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1) ...e se poi la vita mi riservasse la solitudine?
2) Parlare senza essere ascoltato.... Spiegare senza essere capito... Esserci senza essere considerato... Essere un fantasma
3) ... la paura di aprire gli occhi e ritrovarsi soli, senza + nulla tra le mani, senza amore o voglia di vivere, la paura di deludere gli altri e x primi se stessi, la paura di non farcela in questa strana vita, la paura di perdere ciò x cui lotti da sempre, ciò in cui in credi, fino in fondo, la paura di perdere l'unica cosa giusta che una persona può avere, la propria libertà!

MERAVIGLIE


1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero
2) ..svegliarsi al mattino sentendo il suo profumo,
aprire gli occhi e accorgersi che non è un sogno..
3) ...saper riuscire a trovare la forza anche quando tutto ti è andato a puttane...!
4) Il Kebab
5) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
6) ricevere la telefonata di amici che nn senti da una vita.....
7) sentirsi davvero eccezionale!


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Tuesday, November 07, 2006 - ore 10:21


SULL’ARTE DEL VIAGGIARE
(categoria: " Vita Quotidiana ")


29 ottobre 2006

SULL’ARTE DEL VIAGGIARE
Sull’arte del viaggiare si è detto e scritto abbastanza e dunque risulta assai difficile essere originali in questo ambito. Eppure qualcosa di non detto forse esiste ancora…
Viaggiare è tante cose insieme e difficilmente si può ridurre ad una sola faccenda. Ma se si deve decidere per una definizione – sempre che di queste si abbia oggi ancora bisogno – una sola cosa allora non posso esimermi dal dire, ossia che viaggiare è fondamentalmente sottostare alla più grande e forse unica legge che governa la Natura: quella del divenire, del fatto che tutto è in perenne mutamento e cambiamento. Cambiare città ogni tre o quattro giorni, dormire sempre in letti diversi, mangiare in differenti piatti e osservare differente vita scorrere dalla propria finestra. Arrivare all’estremo di non possedere più nulla di fisso e permanente. Parlare sempre con nuova gente, vedere visi e facce sempre più misteriose e diverse dalla propria. Fare e disfare il proprio zaino decine, centinaia di volte. Quanta fatica a volte! Eppure si può fare.
Viaggiare è una delle cose più meravigliose che si possano compiere. Viaggiare non è un gioco ne un divertimento. Viaggiare è un’accademia, è uno dei modi per apprendere l’arte di vivere. Viaggiare è scoprire se stessi attraverso i posti più remoti e sconosciuti e allo stesso tempo penetrare luoghi e persone con i propri occhi ed i propri pensieri, e dunque è scoprire l’interno grazie all’esterno e l’esterno grazie all’interno. Viaggiare è tracciare linee su mappe geografiche con autobus o treni. Anche a piedi quando è necessario. Viaggiare è un’arte che pochi conoscono. Viaggiare è vivere la vita. Viaggiare è non fare nulla, prendere alloggio in una piccola camera ai piedi delle montagne e fermarsi per una settimana a non fare nulla, chiusi nel proprio alloggio a scrivere e pensare. Viaggiare è cambiare quotidianamente se stessi ed incontrare persone di altri continenti che con i loro occhi e racconti ti influenzano e ti modellano; viaggiare è lasciarsi dare una nuova forma e sostanza alla propria mente dai luoghi che si visitano; viaggiare è dire addio alla propria persona. Viaggiare è ritrovare tutti i propri mille volti e infinite sfaccettature della propria personalità nei volti di sconosciuti. Viaggiare è comprendere l’importanza del diverso e percepire in questo una parte dell’essenza della propria vita che sussiste e ha significato solo grazie a tutte queste diversità. Viaggiare è sentirsi vivi, assaporare la gioia della vita e rendersi conto di come questa corra velocissima verso la sua ineluttabile meta e comprendere come questa corsa sia dolce e amara allo stesso tempo. Viaggiare è anche semplicemente sedere in un camioncino sgangherato per fare sette o otto ore di viaggio attraverso strade dissestate e polverose. Guardare con i miei occhi e con il mio cuore il paesaggio e i modi di fare della gente. A volte la curiosità di un posto nuovo passa persino in secondo piano davanti al puro viaggiare. Sembra davvero che qualche volta ciò che conta maggiormente non sia cambiare posto ma aver fatto dei chilometri attraverso un paese. Viaggiare è stare soli con se stessi, penetrare nello specchio che riflette la propria immagine. Viaggiare è tornare a casa, arrivare a desiderare talmente tanto la propria vecchia vita che si trova il coraggio per compiere il viaggio più difficile ossia quello che ti porta indietro.

Gg – Dharamsala, 29 ottobre ’06



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