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Wednesday, February 04, 2004 - ore 15:37
Tutta la storia
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ecco la storia come me l'ha mandata la Marty (ke ringrazio) ke l'ha trovata in un giornale della zona stamattina.
MIKE!!! Ecco cos'è successo a Torreglia!
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TORREGLIA. Ha litigato con la madre per una questione di denaro, sfogando la sua rabbia con un martello contro un muretto adiacente la sua casa. Poi ha affrontato carabinieri e vigili del fuoco, brandendo un coltello da cucina, fino a quando è stato speronato in strada e bloccato. Lorenzo Soranzo, 39 anni, è stato arrestato per resistenza, danneggiamento aggravato e porto abusivo di arma da taglio.
Il raptus, durato circa un’ora, si è consumato lunedì in tarda serata in via Ugo Foscolo 10 a Torreglia, dove Soranzo abita con la madre Santina, 76 anni. L’uomo era rientrato dal lavoro e dopo cena è andato su tutte le furie, sembra per questioni di denaro, nonostante avesse trovato un’occupazione da pochi giorni.
Il parapiglia comincia verso le 23,20. Madre e figlio discutono animatamente, la donna, come sempre fa in questi casi, si chiude in camera lasciando che il figlio si sfoghi. Soranzo, infatti, in paese è conosciuto come una persona irascibile e instabile. Anni fa, gli amici smisero di giocare a calcio con lui perché le partite rischiavano sempre di finire in rissa. E anche le varie compagnie di coetanei di Torreglia l’hanno isolato un po’ alla volta. Troppo imprevedibile e pericoloso - dice chi lo conosce - per sé e per gli altri. Da tempo era disoccupato e raramente si faceva vedere in giro. Taciturno e introverso, nessuno mai, però, aveva assistito a qualcosa del genere nonostante i suoi problemi fossero noti.
Le urla di Lorenzo Soranzo vengono sentite anche dai vicini di casa, anche loro abituati ai suoi sfoghi. Ma stavolta è diverso. Soranzo esce di casa in ciabatte. In mano ha un martello con il quale comincia a colpire il muro che delimita la sua proprietà. Colpi decisi, rabbiosi, violenti. Urla e si agita: un comportamento che spinge uno dei vicini a chiamare immediatamente i carabinieri.
Alle 23,30 arriva in via Foscolo al civico 10 la prima pattuglia del Radiomobile di Abano. I carabinieri suonano al campanello ma non ottengono risposta. Le luci all’interno dell’abitazione sono accese: si teme il peggio. Anche perché secondo le testimonianze dei presenti Soranzo è all’interno, insieme alla madre. La decisione è immediata: vengono allertati i vigili del fuoco che si portano sul posto con un’autobotte e un fuoristrada. I vigili del fuoco aprono la porta che non è chiusa a chiave. L’uomo all’interno li sta attendendo: è in piedi, lo sguardo fisso, quasi di sfida. Entrano i carabinieri, poi i vigili. Soranzo non dice una parola: si volta va in cucina e ritorna inmmediatamente con un coltello da carne in mano. E’ fuori di sè: «Vi ammazzo - urla - Dovete spararmi altrimenti faccio una strage». E comincia a correre in direzione dei soccorritori, quasi una caccia all’uomo. I vigili e i carabinieri escono velocemente dall’abitazione con dietro l’uomo, in ciabatte, che li insegue roteando la lunga lama in mano. I militari fuggono in direzione della vicina piazza, Soranzo si ferma vicino all’Alfa del Radiomobile e la colpisce con la lama, ferendosi. Ormai ha perso il controllo di sé. Camminando lentamente si porta in piazza, continua a girare in maniera ossessiva in cerca di qualsiasi persona in divisa. Ad ogni metro si ferma. Ieri era giorno della raccolta differenziata del vetro. Fuori dalle abitazioni erano appoggiati i sacchetti pieni di bottiglie che vengono raccolte e tirate contro i militari che nel frattempo chiamano i rinforzi. Partono due pattuglie, una da Teolo, l’altra da Monselice. I presenti, intanto, cercano di contenere la furia dell’uomo nella speranza che non faccia male a nessuno, nemmeno a se stesso. Dai bar vicini escono alcuni ragazzi che osservano la scena. Soranzo viene braccato in piazza, ma all’arrivo della pattuglia di Teolo si scaglia contro il fuoristrada colpendo con la lama i cristalli e la carrozzeria del veicolo. Non c’è verso di calmarlo.
All’improvviso torna sui suoi passi, in via Foscolo. e monta a bordo della sua Volkswagen Golf bianca: forse vuole scappare, ma l’effetto simulato è quello di voler investire carabinieri e vigili del fuoco che nel frattempo hanno bloccato la via, mettendo l’autobotte di traverso. Ma anche questo tentativo risulta vano. L’uomo punta dritto il fuoristrada dei vigili del fuoco: la Golf cozza con il muso sulle protezioni anteriori del mezzo dei vigili e a quel punto parte un colpo di pistola. Un solo colpo di Beretta calibro 9 a scopo intimidatorio in aria, tuttavia, l’auto posta ieri sotto sequestro nell’autofficina Sanguin a Torreglia, ha un foro sulla parte anteriore all’altezza dell’ammortizzatore: foro compatibile con un proiettile. Come se qualcuno avesse tentato di sparare alle gomme.
Ma nemmeno il colpo ferma la furia di Soranzo, che innesta la retromarcia: forse vuole riprovare a sfondare il posto di blocco. Ci riesce. Prima di invertire la marcia il fuoristrada dei vigili blocca l’auto che si ferma con la parte posteriore a ridosso del muro di un negozio di sementi. Sono momenti concitati. I carabinieri circondano l’auto, devono immobilizzare l’uomo prima che esca dall’abitacolo. Partono anche colpi di manganello che sfondano il parabrezza. Poi viene aperta la portiera e Soranzo viene bloccato, ammanettato e portato dal Suem in ospedale dove gli vengono dati alcuni punti alla mano, ferita dal coltello che si è spezzano in uno dei tentativi di forare il cristallo della gazzella. E’ ormai notte fonda: in via Foscolo restano i militari e i vigili. Tirano il fiato con i visi, pallidi, illuminati dalle fotoelettriche in cerca del bossolo.
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