E’ venuto da me e mi ha detto: “Lascio V.”
“Dopo cinque anni di fidanzamento? Come è possibile! Non mi hai sempre detto che la tua storia d’amore va a gonfie vele?” – ho replicato.
“Si, ma è successo quello che non doveva succedere, siamo andati a letto insieme! E adesso la lascio. Sono stato io a convincerla. Tanto – le ho detto – stiamo per sposarci! Ho fregato anche Dio!”
E io gli ho gridato: “Sei tu il primo colpevole e la lasci?”.
“Si – mi ha riposto – la colpa è sua!”
“Come” – gli ho urlato.
“Lei mi doveva prendere a schiaffi!”.
“Se vuoi, puoi riparare” gli ho risposto.
Non mi ha detto più nulla e l’ha lasciata.
“Mi chiamo Stefania, ho diciannove anni e sto soffrendo troppo. Infatti ho conosciuto un ragazzo di 21 anni che mi piace moltissimo, durante un campo estivo con la mia parrocchia. Io con lui sto benissimo, insieme viviamo la vita della nostra parrocchia e sentiamo in noi la presenza di Dio. Però lui ultimamente è cambiato. Mi chiede sempre più spesso di stare sola con lui, e io sono molto turbata perché so che queste cose non si devono fare. Lui mi dice che quando si vuol bene non si fa del male a nessuno, tanto meno a Gesù. A novembre con le nostre famiglie andremo in vacanza insieme e ho paura delle tante occasioni che si possono creare. Non so cosa fare perché a lui tengo troppo. Ti prego: consigliami come fare per restare con lui ed essere fedele a me stessa”.
"Mandalo a gambe all’aria" le ho risposto.
"Ti verrà a cercare se ti vuole bene, ti verrà a cercare ma in altro modo!".
“Ho voglia di andare con una ragazza vergine, questo è il malessere che mi tormenta. Quando mi sono fidanzato, nove anni fa, la ragazza che è diventata mia moglie mi ha detto che non era vergine, che era stata con un altro, è stata sincera. Io le ho detto che non m’importava, io le volevo bene, senza di lei non avrei potuto vivere. Ci siamo sposati, abbiamo tre bellissimi bambini, ma ogni giorno che passa cresce in me il rifiuto di lei. M’immagino lei fra le braccia di un altro. Non la posso sopportare. Non la seto più come mia. Così quando vedo una ragazza che penso sia vergine, mi accendo. Non è il piacere di andare a letto con lei; la vorrei sposare perché sento che sarebbe tutta mia; nella bellezza dello sguardo, nella freschezza dei sentimenti, nella sincerità delle espressioni, nella gioia del corpo… Sento che la mia vita diventa un inferno con mia moglie: alle volte desidero farle il funerale, allora mi vergogno e mi odio. Ma perché l’ho sposata?
Poi guardo i miei bambini, sono bellissimi; mi do del disgraziato, eppure non bastano più ad unirmi a lei. Tuttavia essi non hanno chiesto di venire al mondo, li ho messi io al mondo, io li ho voluti. Essi hanno bisogno di mia moglie, la loro madre; io sono marito della madre dei miei figli. Che inferno!”
Purtroppo non è l’unico a parlare così...