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venerdì 6 ottobre 2006 - ore 09:03


La Parola di Dio della domenica
(categoria: " Vita Quotidiana ")


XXVII^ Domenica del Tempo Ordinario
"Il modo migliore per farlo? In ginocchio..."

di don Marco Pozza

Martedì sera un ragazzo mi ha attaccato. Mi ha detto:“Ce l’ho con te, don!”.“Perché?” – ho chiesto. “Ma che cazzate dici? Vai dicendo dappertutto che i rapporti prematrimoniali sono la tomba dell’amore. Due che si vogliono bene perché non possono fare l’amore del tutto? Che cosa vai dicendo ai ragazzi? Perché non ci lasci in pace? Che te ne frega? Pensa ai c**** tuoi!”.
“Vedi… io e gli altri – gli ho detto – siamo una cosa sola: se mi interesso di me, devo interessarmi anche degli altri, altrimenti non m’interesso nemmeno di me! Tu ti rompi solo perché non vorresti che io ti richiamassi alla tua dignità. Io dico ai ragazzi quello che dà veramente pace. Non mi rendo complice della loro distruzione”.
Mi ha fatto il gesto dell’ombrello e se n’è andato nervoso. D’altronde…non ho mai visto un toro sorridere…


Mi nascondo tra le pieghe della Scrittura Sacra. Che emozione i primi giorni della creazione. L’uomo si sente solo, sperduto, naufrago nei suoi pensieri, non trova occhi in cui appoggiare il suo sguardo. Non gli basta un universo di piante, arbusti e animali al quale imporre il nome: giunto a sera si sente incompleto e insoddisfatto. E al sesto giorno un pensiero geniale fa capolino nella mente di Dio:“Non è bene che l’uomo sia solo” (Gen 2,18). E in quell’universo ancora vergine, quando all’orizzonte appare la donna…un uomo stregato eleva al cielo il primo poema d’amore: “Essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa”. E scoppia un grido di gratitudine e di lode avvertendo le vibrazioni della compagna che si univa a lui nella carne.
Che emozione potrebbe nascondersi dietro la porta delle nostre case. Papà, amando, scopre le ricchezze della sua donna, le sue possibilità e, perché ama, vuole che lei le utilizzi per “fare umanità”. Egli non teme che lei s’impegni nella vita sociale ed ecclesiale, perché sente che anche incontrando mille maschi ne conosce solo uno: suo marito, che per lei è l’unico!

La mamma conosce le capacità, i doni del marito e vuole che egli abbia gli spazi “per fare umanità”. Ella sa che potrà vedere mille donne, ma è certa che ne conoscerà una sola: sua moglie. Ella è certa che solo il proprio corpo è capace di parlare a lui. Come tutti i grandi amori anche mamma e papà qualche sera hanno dei momenti di crisi, non sempre capiscono i loro silenzi. Come tutte le donne anche mia mamma spierà tra timori e speranze le pieghe dell’adolescenza di suo figlio. Come tutti i padri anche papà prova sofferenza quando vede diradarsi i clienti dalla sua bottega. Ci guardiamo in faccia in questo crepuscolo tormentato di XXI secolo e ci scopriamo incapaci di generare, incapaci pure di riparare. Perché non abbiamo più tempo per accarezzare! “L’uomo dunque non separi ciò che Dio ha unito” – abbiamo letto nel Vangelo. E tutti, in automatico, abbiamo risposto: “Lode a te, o Cristo”. Poi entriamo a casa ed è davvero una lode a Cristo? Un papà baciava sempre la sua bambina quando rientrava a casa. La bimba un giorno, con le sue manine, stringendo il volto del papà, ha rifiutato il bacio e gli ha detto: “Bacia prima la mamma”. Ma lui non ha voluto baciarla. Da quel giorno la piccola non ha più permesso al papà di baciarla.
Mi viene in mente un episodio raccontato da Tommaso da Celano a proposito di Francesco d’Assisi. La notte di Natale, a Greccio, quando venne fatto il primo presepe, Francesco era diacono, perciò venne invitato a cantare il Vangelo. Il cronista annota che, ogni volta che pronunciava il nome Gesù, Francesco si passava la lingua sulle labbra per assaporare la dolcezza di quel nome. Questo “leccarsi le labbra” mi sembra molto bello: che dolcezza il nome della persona amata!

Questo è il vangelo per voi, ragazzi. Che mistero la nostra sessualità. Lasciate che il corpo segua le meravigliose vie della vita. Che meraviglie porti dentro di te! Che stupore! Che rispetto devi avere per i tuoi organi genitali strumenti di comunicazione e di vita, segno della meraviglia dell’amore tra l’uomo e donna. Tanta complessità e perfezione deve darti gioia, suscitare stupore. Contemplati, sta’ sereno e benedici Dio! Lungo i sentieri della vita v’innamorate. Tu, ragazza dai mille sogni, ti scopri conquistata da lui. Rimani incantata. Ti senti sicura di fronte alla sua robustezza, al suo essere “orso”, viaggi forte con la decisione che è in lui. Il suo fare un po’ misterioso ti prende. La sua intelligenza profonda ti affascina. Lo vorresti abbracciare nella sua purezza. “Don” – mi ha gridato una ragazza una mattina in una scuola – “lui non mi lascia stare”. “Per forza – le ho risposto – gli mostri solo quella! Sforzati di ragionare, di sognare, di amare e allora ti coprirai”.
Tu, ragazzo dai sogni concreti, ti commuovi. La sua dolcezza ti conquista, il suo sguardo ti avvolge, la sua delicatezza ti fa sentire forte e ti fa desiderare di proteggerla. La sua attenzione, la sua premura semplice e sincera, la sua castità ti prendono. La sua bellezza t’incanta. Non la toccheresti neanche con un dito. Ti basta guardarla e lasciarla libera d’essere così com’è, pura. E’ troppo bella per rovinarla. Come una Madonna di Raffaello.

Vi accorgete… Per imitare gli adulti abbiamo smarrito l’ebbrezza della gratuità e ci è rimasta solo l’ebbrezza dell’alcoll! Nel loro mondo regolato dai petro-dollari, angosciato dai crolli di Wall Strett, retto dalle bilance dei pagamenti abbiamo imparato a infischiarcene di chi sta morendo per fame, di chi monetizza il rischio dei terreni per fare basi militari, sordo al grido del mondo… Ragazzi: come può esplodere la gioia? Ci si lascia vivere. Si fa l’amore con il fatalismo. Senza più stupore, senza più spessore e compiamo le nostre scelte come se spingessimo i tasti di un telecomando: crediamo di scegliere, invece siamo scelti. Si moltiplicano le feste, ma manca la festa. E le letizie diventano sbornie, gli incontri frastuoni, i rapporti umani orge da lupanari.

Ogni estate tutti i vip hanno la ricetta magica. Da Formentera a Bora Bora, dalle Maldive a Cuba, dalle Mauritius alla Costa Smeralda su Novella 2000 fanno notizia solo le “esibizioni sessuali e sentimentali” di chi, debole e confuso, non fa altro che alimentare poi la debolezza nei giovani che li prendono come modelli.
Sesso tantrico, seduzioni animalesche, pruriti affabili…ad ogni tecnica una coppia di vip correlata.
La Scrittura Sacra consiglia: uno vicino all’altro, in ginocchio, con lo sguardo al cielo!
Effetti: economico, redditizio, reiterabile. Controindicazioni: non somministrare a chi ha il cervello scollegato.

Buona settimana
don Marco Pozza



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