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Sunday, October 08, 2006 - ore 11:40
A me della politica non me ne frega proprio niente...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Passo e chiudo sull’argomento Sono di
destra perché preferisco dire Patria piuttosto che Paese, perché quando penso alla terra dei miei padri, alla storia di Roma o al fuoco di Vesta, sono proprio felice di essere italiana. Sono di destra nonostante certa destra, in certi momenti, abbia fatto quello che ha fatto: sono di destra ma non sono fascista. Mi piacevano le architetture di Terragni, di Pagano e di Michelucci, erano italiane ed internazionali. Mi piacciono le bonifiche e le colonie, ma, potendo scegliere, avrei rinunciato a tutto il pacchetto dato che l’insieme prevedeva anche le leggi razziali e una guerra mondiale. Non amo i fascisti ma capisco i nostalgici. Conosco alcuni comunisti di una certa età che hanno nostalgia di un certo fascismo.
Sono di destra ma di quella destra bella e democratica, che crea una cultura più colta di quella di sinistra ma che pochi conoscono: una cultura di nicchia, fatta di Pannunzio e Longanesi e Guareschi. Amo le cose rare: la cultura di destra è rara.
Sono di destra ma non mi piacciono certe folle nelle piazze. (Nel perché sono di sinistra dico il contrario, cioè che mi piacciono le folle nelle piazze. Preciso: dipende cosa queste folle urlano, cosa chiedono e, soprattutto, a chi lo chiedono e con che mezzi sperano di vedersi esauditi).
Sono di destra perché gli estremi mi piacciono. Mi piace pensare che le mie azioni - che sono di norma misurate e socialmente gradevoli - non siano il frutto di una vera moderazione, ma il risultato equilibrato di forze opposte entrambe agenti antagoniste in me. Sono, infine, di destra, per compensare la parte di me che è di sinistra.
Sono di
sinistra perché il progresso sociale è di sinistra, nonostante tutto. E poi i costruttivisti erano di sinistra e hanno fatto arte così bella e così moderna sotto il regime comunista russo. Sono di sinistra ma non sono comunista: amo la sinistra moderna, democratica e ambientalista, che guarda alla chiesa con sospetto ma tutto sommato non amerebbe che la società si disgregasse - cristianamente parlando - davvero. Sono di sinistra perché le folle nelle piazze sono suggestive. E anche perché Giuseppe Bottazzi era di sinistra.
Nel mio essere di sinistra non ha alcuna parte il fatto che sembra che la cultura stia tutta a sinistra. Anzitutto non è vero e poi io non c’entro in alcun modo col mondo della cultura. C’entro a malapena col mondo della tecnica. E la tecnica, come l’imprenditoria, non è né di destra né di sinistra.
Non sono di
centro perché sono già di destra e di sinistra, ed essere di tutte e tre le parti sarebbe davvero troppo. E poi non sono di centro perché non mi piacciono le vie di mezzo. Ho idee chiare su quasi tutto quanto concerne argomenti politici. Alcune delle mie idee chiare sono di sinistra. Altre mie idee chiare sono di destra. La mediazione delle due non mi porta certo ad avere idee di centro.
Le vie di mezzo sono quelle che ti fregano, lo sostengo da sempre per ogni argomento. Se io sono contro qualcosa non voglio quella cosa un po’ sì e un po’ no. Non la voglio, punto. Lo stesso, se voglio qualcosa: la voglio e basta, non a pezzi e bocconi o a giorni alterni. Mi piace chi dice: no mai, sì sempre, per tutti o per nessuno.
Non sono di centro anche perché quando dico che sono di destra o di sinistra intendo centrosinistra e centrodestra, che poi sarebbe a dire: né fascista né comunista, ma i bei risultati democratici che ne sono venuti fuori che, a confrontare i programmi delle coalizioni, si potrebbero anche scambiare di posto in parlamento.
Non sono di centro perché la sinistra e la destra italiana sono, di fatto, partiti di centro. E il centro riempie solamente gli spazi, ma davvero, a ben vedere, non esiste.
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