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- la serenità far capolino, finalmente, nei miei giorni...e la serenità ha un nome ed un volto

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Il sommesso brusio dei miei pensieri...

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Me stessa...perché il mio io è un’incognita che mi porta sempre a rimescolare il caos che ho dentro di me.

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Thursday, October 26, 2006 - ore 19:15


DIFFICILE ESSERE UOMINI...
(categoria: " Pensieri ")


Mi sono messa a spulciare nel mio Zibaldone e fra i miei tanti ed eterogenei libri alla ricerca di citazioni (ho un debole per le citazioni) su Dio... anzi sulla non-esistenza di Dio!
Questo è un post dedicato all’ateismo e ai tanti grandi uomini -e donne- che hanno combattuto contro l’ignoranza, l’intolleranza e la violenza che spesso porta con sé la religione!



Considero la religione come un giocattolo per bambini, e ritengo che il solo peccato sia l’ignoranza (Christopher Marlowe, «L’ebreo di Malta», 1589)

La maturità di giudizio si riconosce dalla difficoltà di credere. Credere è cosa molto comune (Baltasar Gracian, «L’uomo savio», 1646)

Non vi sia tra voi religione diversa da quella della saggezza e della moralità, da quella dell’onestà e della decenza, della franchezza e della generosità d’animo; non ci sia religione diversa da quella che consiste nell’abolire completamente la tirannide e il culto degli dèi e dei loro idoli (Jean Meslier, «Il testamento», 1729)

Ignoranza e paura, ecco i due sostegni di tutte le religioni. L’incertezza in cui l’uomo si trova in rapporto al proprio Dio è precisamente il motivo che lo tiene aggrappato alla sua religione (Paul Thiry d’Holbach, «Il buon senso», 1772)

La mia mente è la mia chiesa (Thomas Paine, «L’età della ragione», 1794-96)

Ci sono anche vagabondi dello spirito, ai quali la dimora degli avi appare troppo angusta e opprimente per potersene restare tranquilli in quello spazio ristretto: invece di mantenersi entro i limiti di un modo di pensare moderato e di prendere per verità intoccabile ciò che a tanti dà conforto e sicurezza, essi oltrepassano tutti i confini della tradizione e vagabondano in strane regioni del pensiero, sollevando critiche irriverenti e dubitando impunemente di tutto, questi vagabondi stravaganti (Max Stirner, «L’unico e la sua proprietà», 1844)

Ringrazio il buon Dio di avermi fatto diventare ateo (Georg Cristoph Lichtenberg, «Osservazioni e pensieri», 1773-75)

La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l’oppio dei popoli (Karl Marx, «Manoscritti economico-filosofici», 1844)

Dio è il nome che dall’inizio dei tempi gli uomini dettero alla loro ignoranza (Max Nordau)

Se si trasferisce il centro di gravità della vita non nella vita, ma nell’aldilà - nel nulla - si è tolto il centro di gravità alla vita in generale (Friedrich Nietzsche, «L’Anticristo», 1888)

Dubitare di tutto o credere tutto sono due soluzioni egualmente comode che ci dispensano, l’una come l’altra, dal riflettere (Henri Poincaré, «La scienza e l’ipotesi», 1902)

Se qualcuno giunge al punto di accettare acriticamente tutte le assurdità che le dottrine religiose gli trasmettono, e perfino di ignorarne le contraddizioni vicendevoli, la sua debolezza intellettuale non deve stupirci oltremodo (Sigmund Freud, L’avvenire di un’illusione, 1927)

Credo che quando morirò il mio corpo si decomporrà, e nulla del mio io sopravviverà. Non sono giovane, e amo la vita, ma disprezzo il terrore dell’annichilimento. La felicità non è meno vera solo perché finisce, e nemmeno il pensiero e l’amore perdono valore perché non sono eterni (Bertrand Russell, «Perché non sono cristiano», 1927)

Quando una religione ha la pretesa di imporre la sua dottrina all’umanità intera, si degrada a tirannia e diventa una forma di imperialismo (Rabindranath Tagore, «Discorso per il centenario di Ramakrishna», 1937)

La malattia dell’uomo è la coscienza, la malattia della coscienza è Dio (Antonin Artaud)

La parola “credere” è una cosa difficile per me. Io non credo. Devo avere una ragione per certe ipotesi. Anche se conosco una cosa non è detto che debba crederci (Carl Gustav Jung)

La religione è ciò che l’individuo fa con la propria solitudine (Alfred North Whitehead)

L’ateismo non è una conclusione, è un punto di partenza (Mathieu Delarue)

Dio è il Silenzio, Dio è l’Assenza, Dio è la Solitudine degli uomini (Jean Paul Sartre, «Il diavolo e il buon Dio», 1951)

Personalmente non ho nulla contro chi crede in un Dio, non importa quale. Sono contrario a chi pretende che il suo Dio sia l’autorità che gli permette di imporre delle restrizioni allo sviluppo e alla gioia dell’umanità (Alexander S. Neill, «Summerhill», 1960)

Facile essere Dio. Difficile è essere uomini (Pino Caruso)


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