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Tuesday, October 31, 2006 - ore 15:35
La luna e la sabbia
(categoria: " Pensieri ")
I passi tranquilli si susseguono uno dopo l’altro, nella frenesia di una società che lo impone, a volte però si ha la possibilità di rallentare il tempo e fermarsi a riflettere, forse sarebbe meglio non farlo, troppi sono i dispiaceri che riaffiorano come gli scogli quando l’onda si ritrae. Le mani sono sempre vuote e possono stringere solo l’aria, preziosa aria, ci circonda e non ce ne rendiamo conto se non nell’ultimo istante quando ci viene a mancare. Nella mente c’è il buio, la tenebra, con i demoni e gli angeli che danzano assieme nell’ombra dove anch’essi hanno trovato un rifugio dalla luce che li abbaglia oscurando tutto il resto. Apro gli occhi, posso vedere l’immenso, appoggio i piedi sulla sabbia, guardando il cielo non vedo una fine. Affondate nel buio risplendono le stelle, vicine vicine come due umani non potranno mai esserlo veramente. Allungo una mano per toccarle, sono troppo piccolo, e loro troppo distanti, mi guardano dall’alto schernendomi con il loro bagliore come a voler infierire sul nulla che rappresento. Abbasso lo sguardo, la sabbia mi ricorda la mia natura, la natura di un essere che non può volare, e a cui è concesso farlo solamente nella propria fantasia, come una punizione di qualche sadico che ha dato questa possibilità e la possibilità di prendere coscienza di sé per rendersi conto della triste realtà.
Proseguo passo dopo passo mentre una leggera brezza fa danzare i lunghi capelli. All’improvviso non un filo di vento, un mare liscio e luccicante si stende di fronte a me. Le stelle si riflettono sull’acqua e rendono il cielo ancor più grande divenendo un tutt’uno con la terra, mi abbasso e sfiorando l’acqua posso toccare le stelle. Accarezzo un sogno che subito si distorce nell’acqua disegnando cerchi che si allargano, l’illusione dura un’istante, per un’attimo l’anima può nutrirsi di quel sogno, quanto basta per sopravvivere e tornare alla realtà. Uno spicchio di luna illumina tutto intorno in modo tenue, dolce, garbato. La posso guardare negli occhi e sembra che sorrida in un silenzio irreale. Penso a chi ha potuto toccarla veramente e allo stesso tempo vedere dall’alto il mare che ho davanti a me. Il limite si sposta in avanti ma resta sempre pesante. Penso a tante cose e a nulla, vorrei essere stordito, non comprendere fino in fondo da dove arrivo e verso dove sto andando. Tutto quello che sta nel mezzo è buio, incertezza e angoscia che giorno dopo giorno mi logora più del tempo, impazzisco. Dimenticare non mi è possibile, vedo tutto come un’enorme videocassetta che scorre all’infinito, senza la possibilità di poterla fermare. Contemporaneamente continua a registrare e le immagini sono sempre di più, sempre più veloci. Le cose belle sembrano cancellarsi per far posto a quelle brutte, il cuore ad ogni sequenza palpita e rallenta forse nel tentativo di fermarsi per riposare, per trovare quella pace che vede attorno, quel silenzio rassicurante, quel freddo buio di cui altri hanno paura ma in cui ci si può rifugiare per dimenticare e ricordare.
Un alito di vento mi riporta alla realtà, mi ritrovo steso a terra, con le mani stringo la sabbia che scivola fuori dalla mia presa, sopra di me tanti puntini luminosi e sotto di me polvere, soltanto polvere in cui siamo destinati a vivere.
-Tanist-
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