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2) Essere disprezzato in quello che ritieni ti renda speciale.
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4) la vita è come una lavagna..dove lasperanzascrive la realtà cancella..

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2) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



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SONDAGGIO: UN NUOVO GOVERNO MIGLIORERÀ LA SITUAZIONE DELL’’ITALIA?


E’’ caduto il governo Prodi. Il futuro sarà migliore? A mio avviso no. Per migliorare la loro vita gli italiani devono fuggire all’’estero.

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Wednesday, October 04, 2006 - ore 11:43



(categoria: " Vita Quotidiana ")


Immigrati: la percentuale di insoddisfazione sale fino al 78 per cento fra i giovani laureati che vivono da noi. Stranieri: il 60% scontento del suo lavoro. Ancora scarse opportunità di carriera: una ricerca presentata alla Caritro

il Trentino

14/07/2006

TRENTO. Gli immigrati in Trentino hanno ancora scarse opportunità di fare carriera: oltre il 60% è poco, o per nulla, soddisfatto del lavoro che svolge e la percentuale arriva fino al 78% per quanto riguarda i laureati.

Questo è quanto emerge dalla ricerca, presentata ieri mattina alla Fondazione Caritro di via Calepina, del progetto PONTEST - Una rete per l’inserimento degli immigrati, con l’obbiettivo di facilitare la loro integrazione professionale e sociale.

I risultati dell’inchiesta evidenziano il divario tra competenze possedute dagli immigrati e lavori effettivamente svolti, a causa della discriminazione che genera spesso esclusione e auto-segregazione. Le competenze apprese nel Paese d’origine sono svalutate nel mercato del lavoro trentino. dove la richiesta di manodopera è di livello basso e genera così una situazione di sotto impiego che si percuote sulle reali possibilità di accesso alle professioni più qualificate.

La ricerca conferma che gli stranieri hanno un elevato livello di scolarizzazione: quasi due terzi è in possesso di un diploma, di una laurea e solo il16% non ha proseguito gli studi dopo la scuola dell’obbligo. Le donne sono nettamente più istruite degli uomini, visto che il 30% (contro il 12% del sesso opposto) ha un titolo di studio non inferiore alla laurea. Le donne segnalano maggiormente l’importanza di svolgere un lavoro che piace, in cui si può trovare soddisfazione personale oltre che economica. Indicativo è il fatto che un terzo degli intervistati vorrebbe cambiare lavoro. Per quanto riguarda le prospettive future, il 41% vorrebbe restare in Italia, mentre il 27% desidera tornare nel proprio Paese d’origine.

Attualmente risiedono nella Provincia di Trento circa 27.000 stranieri e le autorizzazioni all’ingresso dall’estero rappresentano una dimensione preponderante del mercato del lavoro immigrato: quelle concesse nel 2004 sono state quasi 14.000, con un incremento di quasi il 10% rispetto all’anno precedente. Le nazionalità più presenti sono quelle marocchina, albanese e rumena, ma ci sono anche molte persone provenienti dall’Ucraina, Moldavia e Paesi dell’ex Jugoslavia.


Ma io mi chiedo: a chi importa dell’insoddisfazione di coloro che non sono immigrati?



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