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3) doversi alzare da sotto il piumone alle 7 di mattina in pieno inverno

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Monday, November 06, 2006 - ore 21:59


Quotidianità odierna.
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Bene. Oggi primo giorno di secondo anno di accademia. Alquanto movimentato.

Già in treno, in piedi, una tizia sviene proprio dietro a me. Ci sono rimasta proprio di merda notando l’indifferenza della gente che sembrava più interessata ad accapparrarsi il primo posto che risultava libero alla fermata di Mestre ... e intanto la poverina era lì, da sola, e questa scena mi ha fatto proprio ribrezzo che così decido di aiutarla, raccontando quattro cazzate e sparlando (ops ... dicendo la verità ) sulla merda delle ferrovie italiane, del tipo che nella mia stazione passa un vagone, dico un vagone di numero 1, manco un treno, un catorcio del dopoguerra, per dirla tutta, e devo stare per la maggior parte delle mie mattine sempre in piedi, obbligata a scambiare le classiche/banali due-tre parole di cortesia con conoscenti e gente che, ecco, non mi sta del tutto simpatica, aggiungendo che sono le sette di mattina e quello che vorrei fare, è ascoltare ’My generation’ , o ’Lucy in the Sky with Diamonds’ o qualsiasi altra cosa che mi venga in mente di ascoltare in quel momento.
Arrivo in accademia. Gente vecchia che non ci tenevo a rivedere, ecco, diciamo così va’ , e chi volevo rivedere davvero, dopo tanto tempo, manco si è fatto vivo (piccola amnesia su quando fosse il primo giorno, ma sono cose che capitano ) . Nuova gentaglia proveniente direttamente dal pub del sabato sera ed ex compagni di vecchia data. Gente che va, gente che ritorna. Panta rei.

Aula magna, assemblea generale. ’Ci sediamo là là, in alto, ok? ’ . Mi siedo in ultima fila, in alto, in centro. Ovviamente, cosa poteva capitarmi di bello?! Dondolandomi di qua e di là con la sedia, proprio per vizio, (sì, perchè ho dei problemi a stare un attimo ferma) a un certo punto (e qui dovrei spiegare tutto il processo tecnico di questa seggiola di plastica, tipo l’asta che esce dal foro, il tubo di ferro, l’attaccatura alle altre sedie ecc ) cado verso destra, e faccio un degheio, così tutti si girano verso di me e io faccio proprio questa figura da pirla che casca dalla sedia, stile elementari, tanto per farmi riconoscere già dal primo giorno (scavare una buca e sotterrarsi, ahem) .

Oggi poi compro il cellulare nuovo, anche perchè è da un po’ che sono irreperibile e fuori dal mondo (ma devo dire che la vita pre-tecnologia mi manca un po’ e non si stava neanche malaccio ). No, che poi non trovavo neanche l’agenda dove avevo scritto tutti i numeri, quellà di Mirò di Barcellona, comprata apposta, eh! , per cui non potevo chiamare nessuno, e insomma, un casino, e ho fatto anche preoccupare moltaggente, che mi dava per dispersa o emigrata in terra albionica. Magari, gazzo. E invece sono sempre qui, lì anzi, a Venezia, e quest’anno è lo stesso casino dell’anno scorso, e mi chiedo se veramente vale la pena di sbattersi tanto per cercare un minimo di tranquillità scolastica e insieme psicologica, magari, per avere un cazzo di piano di studi decente e cose di questo tipo insomma, iniziare a fare qualcosa, ecco.

Bah. Sinceramente sto perdendo la fiducità in molte cose e l’università è una di queste, sono un tantino confusa, ma magari passa tutto, basta solo aspettare un po’ di tempo, poco così, un battito di ciglia-come-si-suol-dire, ma le cose comunque vanno avanti e io non posso stare ferma ad aspettare tanto a lungo, per cui non so neanch’io bene cosa dovrei fare realmente, mi sento un po’ come Zeno Cosini, che appunto non fa nulla per cambiare il suo destino, aspetta che le cose avvengano così, senza muovere un dito e prima o poi, qualcosà dovrà accadere, o no? Sono malata di inettudine, anche se non è proprio una malattia, più che altro è un malessere interiore, un disagio profondo ... e l’ultima sigaretta, e il Dottor S. , e il funerale sbagliato e Guido che vuole suicidarsi con quella cosa che ora non mi viene in mente. Svevo, che umorismo. Quel libro mi ha fatto troppo sbregare.

* ’I can’t explain’

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