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Sunday, November 05, 2006 - ore 14:06
Babel
(categoria: " Cinema ")
Con un film dal titolo biblico, Innaritu alza il tiro e ci sforna un affresco sulla globalizzazione sceneggiato da Guillermo Arriaga, che ha scritto anche i precedenti Amores perros e 21 Grammi.
Un film sull’incomunicabilità odierna, resa ancora più acuta dalla confusione delle lingue, nella società della globalizzazione.
Un film struggente e doloroso, sulla solitudine dell’esistenza umana, incarnata dalla ragazzina giapponese sordomuta, emblema del film.
Innaritu riesce benissimo nel descrivere mondi e facce diversi tra loro: la solitudine primitiva del mondo rurale marocchino, la vitalità barocca del mondo messicano, spenta e umiliata dal cugino macho americano, l’incomunicabilità della società giapponese. Ma di più, le tre situazioni sono legate da un filo tragico, emblema questo della globalizzazione che unisce mondi e culture diversissime (Marocco, Giappone, Messico).
Peccato che la bravura del regista ceda allestetismo rallentato e al compiacimento del dettaglio e che la vicenda giapponese sia un po’ troppo slegata dall’ossatura principale del film, apparendo attaccata al resto del corpo filmico con un pretesto.
E un film "duro" sicuramente, uno schiaffo di 2 ore e mezza a coloro che attirati dal nome di Pitt probabilmente si aspettavano altro. Colgo loccasione per ribadire quanto Pitt invece sia un grande attore, e qua lo dimostra in pieno, oltretutto senza cerone e con barba.
Da vedere sicuramente, un film in ultima analisi sulla assoluta casualità della vita, e sulla tragicità insita nel vivere.
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