(questo BLOG è stato visitato 18985 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Friday, October 27, 2006 - ore 17:57
Riempirsi gli occhi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Assisi si è spostata.
Ora è fuori dalla finestra del mio salotto, esattamente di fronte.
La vedo la mattina, ed è bellissima. Con nuvole nere o col cielo limpido.
La vedo a pranzo, ed è bellissima. Si allunga sulla collina e sembra che ci puoi passare i secoli lì dentro.
La vedo di notte, ed è qualcosa di inspiegabile. E’ luci, luna e pietre.
Davanti ad Assisi, solo per me, ha suonato Guccini:
ma che cosa c’è proprio in fondo in fondo
quando faremo 2 conti
e i giorni goccioleranno come rubinetti nel buio. E io ho aspettato che andassero a dormire mamma e papà rumeni: Mirella l’ho trovata in questa nuova casa, mi fa da mangiare, mi insegna ad arrangiarmi, e in cambio io la sto ad ascoltare quando si lamenta delle ambasciate, quando si lamenta perché è stanca dal lavoro, in cambio la faccio ridere un po’ e compro vino e birra per Mariano, il suo ragazzo, che mi fa le carezze e ride con me e mi prende in giro.
Loro sono andati a dormire, ho finito di lavare i piatti, ho finito la birra, guardavo la collina e pensavo che ci dovevo andare. Ho preso giacca, chiavi, casco e motorino e sono andata; e la strada nella notte era lunga e dritta dritta e di fianco niente fino alle salite. Ho parcheggiato, ho camminato, ho rivisto un sacco di luoghi, di cose, di ricordi che non ricordavo, ho ascoltato una chitarra sotto ad una chiesa, sono caduta da un’altalena.
E l’altra notte invece Assisi era di fianco a me, al tavolino da pic-nic e non faceva freddo, sarà stato il vino a scaldare e quanto ho parlato che non mi ricordo nemmeno cosa ho detto, ma carletto mi stava ad ascoltare, finalmente qualcuno e parlavo solo per quello. Il cinema è saltato perché in sala alle 22.30 c’eravamo solo noi e “ ‘i altri se faranno i film su me e te, vedrai”. Ma a me che me ne importa? Ben poco, perché qui parlare degli altri è pratica quotidiana ma non ci voglio rientrare dentro quei vortici di fiato e così le persone cerco di seglierle bene e Carlo è il mio esperto di trash televisivo, il mio Michi umbro, che così mi sembra di partire con 5 anni di vantaggio.
Mi è venuto a prendere a casa e si è messo a parlare di Antonellina Clerici con gli altri. “Gli altri” abitano qui con me, sono arrivati da poco e li ho visti ancora meno, ma so che fanno un gran casino, e io vorrei dormire. Non voglio lamentarmi – anche qui – del sonno, ma l’altro giorno da Torre Annunziata siamo tornati alle 3. E io pensavo a così tante cose che prima delle 4 non sono riuscita a chiuderli gli occhi. La Tere all’Eurobar e fuori dalla porta le bancarelle, i dolci, la festa, le luci, parole napoletane, l’Atmo… fanno uno strano effetto. Il nostro “caffè&gelato-da-Grom” ha cambiato scenario per un giorno.
E anche Massimo c’ha Assisi fuori dalla finestra. L’ho vista ieri quando mi ha invitato a pranzo da lui. Gliel’ho detto a Massimo che ha gli occhi buoni, che mi viene facile fidarmi di lui. Massimo aveva i capelli lunghi e la barba ancora + lunga, pareva Gesù. Poi una mattina si è svegliato in ospedale e si è accorto che glieli avevano tagliati: Massimo è caduto da 6 metri, ospedale, coma, ma niente lo ferma. Lui è quello che saliva le impalcature anche con la gamba ingessata. Lui è quello che scherza sempre, sorride e saluta tutti. Che io non l’ho mai visto arrabbiato. Quello che mi offre sempre il caffè, il suo rigorosamente corretto. Quello che è nato in una via che non c’è più, quello con cui fare la spesa è un’avventura, quello che mi regala i cioccolatini. Quello che mi porta a cena con 4 magazzinieri di Udine: tatuaggi, muscoli, capelli lunghi, canottiere bianche e bestemmie. Ma ci sono andata e sapevo che mi sarei divertita, a bere rossa e a sentir parlare una lingua geograficamente + vicina alla mia. A stare con persone che sono proprio così, come le vedi. Niente di +, finalmente.
E loro oggi partono, “si ritorna a casa, posto anche x te sul camion se vuoi ce n’è”. E sarei salita al volo, senza paura, senza salutare nessuno.
Ma 1 settimana d’anticipo è un po’ troppo, e mi ci vuole intera x abituarmi all’idea di cambiare di nuovo tutto, per rendermi conto che torno a rivivere le cose con voi.
E poi c’è la laurea di Vitto da organizzare.
LEGGI I COMMENTI (6)
PERMALINK