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Tuesday, November 07, 2006 - ore 10:12
Fenomenologia del festino
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ieri sera festinbueo di
compleanno a casa dei tre dellave maria. A causa dello strano connubio tra antibiotici e alcolici al quale sono stato sottoposto nella giornata di ieri, ad un certo punto ho iniziato a focalizzare, a riflettere, a sindacare e a elucubrare sul significato morale e sociale del festino in sè
La cosa più importante, ad un festino, è non sembrare sfigato.
Per conseguire questo importante obiettivo, è necessario parlare. Parlare con chiunque, parlare col primo che ti capita sotto tiro, parlare di qualsiasi cosa. Se stai zitto, o sei il capo dei fighi che non parla apposta per spararsi le pose, o sei sfigato. Se parli, tutto ok, sei salvo. Trovi la tua vittima, spesso sfigato come te, e inizi a discutere su quanto sia fondamentale la figura del sarchiapone nella mitologia sumera a cavallo del trentesimo e del sessantunesimo secolo d.C.
Altra mossa assolutamente sfigomatica è incastrare il padrone di casa, che per non essere scortese ti presterà ascolto pur non vedendo lora, dentro di sè, di trovare una scusa e andarsene.
Aspetta, torno subito, ho sentito un rumore, forse cè un cinghiale in bagno.
In questa sorta di
unduetrepermè di nascondiniana memoria, alla fine qualcuno se ne resterà comunque fuori. Dapprima ciondolante nei pressi dello stand gastronomico (aka il tavolino coi salatini), dappoi errante nei pressi della smoking room (aka il balcone), e per finire barcollante nella chill-out zone (aka il divano), il nostro eroe non potrà più fuggire al suo gramo destino. Per sua fortuna sono recentemente divenuti di gran moda i telefoni cellulari, marchingegni che permettono lui di distrarsi digitando cose a caso (spesso sta solo giocando a Snake) e dimostrare così che se non parla con nessuno non è perchè è sfigato, ma perchè la sua vita sociale è tutta al di là del filo.
Apoteosi dello sfigume è il personaggio che, restìo ad arrendersi alla sua trista sorte, si ostina a voler entrare nella stretta cerchia dei socializzandi. Non essendo presente nella guest list dellingresso principale, si intrufola dal retro: lo riconoscerete subito, è quello che mentre tre persone parlano si pianta alle loro spalle annuendo e ridendo senza proferir verbo.
Ma non di soli sfigati è composto il festino. Vi è poi una categoria più ampia e subdola, quella degli atarassici. Gli atarassici sono, nellordine:
- i padroni di casa, che non vedono lora che tutti se ne vadano per poter mettere in ordine quel cazzo di porcile fatto dagli ospiti e per evitare ramanzine dal vicinato.
- i radical snob, quelli che "questi festini non mi piacevano alle medie, figuriamoci adesso".
- gli ex sfigati, ovvero quegli sfigati che, reduci dauna buona mezzora di discussioni, possono finalmente permettersi il lusso di starsene in un angolo in santa pace.
- quelli che si mettono a dibattere sul festino stesso con tono saccente e ostentatorio (ciao).
Questi personaggi rappresentano il cuore del festino, la maggioranza, e guardano con sospetto i membri della prossima categoria.
Quelli che si divertono! Quelli che si divertono hanno bevuto. O hanno limonato. O limoneranno. O sono pazzi. O sono sosia di Paris Hilton travolte da onde anomale a Nizza.
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