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Tuesday, October 10, 2006 - ore 00:13


IL GATTO NELLA SCATOLA
(categoria: " Riflessioni ")


Avere un ragazzo che, per schema mentale ed impostazione culturale, ti è all’opposto, certe volte mi consente di fare connessioni mentali originali, spesso assurde e decisamente non scontate: un matematico (è più matematico che ingegnere) e un’umanista (sono più letterata che giurista), se messi a confronto (alle 3 di mattina e per diverse ore di chiacchiere a ruota libera), possono veramente fare discorsi originali...
In questi giorni stavo riflettendo sull’esempio di vita e sull’opera di due personaggi molto noti della cultura americana: Henry David Thoreau, autore del Walden ovvero la vita nei boschi (è sua la frase su cui medito da qualche tempo: “Per noi spunta solo quel giorno al cui sorgere siamo svegli”) e Truman Capote, autore di A sangue freddo: il primo è un saggio filosofico, di riflessione e accusa della società mercantilistica americana della prima metà dell’800; il secondo è un romanzo che racconta in modo magistrale un fatto di cronaca nera avvenuto in Kansas nel 1959 e che ha consacrato Capote come il più famoso scrittore del suo tempo... Confrontando Capote e Thoreau, mi sono trovata di fronte due individui che hanno fatto una scelta esistenziale opposta: il primo ha “venduto l’anima al diavolo” per scrivere il romanzo della sua vita (ebbe un rapporto molto stretto con entrambi i killer, per conoscere così la loro versione del crimine, e soprattutto con Perry Smith instaurò un ambiguo rapporto fra l’amore e l ’amicizia) e il prezzo per questa sua scelta è stato il non aver aver più scritto nulla di compiuto fino alla morte, convivendo con un rimorso enorme che l’ha portato all’alcolismo e alla droga; il secondo ha deciso di vivere per 2 anni nei boschi del Massachusetts in condizioni estreme di povertà e privazione, per dimostrare che gli ideali che professava erano realistici e che potevano servire a migliorare le condizioni di vita dei suoi concittadini, sempre alla ricerca del profitto e perennemente schiavi del lavoro...
Mi affascina la natura umana e il suo essere in continuo mutamento e, pensando a Thoreau e Capote, mi sono trovata di fronte a 2 opposti modi di vivere: una coerenza granitica in ciò che si crede e un’incrollabile desiderio di emergere...
Discutendo di tutto questo con la mia dolce metà, gli ho chiesto quale dei due uomini apprezzasse di più e se per lui è vero che “spunta solo quel giorno al cui sorgere siamo svegli": la sua risposta è stata che, se partiamo dal principio di indeterminazione di Heisenberg e dall’esperimento mentale del Gatto di Schrödinger, possiamo affermare che “sappiamo che spunta solo quel giorno al cui sorgere siamo svegli”...
La natura umana è veramente affascinante: filosofia e fisica quantistica si incontrano, una mente scientifica e una umanistica arrivano, per strade diversissime, alla stessa soluzione... 2 cuori (e 2 cervelli), una riflessione antelucana sul senso dell’esistere, una capanna in mezzo al bosco ed un gatto in una scatola...


WERNER KARL HEISENBERG (Wurzburg, Germania, 1901 – Monaco, Germania, 1976) è stato un famoso fisico e Premio Nobel, fra i fondatori della meccanica quantistica. Celebre è il principio di indeterminazione che porta il suo nome: “Non è possibile conoscere simultaneamente posizione e quantità di moto di un dato oggetto con precisione arbitraria”.
Mettendo in discussione questa teoria, Einstein disse la celebre frase: ”Non credo che Dio abbia scelto di giocare a dadi con l’universo”, a cui un altro celebre fisico, Bohr, rispose: “Non credo che Dio abbia scelto di giocare a dadi con l’universo” e a cui Feyman aggiunse "Non solo Dio gioca a dadi, ma li lancia dove non possiamo vederli”.

ERWIN RUDOL JOSEF ALEXANDER SCHRÖDINGER (Vienna, Austria, 1887 – 1961) fu un fisico famoso per il suo contributo alla meccanica quantistica (con l’equazione di Schrödinger vinse il Premio Nobel nel 1933). Suo il famoso esperimento mentale del Gatto di Schrödinger, cioè del Gatto nella Scatola: si supponga di avere un gatto rinchiuso in una scatola e che esista un meccanismo per cui una fiala di veleno si rompa all’interno della scatola (avendo come effetto l’uccisione del gatto) se un atomo radioattivo decade. Dopo un certo periodo di tempo, il gatto ha la stessa probabilità di essere morto quanto l’atomo di essere decaduto. Visto che fino al momento dell’osservazione l’atomo esiste nei due stati sovrapposti, il gatto resta sia vivo che morto fino a quando non si apre la scatola, ossia non si compie un’osservazione.

DAVID HENRY THOREAU ( Concord, Massachusetts, USA 1817 – 1862) fu scrittore, filosofo, ambientalista e attivista statunitense. Nel 1845 (e fino al 1847), per sperimentare una vita semplice, si stabilì in una piccola capanna da lui stesso costruita presso il lago di Walden, dove poté dedicarsi a tempo pieno alla scrittura e all’osservazione della natura. Nel 1854 pubblicò Walden, ovvero La vita nei Boschi, in cui descriveva questa sua esperienza.

TRUMAN CAPOTE ( New Orleans, Louisiana, USA, 1924 – Bel Air, California, USA, 1984) è uno scrittore statunitense, autore di Colazione da Tiffany, il cui libro più acclamato è A sangue freddo (1966), romanzo che racconta dell’assassinio -realmente accaduto- di una famiglia di agricoltori del Kansas da parte di due spiantati, che finiranno sulla forca per il loro brutale crimine. Capote parte dal fatto di cronaca per scrivere la sua nonfiction novel: una combinazione perfetta tra giornalismo e letteratura, dove nessun fatto viene inventato, ma diventa romanzo grazie alla bravura dello scrittore. La sua inchiesta durerà 6 anni: tra il 1959 e il 1965, quando il caso si chiuse con l’esecuzione capitale dei due colpevoli, Richard Eugene Hickock e Perry Edward Smith, lo scrittore si occupò quasi esclusivamente del suo reportage, raccogliendo più di 6000 pagine di appunti su una storia che anch’egli aveva vissuto in prima persona.


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