi possediamo: una visione a tutto tondo della persona di Gesù. Guarda lo scandalo! Siamo scontati ai loro occhi! Abbiamo perduto lo stupore di un amore che ci ha sedotti, coinvolti, incoraggiati!
D’altronde… Se tu pensi che la salvezza sia uno scherzo – anziché la difficilissima lotta di Dio con le potenze del male – non puoi concepire (e te ne rendo ragione) le durissime parole di condanna nelle quali ogni tanto c’imbattiamo nella Bibbia. Gesù di Nazareth fa la sua tremenda profezia di Isaia in cui si parla di “cadaveri” di uomini ribelli che un “verme” e un “fuoco” divorano e bruciano per l’eternità (Is 66,24). Ma il guaio vero è che di quelle “sciagure che ci sovrastano”, di cui parla l’apostolo Giacomo nella sua lettera, non importa più un fico secco a nessuno: noi continuiamo indifferenti a gozzovigliare e ingrassarci “per il giorno della strage” (Gc 5,1,5). Gesù ci pro-voca, noi dormiamo. Mettiamo le etichette sulle persone: quello lì, so come la pensa. Quell’altro? Che cosa vuoi che dica di buono. Quell’altro? Che pensi ai fatti suoi piuttosto che far prediche agli altri. Va bene, chiuditi pure. Hai ragione solo tu. Non tolleri pro-vocazioni. Solo qualche percotimento di petto in più la domenica, qualche rigo in più nella preghiera dei fedeli. Cambia qualcosa?
“Uffa,fate schifo. E’ possibile?” – rinfacciò la bambina a papà. Prende il suo flauto e si nasconde in camera a suonare.
Scusate il disturbo. Cosa abbiamo letto?:
“Chi scandalizza uno solo di questi bambini…”.
Come la mettiamo?
Buona settimana
don Marco Pozza