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Monday, October 23, 2006 - ore 12:32
(categoria: " Vita Quotidiana ")
stava squillando il cellulare. no, non era la sveglia. agorafobic apre gli occhi. vede 5 chiamate non risposte. il cellulare squillava da tempo, a quanto pare. ’dovevi essere qui...dobbiamo fare il lavoro per ferplast...l’avevi detto tu..’. agorafobic non ricorda. il brainstorming a base di thc della sera precedente lo ha fatto collassare per bene. e il lunedì si materializza davanti ai suoi occhi in maniera improvvisata. no, non riuscirà ad andarsi a comprare gli anfibi nemmeno oggi, a quanto pare. agorafobic abbozza un ’passo nel pomeriggio’. esce dalla sua stanza, mette su una moka da tre, torna nella sua cameretta e attacca un disco dei velvet underground. alla fine dell’intro di ’sweet jane’ sale il caffè. (Standin’ on a corner, suitcase in my hand) agorafobic trova la carta da filtro (Jack’s in his corset, Jane is in her vest and me I’m in a rock ’n’ roll band. Huh.) e le cartine. la ganja è sul tavolo (Riding a Stutz Bear Cat, Jim /ya know, those were different times / all the poets studied rules of verse /and those ladies they rolled their eyes). alla fine della canzone, ha già appicciato (Sweet Jane, Sweet Sweet Jane) e sta scrivendo ’sto post. agorafobic comincerà la settimana così. nulla di ecclatante, ma due minuti li doveva spendere, come risultato della differenza tra pensiero ed azione. vado ad honolulu a cercare lolita, prima o poi.
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