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Wednesday, October 04, 2006 - ore 01:17 ANARCHIA E POESIA IL GALEONE 1967 Testo di Belgrado Pedrini Siamo la ciurma anemica duna galera infame su cui ratta la morte miete per lenta fame. Mai orizzonti limpidi schiude la nostra aurora e sulla tolda squallida urla la scolta ognora. I nostri dì si involano fra fetide carene siam magri smunti schiavi stretti in ferro catene. Nessun nocchiero ardito sfida dei venti lira? pur sulla nave muta letere ognun sospira. Sorge sul mar la luna ruotan le stelle in cielo ma sulle nostre luci steso è un funereo velo. Torme di schiavi adusti chini a gemer sul remo spezziam queste catene o chini a remar morremo! Cosè gementi schiavi questo remar remare? Meglio morir tra i flutti sul biancheggiar del mare. Remiam finché la nave si schianti sui frangenti alte le rossonere fra il sibilar dei venti! E sia pietosa coltrice londa spumosa e ria ma sorga un dì sui martiri il sol dellanarchia. Su schiavi allarmi allarmi! Londa gorgoglia e sale tuoni baleni e fulmini sul galeon fatale. Su schiavi allarmi allarmi! Pugnam col braccio forte! Giuriam giuriam giustizia! O libertà o morte! Falci del messidoro spighe ondeggianti al vento voi siate i nostri labari nellepico cimento. COMMENTA (0 commenti presenti) PERMALINK |
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