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Sunday, October 08, 2006 - ore 03:24
Demenzialità e cinema sovietico ovvero il ritorno di Iosseliani
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Primo elemento: la Chiara (Girella) racconta nel suo ultimo post una sua allucinazione onirica ricorrente, quella di partecipare al principe dei reality, così:
”Ho sognato per l’ennesima volta di essere al Grande Fratello, ma proprio dentro la casa. E la Bignardi (nel mio cervello conduce ancora lei) mi diceva di essere la super favorita.” Perché mai non dovresti essere la super favorita stella? E’ evidentemente così!

Secondo elemento: oggi ho ricevuto un mistico sms dall’ottimo Nicola da Treviso
(già citato per altri folli messaggi) che mi raccontava un bizzarro avvistamento:
”Ieri al casello di Nanto per entrare in autostrada ho visto uno montato in piedi su un mezzo col rossetto e i capelli rossi… aveva il telepass.” E anche qui… ciò, passi che ti appaia il sacro Juda in un casello immaginario, ma che abbia il telepass… tutti sanno che la scuola di Nanto predilige nettamente il VIAcard. O al limite gli spiccioli.

Tutta questa folle demenzialità mi spinge a 2 considerazioni: la prima è che far ridere è una questione assolutamente soggettiva, non ci sono leggi del 3 che tangano (al massimo ci sono Maestri del Tempo Comico, ma questa è un’ altra storia); la seconda è che la stessa folle demenzialità del sogno della Chiara e del sms di Nicola c’è in tutto il cinema sovietico. Ad esempio, uno per chiamare un introduzione ad un film “Ghisa”, quanto avanti con gli scavi dev’essere? Anche io voglio chiamare i miei figli Ghisa e Ghisa remaster a sto punto, come suggeriva Livio Bocio. Ghisa, provate a ripetervelo in testa. E beccatevi questa scura immagine in cui fondono la Ghisa.

Oppure, sempre rimanendo all’ ottimo Iosseliani, “La caduta delle foglie” datato 1966 di cui riporto la trama pari pari a quanto scritto su Tv, Sorrisi e Canzoni: “Georgia. Durante la vendemmia, due ragazzi usciti dall’ istituto vinicolo trovano lavoro in una cooperativa dove hanno le prime esperienze con le donne. Dalle vicende personali e professionali scaturisce una pungente satira della burocrazia sovietica". Lo trovo semplicemente entusiasmante. Anche perché guardare ste cacate di film in lingua originale rende veramente l’impossibbbile… sentire il russo-georgiano di sti inverosimili personaggi è quasi meglio dei silenzi di Vertov, ve l’assicuro. Per non parlare di “Antichi Canti Georgiani”, “Aprile” o “Pastorale”... Solo il meglio del meglio amizi!
In sostanza grazie RaiTre per queste perle di venerdì notte, grazie magggico Otar Iosseliani (che per la cronaca è ancora vivo pur avendo ormai milleseicento anni suonati), e soprattutto grazie al carbonio e al ferro che uniti ci danno la Ghisa.
PERMALINK