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Wednesday, November 08, 2006 - ore 16:25
E’ un po’ lungo, lo so, ma vale la pena giungere fino in fondo...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Negli UOMINI, dopo l’atto sessuale, c’è in genere una caduta di interesse verso la DONNA. E’ un fenomeno che ha molti gradi, molte sfumature. E’ appena accennato nell’uomo innamorato che stringe forte fra le sue braccia l’amata quasi non volesse più separarsi da lei. Arriva al massimo nel rapporto con la prostituta perchè in questo caso il desiderio scompare immediatamente e l’uomo vorrebbe essersi già rivestito, fuori dalla stanza, fuori dall’albergo, lontano. Vi sono poi le situazioni intermedie in cui l’uomo perde di interesse momentaneamente. Poi, a poco a poco, si riaccende in lui il desiderio sessuale e, con questo, la tenerezza, la voglia di stare accanto alla sua donna, di accarezzarla, di guardarla, di fare di nuovo l’amore. In un incontro amoroso l’uomo preferisce parlare, leggere, giocare prima dell’atto sessuale, e concludere l’incontro con l’estasi amorosa. Dopodichè se ne va contento, pieno, arricchito. E’ questo, per lui, il momento più opportuno, più bello per il distacco. E’ come lasciare un libro giallo quando è stato rivelato il colpevole. Ciò che viene aggiunto dopo può essere utile, interessante, ma non è più essenziale. O come quando, dopo un lungo sforzo, si risolve un difficile problema: la dimostrazione più accurata, la stesura della relazione, possono venire più tardi.
La DONNA interpreta questo comportamento come rifiuto, disinteresse. Si sente trattata come un cibo prelibato che fa impazzire prima di averlo mangiato ma che dopo, quando si è sazi, suscita disgusto. Solo che lei non è un cibo, è una persona. L’uomo, prima, la corteggiava, la lusingava, la desiderava. Non voleva solo il suo corpo, le sue gambe, il suo seno, il suo sesso. Voleva sentire il suo desiderio, ammirava la sua intelligenza. Desiderava parlare con lei, conoscere la sua storia, entrare nella sua vita, fare progetti. Dopo l’orgasmo - o un certo numero di orgasmi - è come se lei, come persona, scomparisse e restasse solo un corpo rifiutato.
Questa esperienza di essere trattata come un corpo (rifiutato) viene retrodatata. La donna è portata a pensare che l’uomo, in realtà, voleva solo lo scarico della tensione, che l’interesse per lei come donna, nella sua interezza, non c’era neppure prima. Era solo per poter soddisfare il suo desiderio sessuale. L’incontro intellettuale ed emotivo, l’intimità, erano solo un mezzo per raggiungere un fine. Perchè se lui l’avesse veramente desiderata come persona avrebbe continuato a desiderarla. Sarebbe rimasto accanto a lei teneramente abbracciato; soddisfatto l’impulso sessuale sarebbe rimasto al suo fianco, l’avrebbe accarezzata, avrebbe ascoltato il suo profumo, non se ne sarebbe andato. Non se ne sarebbe comunque andato prima che lei non fosse stata stanca.
Il desiderio della donna di restare con l’uomo dopo il suo orgasmo (o i suoi orgasmi) è molto più forte quando la donna è innamorata, però esiste sempre, a patto che l’uomo le piaccia. Perchè l’orgasmo della donna è più prolungato, ma soprattutto perchè lei sente il bisogno di essere desiderata, di piacere in modo continuo, duraturo. Il distacco dell’uomo lacera, interrompe questa continuità, poichè il desiderio, il piacere nella donna si manifesta come bisogno di continuità, l’interruzione non può significare che disinteresse, rifiuto.
Siamo di fronte ad una
diversa struttura temporale dei due sessi:
c’è una preferenza profonda del femminile per il continuo
e una preferenza profonda del maschile per il discontinuo.
Quando le donne dicono che a loro piace la tenerezza, le coccole e che addirittura le preferiscono all’atto sessuale, non si riferiscono solo all’aspetto tattile dell’esperienza: indicano il bisogno di attenzione amorosa continuato, di interesse continuo rivolto alla loro persona.
La contrapposizione continuo-discontinuo è l’asse portante della differenza FEMMINILE-MASCHILE.
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