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Thursday, October 19, 2006 - ore 15:59


L’AMORALE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


MORALE 1 agg. (greco ethicos, latino moralis) che riguarda l’agire, il comportamento umano, considerati in rapporto all’idea che si ha del bene e del male: giudizio morale; qualità, indole, ecc; assurge a valore di ciò che è attinente alla dottrina etica oppure ciò che attiene alla condotta e quindi suscettibile di valutazione e di giudizio 2 sost. (latino moralia) ha lo stesso significato di etica e può essere essa stessa interpretata come oggetto dell’etica: in questo caso, la morale rappresenta la condotta diretta da norme, la guida secondo la quale l’uomo agisce.

MORALITÀ (latino tardo moralitate(m)[/i+, deriv. di moralis “morale”) s. f. 1 l’essere conforme alla norma del giusto e dell’onesto: [i+moralità di vita, di costumi; una persona di dubbia moralità 2 insieme di convenzioni e valori di un determinato gruppo sociale (o semplicemente di un individuo) in un periodo storico, concetto ben distinto da moralismo con il quale si intende la corruzione della moralità; norme di comportamento e di vita conformi a determinati principi; morale: moralità pubblica, privata.

IMMORALE agg.1 che agisce in modo contrario alla morale: persona immorale 2 che offende la morale: libro, spettacolo immorale, contegno immorale.

AMORALE agg. che è estraneo alla legge morale, che ne prescinde: il carattere amorale dell’arte | privo di senso morale: una persona amorale || Anche s. m. e f. persona amorale: essere un amorale.




Ieri sono incappata in un emerito cafone che, durante un discorso senza senso, tra i tanti sproloqui, mi ha definito una moralista... a questa sua affermazione, sono scoppiata a ridere! Ho trovato esilarante che accusasse proprio me di questo! Io infatti, mi reputo e mi definisco, con grande disappunto e fastidio di molti, una persona amorale: prescindo cioè, per quel che riguarda la mia condotta, dalla morale corrente... aborrisco la morale corrente! Sono al di fuori del sentire etico comune, che, sempre più spesso trovo incivile e barbaro, irrispettoso e violento. Trovo irritanti l’ipocrisia, il perbenismo e la cattiveria che sottendono alla morale di questa nostra società rigida, bigotta ed intollerante! E non voglio assolutamente sottostare a regole che trovo ingiuste, perché, prima che agli altri, rendo conto a me stessa del mio agire!
Detto questo, mi stupisco sempre più dell’arroganza, della boria e della maleducazione che imperversano in questo nostro mondo... sempre più persone sono ignoranti e si vantano di questa loro triste e, a mio parere, infelice condizione!
Concludo con una citazione celeberrima di un filosofo che mi è molto caro, J. P. Sartre... sarebbe opportuno che ci riflettessero sopra in molti:
Se Dio non esiste, noi non troviamo innanzi a noi dei valori e degli ordini in grado di legittimare la nostra condotta.
Così non abbiamo, né dietro a noi né innanzi a noi, in un dominio luminoso di valori, delle giustificazioni o delle scuse.
Siamo soli, senza scuse.
E’ questo ciò che esprimerò con le parole che l’uomo è condannato ad essere libero. Condannato perché non si è creato da se stesso, e pur tuttavia libero perché una volta gettato nel mondo è responsabile di tutto ciò che fa.


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