(questo BLOG è stato visitato 31987 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI:
ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]
Friday, November 03, 2006 - ore 09:22
Di qualcosa a cui non so dare un nome
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Credo proprio che mi prenderò qualche giorno di riflessione.
Questo sentimento di - come posso chiamarlo? - insofferenza? rabbia? noia? vuotezza?
Non so, che nome abbia. Cerco di ingannarlo per un pò di mesi, sì, sono contenta, faccio tutto quello che ho da fare, ci metto entusiasmo e funziona. Poi un giorno - chissà perchè - questo maledetto sentimento rispunta fuori. Ed ecco che tutto perde colore, come le foglie dinverno.
Mi ritrovo ad aver voglia di essere lontano, sapendo che se lo fossi vorrei essere a casa.
Ad aver voglia di avere tutti intorno, sapendo che non sono di compagnia e che vorrei allo stesso tempo stare sola.
Ad aver voglia di fare un sacco di cose nuove, sapendo che più si avvicina il momento, più lentusiasmo va scemando.
Stupida ragazzina: so di esserlo quando mi sento così, eppure non ci posso fare nulla.
Ripenso a quando preparavo thé inglese e caffè annacquato in un café portoghese di Londra, a quando vivevo con altri 6 in un flat grande come un guscio di noce, mi svegliavo alle 6 meno un quarto tutte le mattine e tornavo a casa solo a notte, stanca morta ma soddisfatta, e non so perchè. Non può essere il lavoro che fa la differenza. Ero io ad essere diversa. E mi mancava casa. E torna lì, no? La domanda che fanno in molti, me la faccio anche io, e poi non ho coraggio, non ho imput, non ho niente. Sono solo brava a buttar giù parole che tutti hanno già sentito e che si sono stufati di leggere.
Eternamente insoddisfatta, è una maledizione, non riesco a trovare un posto nel mondo. Roma, Lignano, Londra, Milano, Conegliano.
Cosa sbaglio? Dove? Dove devo cercare?
E sì, è lequilibrio, sempre il fottutissimo equilibrio, sì, che belle parole quando si tratta degli altri, poi su di me qualsiasi parola di conforto - perchè poi confortare? confortare da cosa? dal non sapersi accontentare mai? - scivola e cade, come quando cammini sotto la pioggia, così grandi le gocce che le senti partire dal viso e scivolarti sul corpo per infrangersi a terra.
Che poi, piuttosto che dove, non sarebbe opportuno capire cosa?
Sono la contraddizione fatta persona, e veramente, comincio a non sopportarmi più.
Credo proprio che mi prenderò qualche giorno di riflessione.
A presto
LEGGI I COMMENTI (10)
PERMALINK