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Tuesday, October 17, 2006 - ore 14:01


IL REAL SANT’ANGELO STECCA LA SECONDA
(categoria: " Università / Scuola ")


Ebbene sì, anche i migliori sbagliano. Soltanto 1 a 1 in casa del Longbridge (alias Pontelongo) dopo una partita combattuta, a tratti bella, a tratti stucchevole.
Condizioni del terreno: perfette, tavolo da biliardo.
Condizioni climatiche: ottime, bel sole e temperatura ideale.
Condizione fisica dei giocatori del Real: imbarazzante, con una buona metà della squadra reduce da una notte brava all’insegna di droga, alcol e sfruttamento della prostituzione. Chi aveva dormito di più aveva dormito sì e no 5 ore, ed era il guardalinee.
Pubblico: presente, ed è già una novità.
Arbitro: di scuola moggiana, una buona caraffa di thè sarebbe bastata a corromperlo, ma ahimè abbiamo scordato il thermos.
Dopo l’abituale rito propiziatorio (ogni giocatore incrocia il proprio pene con quello del compagno avente il numero di maglia successivo al suo, in segno di reciproca stima) siamo scesi in campo pimpanti al punto giusto, con la stessa carica agonistica che avrebbe un gigolò che è stato appena sottoposto a vasectomia.
Triplice fischio, la commedia calcistica ha inizio:

3’ Un difensore del Real viene ammonito per aver invitato gentilmente il n°9 avversario a ritornare nel grembo materno
8’ L’arbitro inciampa da solo e cade lungo disteso perdendo i sensi per qualche minuto. Ne approfittiamo per tramortire con una mazza l’allenatore del Longbridge e per spezzare un braccio al loro portiere.
13’ L’arbitro rinviene, sembra avere un vuoto di memoria e gli diciamo che stiamo vincendo 7 a 0. Ma lui non si fida e dopo aver controllato il taccuino ammonisce il nostro capitano per tentato raggiro.
18’ Gigi, la nostra punta per l’appunto, la spunta su un difensore avversario ma poi s’impunta e continua a dribblarlo per 6-7 volte, con nostro disappunto. Lo punta per l’ennesima volta, lo dribbla e infine tira in porta di punta; il portiere para in punta di piedi. Gigi non segna, questo è il punto. E siamo ancora punto e a capo.
24’ Il n°7 avversario CROLLA in area di rigore, anzi sembra proprio sprofondare nel terreno, tra urla disumane che farebbero accapponare la pelle anche a Tarzan. L’arbitro abbocca come un pesce-pollo e concede il calcio di rigore, scatenando nella nostra squadra una reazione scomposta e incline all’apostasia: il più calmo dei nostri espone una foto della figlia 17enne dell’arbitro e manifesta con ampi gesti inequivocabili l’intenzione di renderla madre di 3-4 marmocchi. L’arbitro ritratta assegnando una punizione per noi ed espellendo il loro giocatore per simulazione (per la cronaca, era rigore netto).
Tra il 25’ e il 45’ non succede nulla.
Secondo tempo.
2’ Partita sospesa gioco-forza causa morte accidentale dell’arbitro. Una trappola per talpe posizionata non sufficientemente in profondità stacca di netto il piede destro del direttore di gara, il quale stramazza al suolo e inizia a contorcersi come un cimice tra dolori lancinanti e grida sgraziate. Uno spettacolo orrendo. Il sangue fuoriesce copioso dal moncherino, sporcando il terreno di gioco e rendendolo impraticabile, il che è davvero inaccettabile da parte dell’arbitro. Si decide quindi, dopo un’attenta analisi della situazione da parte di entrambe le squadre (un vero e proprio brainstorm) di porre fine a quella ridicola pantomima sparando una doppiettata nella schiena dell’uomo. Si patteggia quindi un 1 a 1 politico che non accontenta nessuno.
Niente puttane stavolta, non c’era voglia di festeggiare.
Per la cronaca, ho segnato io. In rovesciata.



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