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MERAVIGLIE


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2) Riscoprire vecchie amicizie quando meno te l'aspetti...
3) Vedere qualcuno che ride, sapendo che ride PER TE e non DI TE.





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Thursday, October 26, 2006 - ore 22:23


Play (ovvero, questo è dedicato a me)
(categoria: " Riflessioni ")


ok. proviamoci. Cercherò d spiegare la situazione attuale a voi, miei amatissimi e pochissimi lettori, e a me, mio pochissimo e amatissimo scrittore. E cercherò d farlo usando il minor numero d concetti e parole e metafore possibili, per non creare confusione. O per crearne il giusto insomma.

Tu hai un guaio. Il tuo guaio è che tendi sempre a giocare e a far giocare. Sempre. Tutto. E tutti. La tua vita al momento non può essere che riassunta nella parola che fa da titolo a questo post. E la spiegazione per i miei gusti, ma soprattutto per il gusto dei tuoi amatissimi e pochissimi lettori, potrebbe già finire qui. Ma visto che ti conosco e conosco pure la tua limitata capacità mentale, cercherò di essere un pochino più chiaro.

Tu sei un giocatore. Con i suoi pro ed i suoi contro. Ami giocare, ami avere un ruolo. Ma accettando questo dovrai accettare anche, di tanto in tanto, il fatto di andare in panchina, il dover cedere il palco a qualche altro personaggio. Conosci molto bene quella parte del mondo, quella parte in ombra che tutti cercano di evitare, te compreso, ma che hai dovuto subire a lungo. La conosci così a fondo che, periodicamente, la richiedi di tua spontanea volontà. Per un riequilibrio psicofisico. Per rifiatare. Per risistemarti la maschera e rileggerti il copione. E qui, se le tue idee si stanno facendo più chiare, le idee di qualche amatissimo lettore si stanno incasinando. Mentre qualche altro lettore è ormai diventato un ex – amatissimo lettore.

Tu ami giocare. E questo può essere un bene. Prendi le cose alla leggera, le fai passare da una mano all’altra facendole volteggiare per aria, senza peso, ridendo di chi si preoccupa troppo, tranquillo perché sicuro dei tuoi mezzi, sicuro perché convinto di essere nel giusto. E se le cose dovessero cadere. Se tu dovessi cadere. Bhe, lo faresti col sorriso sulle labbra. Tendendo la mano al tuo avversario, pronto a un nuovo leale scontro. Lo faresti raccogliendo tutto da terra, tornando movimento dopo movimento, a cercare di convincere le cose ad essere leggere, per poter volare sempre più in alto, per poter volare via.

Tu ami giocare. E questo può essere un male. Perché prendi le cose alla leggera, le fai passare da una mano all’altra facendole volteggiare per aria, senza peso. Ma le cose hanno un peso, hanno sempre un peso. Per questo cadono. E si rompono. E una volta rotte, è sempre difficile rimettere assieme i pezzi. E se dovessi essere tu a cadere, non è detto che troverai una mano tesa, pronta ad aiutarti. Potresti trovare solo della polvere, del fango, solo del sangue. E non è detto nemmeno che riuscirai a rialzarti. O volare via.

Tu vuoi sempre far giocare. Tutti. Senza distinzioni. Trovi insopportabili quelli che fanno le squadre a voce alta, scegliendo i componenti uno dopo l’altro, classificandoli per molto tempo non solo nella loro mente, ma pure in quella degli altri presenti. Hai sentito, l’ha scelto per primo, dev’essere fortissimo...eh si, non come quello...è stato scelto per ultimo, dev’essere proprio pessimo... No. Odi queste cose. Preferiresti riunire gli elementi peggiori, quelli scartati da tutti, farli diventare la tua squadra, giocare, perdere, ma averli fatti giocare. Ok, hanno perso, ma almeno hanno giocato. Hanno avuto la loro occasione, brutti stronzi. Avranno ricevuto solo fischi, avranno balbettato, dimenticato le battute, si saranno espressi male, ma l’hanno fatto. Il guaio è che molti, a far da comparsa, non ci stanno. Alcuni interpretano male il ruolo che gli assegni. Altri preferiscono defilarsi perché in fondo, loro, di giocare con te non c’avevano tutta sta voglia... Ma fosse per te, faresti rientrare sempre tutti in gioco. Magari ad alcuni concederesti un turn-over, ad altri cambieresti il ruolo, ad altri ancora passeresti la borraccia per riprendersi un pochino, ma faresti sempre rientrare tutti in partita, per renderla più emozionante, per renderla migliore, perché più si è meglio è. Perché stai male quando vedi altri star male e non giocare. Il fatto che quando tocca a te restare in panca, quando qualcuno decide di mandarti fuori, bhe, poi non è detto che ti diano la possibilità di rientrare, poi non è detto che ti diano una seconda possibilità per giocare...

Tu Vorresti sempre Vincere. Non sempre in assoluto. Ma Sempre, quando partecipi. Perché partecipi solo se sai di vincere. E se non vinci... se non vinci mandi giù. Cerchi di capire perché non hai vinto. Fai i complimenti ai tuoi avversari, fai buon viso a cattivo gioco, si dice, ma ci stai male. Te la leghi stretta stretta in qualche angolo pieno di nodi all’interno del tuo cuore. Mastichi amaro, sragioni per parecchio tempo senza far uscire niente dalla tua testa. Indossi la tua maschera più bella. E quando sei pronto, torni a giocare. Torni in campo. Ma per vincere. Questa volta solo per vincere e ricevere applausi. Perché è solo questo quel che conta.

Il tuo guaio è che non vivi in una infinita partita di calcio, né in un videogame, né in un’incredibile rappresentazione teatrale. Non vivi in un film, in un concerto o in un musical. Vivi e basta. Vivi sempre e comunque. E puoi volere quel che vuoi, puoi essere, giocare o amare quel che vuoi, ma sappi che le regole non le farai mai tu. E non saranno nemmeno mai troppo chiare. Quindi impegnati, tira le orecchie, cerca di intuire cosa fare e cosa non fare, come migliorare o anche solo come non peggiorare la situazione, e non farti mai buttare fuori. Perché una volta che ti fermi, è difficile che qualcuno torni a farti giocare.

Come vedi, non sono riuscito nel mio intento. E i tuoi amatissimi e pochissimi lettori saranno diventati ancor meno nel numero, ma per questo un po più amati. È per colpa loro in fondo se questo post è stato più lungo del previsto. Perché così tutti quelli che ti conoscono potranno ritrovarsi in alcune parole, in alcune frasi. E ti potranno comprendere un pochino di più. E tu li saprai riconoscere un pochino di più. Si, in effetti questo post è servito più a loro che a te. Tu sei il solito, e mentre io ero qui a scrivere tu pensavi a chissà quale altro gioco da mettere in pratica. Chissà con chi e chissà con che scopo. Ma forse è meglio così...fin che puoi gioca, poi, si vedrà...

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