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Tuesday, November 07, 2006 - ore 16:26


OGGI NON CAVERO’ UN RAGNO DAL BUCO
(categoria: " Riflessioni ")


Di favole ne conosco tante, e se ne inventano ogni giorno di nuove.
Mi piace molto quella della casa di appuntamenti in cui vengono rinchiuse 10 bellissime ragazze disinibite e 10 intelligentissimi ragazzi timidi, e le femminucce devono riuscire a far indovinare ai maschietti qual è l’oggetto misterioso (di cui i maschietti sono COMPLETAMENTE ignari, dal momento che nei libri di metafisica e di paragnostica non se ne parla) che nascondono in mezzo alle gambe, mentre i maschietti devono riuscire a convincere le femminucce che all’interno della calotta cranica c’è un ammasso informe di materia grigiastra che loro, femminucce, non usano affatto, ammesso ovviamente che ne siano provviste. Le femminucce si danno un gran da fare per far scoprire l’identità dell’oggetto misterioso, stimolando in ogni modo l’intuito dei maschietti alquanto disorientati: fanno immaginare l’oggetto, lo lasciano annusare, lo vestono in modo da rendere più evidenti la forma e le dimensioni, infine esauste lo mostrano chiaramente ai maschietti ammutoliti, in certi casi sbattendo in faccia la soluzione al malcapitato ma intelligentissimo interlocutore. Ma non c’è verso, i maschietti (dotati di un Q.I. elevatissimo, è doveroso ricordarlo, dove ovviamente Q.I. sta per Quoziente di Imbecillità) negano l’evidenza e non accettano l’esistenza di un qualcosa di cui fino ad allora non erano mai venuti a conoscenza, perché una scoperta di questo tipo minerebbe irrimediabilmente il loro ecosistema! Meglio fingere di non aver visto e sentito nulla, un po’ come il mondo intero fa con Bush quando gioca a Risiko (perché tutti vedono che aggiunge di nasosto dei carri armati sui suoi territori quando gli altri giocatori vanno in bagno o starnutiscono, ma nessuno ha il coraggio di smascherarlo). I maschietti a loro volta sudano 9 camicie e mezzo per far capire alle femminucce che no, quella massa grigia non è silicone che serve a dare una bella forma alla testa, ma è qualcosa di più, qualcosa che può (se Dio vuole) essere utilizzato in modo positivo e anche utile se ci si riesce. Ma alla vista di un compasso e di un pallottoliere le femminucce svengono, e riprendono i sensi soltanto dopo il tempestivo intervento di un’estetista.
Poi c’è la favoletta del simpatico contadino toscano condannato a 14 ergastoli per aver ucciso 8 coppiette salvo essere scarcerato dopo 3 anni perché “scusaci ma forse il mostro non sei tu ma il tuo compagno di merende”. La verità è che Mario Vanni era talmente invidioso dell’improvvisa fama del buon Pietro che decise di convincere il commissario Basettoni di essere lui il mostro di Firenze, e ci riuscì. Anche se ancora oggi, nonostante siano passati ormai molti anni, tutti noi non possiamo fare a meno di chiederci: Puffetta era una ninfomane? Perché sì, ormai non ci sono più dubbi sul fatto che Puffo Vanitoso fosse gay almeno quanto lo è Cecchi Paone, e no, non posso credere che esista sulla terra qualche maschio bianco che abbia visto almeno una puntata di Lamù senza restarne perdutamente invaghito (con conseguenti sogni erotici ad occhi aperti e un’invidia smisurata per Ataru Moroboshi). Morale della favola: l’invidia è una brutta bestia, e gli insetticidi servono a ben poco.
E poi c’è la storia della mia amica Tizi che ha deciso di passare qualche giorno nella pancia di una balena lilla (sì la sua balena è color lilla) con lo scopo, credo, di capire che relazione intercorre tra i getti d’acqua improvvisi e le diete mediterranee. Ecco cosa scriveva nel suo ultimo sms: ”Stare dentro sta cazzo di balena mi fa venire fame, ma ho lasciato sotto l’albero i denari al gatto e la volpe perchè prendano qualche birra e pizze da asporto”. Beh, cara Tizi, mi duole assai dovertelo dire ma proprio stamane ho visto il gatto e la volpe perdere (come due polli) tutti i denari nelle scommesse clandestine sui combattimenti fra galli. Un bel modo di utilizzare i tuoi soldi, non ti sembra? Fidarsi uguale fregarsi, lo diceva sempre anche Gesù parlando di Giuda.
Infine l’ultima favoletta di Esopo, scritta proprio pochi minuti fa, che parla di un minuscolo ragno di colore giallo intrufolatosi non si sa come nella mia bottiglietta d’acqua probabilmente alla ricerca di qualche particella di sodio da invischiare nella sua tela. Di primo acchito ho pensato che la bottiglietta blu fosse in realtà la balena lilla e che quel simpatico ragnetto altri non fosse che...(rullo di tamburi)...sì, proprio Tizi! Poi ho riflettuto qualche istante e sono giunto alla conclusione che non poteva trattarsi di lei, dal momento che quel ragnetto restava perfettamente a galla mentre Tizi non sa nuotare. Dunque si trattava semplicemente di una fantastica coincidenza: un’amica dentro la balena lilla e un nuovo amico nella bottiglia blu. Una simpatica corispondenza biunivoca. Ora, dal momento che notoriamente il ragno porta guadagno mentre Tizi ha perso ingenuamente tutti i suoi denari, ne conviene che la più logica conclusione (e intrinseca morale della favola) è: Puffetta tradì Giuda con Pacciani.



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