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Monday, November 06, 2006 - ore 22:41
Giornata atipica
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Io vorrei passare per le armi i dirigenti di Trenitalia.
Sì, perché non si può continuare a viaggiare in treni assurdi, stipati come gli ebrei verso i campi di concentramento.
Insomma, io dico, perché farci pagare i biglietti se poi non abbiamo nemmeno il posto per morire?
Ore 6.38 -> Regionale per Venezia S. L. in ritardo di 35.
Prendiamo il regionale delle 6,48... Quello antipatico che ferma ad ogni pisciata di cane e ci mette uneternità.
LIR per Bologna è in ritardo di 35...
Ci presentano un regionale TAF, con pochissimi posti. Da Mestre a Padova ho fatto il viaggio su una gamba sola, perché non avevo nemmeno lo spazio per appoggiare il piede.
Persa Paleografia, saluto il Falco che è arrivato in ritardo proprio il primo giorno di servizio civile.

Vado al Liviano, almeno mi fotocopio le dispense...
Ritiro il plico, vado per fotocopiare e la tessera non funziona.

Lhanno smagnetizzata e disattivata e si poteva acquistare la tessera nuova fino al 3 novembre.
Vado verso una copisteria, ma in quella zona non ce ne sono... Tocca andare in via S. Sofia. Entro, quando il tipo vede il plico, manco fosse... Ehmn... Mi dice che loro non fotocopiano libri di testo.

Ma se sono a disposizione di tutti, sono libri fuori commercio... Mah?!
Vado in unaltra copisteria, dove hanno più sale in zucca. Fatte le fotocopie, ritorno al Liviano, consegno il plico e vado a lezione in Dipartimento. Mentre ascolto il Prof., gli occhi mi si chiudono. Ho sonno!!
Alle 12, corsa verso la stazione, mi prendo un trancio di pizza al volo, salto sul treno e arrivo a Castelfranco.
Via in conservatorio: devo conoscere la nuova Prof.!!
La nuova Prof. si chiama Maria Elena Bovio, è torinese. Non è un pilastro come la mia ex Prof., anzi, è minutina e bionda.
Decisamente devo averle fatto una magnifica impressione, perché subito mi ha fatto suonare e mi ha tenuto a lezione più di tutte le altre mie compagne. Mi ha dato consigli utilissimi per migliorare ancora la sonorità. Veramente è una musicista in gamba, uninsegnante acuta ed attenta. Farò lezione il venerdì mattina.
Ho trovato il Dury, più fulminato del solito, che in corridoio mi urla: "Ma allora lo sposi il feltrino??"
Io: "Ovvio che sì!"
Abbiamo concordato lorario per le lezioni: martedì dalle 17 alle 18, così ho tempo di riprendermi da armonia e di pranzare in santa pace. La Prof. nuova mi manda a montare le corde sulle arpe dellaula 31, dopodiché vado verso la stazione.
Sono sulla strada verso la stazione e Cristina e Silvia mi raggiungono. Fino a Treviso viaggio con Silvia, poi cado in un sonno profondo fino a Motta di Livenza, quando mi squilla il cell.
"Elisabetta Ghebbioni chiama".
Rispondo. Era la mia ex Prof.

Non mi ha mai chiamato così tanto. Praticamente da venerdì lho sentita almeno una volta al giorno.

So che essere andata a Bologna e lasciarci le è costato, ma assicuro che ha tutte le sue ragioni.
Io e le mie compagne siamo molto tristi, perché abbiamo perso una persona molto importante, che ci ha trasmesso i valori veri e che non ha mai creato scaramucce tra noi. Siamo tutte legate luna allaltra, non siamo in conflitto tra noi. Nessuna fa le scarpe allaltra. Ci stiamo organizzando per andare a trovare la Prof. a Bologna, prima o poi. Intanto sabato sera saremo tutte insieme a mangiare la pizza...
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