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Saturday, November 04, 2006 - ore 14:58
TEATRO: la paura. G.Gaber
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E camminando di notte
Nel centro di Milano
Semideserto e buio
E vedendomi venire incontro
Un incauto avventore
Ebbi un piccolo sobbalzo
nella regione epigastrico duodenale
Che a buon diritto chiamai…paura
Vigliaccheria emotiva
Sono i momenti in cui amo la polizia
E lei lo sa
E si fa desiderare
Si sente solo il rumore dei miei passi
Avrei dovuto mettere le clark
La luna immobile e bianca
Disegna ombre allungate e drittissime
Non importa
Non siamo mica qui per fare delle fotografie, dai!
Cappello in testa
Impermeabile chiaro che copre l’abito scurissimo
L’uomo che mi viene incontro
ha pochissime probabilità di essere humphrey bogart
Le mani stringono al petto qualcosa di poco chiaro
Non posso deviare, mi seguirebbe
Il caso cane e gatto è un esempio chiarissimo
Finchè nessuno scappa non succede niente
Appena uno scappa, quel altro svissss
Gli corre dietro
Ed è giusto
Perché se uno scappa deve avere una buona ragione per essere seguito
Altrimenti che scappa a fare
Da solo
In quel caso si direbbe semplicemente: corre
Se lui non mi seguisse, non ho nessuna voglia di mettermi a correre
Come un cretino alle due di notte per Milano
Senza le clark
La luna è sempre immobile e bianca
Come ai tempi in cui c’erano ancora le notti d’amore
Non importa
Proseguo per la mia strada
Non devo aver paura
La paura è un odore
E i viandanti lo sentono
Sono peggio delle bestie questi viandanti
È chiaro che lo sentono
Ma perché sono uscito
Avrei dovuto chiudermi in casa
E scrivere sulla porta
Non ho denaro
A titolo di precauzione
Per scoraggiare ladri e assassini
E lo strangolatore solitario?
Quello se ne frega dei soldi
Dovrei andare a vivere in Svizzera
Non si è mai abbastanza coraggiosi
Per diventare vigliacchi definitivamente
Ma l’importante ora è andare avanti decisi
Qualsiasi flessione potrebbe essere di grande utilità al nemico
La prossima traversa è vicina è forma un angolo acuto
Acuto o ottuso?
Non importa
Però sento che lo potrei raggiungere quel angolo
E allora…
Ma il nemico avanza e allunga il passo
O è una mia impressione
Ricordati del cane e del gatto
Anche lui ha paura di me
Devo puntargli addosso come un incrociatore
Aver l’aria di speronarlo
Ecco così
E’ lui che si scosta, disegna una curva
No mi punta…
Siamo a 10 metri
Le mani stringono al petto
Un grosso mazzo di fiori
Mazzo di fiori?
Chi crede di fregare
Una pistola un coltello
Nascosta in mezzo ai tulipani
Come sono furbe le forze del male
Eccolo!
E’ a 5 metri
È finita
4
3
2
1
(sospiro)
Niente
Era soltanto un uomo
Un uomo che senza il minimo sospetto mi ha sorriso
Come se fossimo due persone
E’ strano
Ho avuto paura di ombra nella notte
Ho pensato di tutto
L’unica cosa che non ho pensato
Che poteva essere semplicemente
Una persona
La luna, continua ad essere immobile e bianca
Come ai tempi in cui c’era ancora l’uomo
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