BLOG MENU:



Don Marco, 28 anni
spritzino di Vicenza
CHE FACCIO? Sacerdote
Sono sistemato

utente certificato [ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]


STO LEGGENDO



HO VISTO



STO ASCOLTANDO



ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


Nessuna scelta effettuata

MERAVIGLIE


Nessuna scelta effettuata

Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG

BLOG che SEGUO:


[url=http://www.s

BOOKMARKS


Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti!

UTENTI ONLINE:




(questo BLOG è stato visitato 95761 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]



sabato 11 novembre 2006 - ore 00:09


"Anno zero" il giorno dopo
(categoria: " Riflessioni ")


IL CORRIERE DEL VENETO
"Spiacente. Ma a letto con i serpenti io non ci vado!"

di don Marco Pozza
Il Corriere del Veneto, sabato 11 novembre 2006, pag.5

Un velo islamico, uno spritz e il disagio di una storia a volte distratta potevano essere l’appiglio per riflettere con criticità sulla vita di una città che della sua cultura, della sua e delle sue tradizioni è sempre stata paladina nel mondo. Poteva essere…alla fine è uscita la difesa a spada tratta di una società musulmana che, complice la distrazione di chi ci vive e la dovrebbe difendere, esibisce la pretesa di imporsi come identità primaria. Il concetto di “identità italiana e cristiana” che a Michele Santoro stava un po’ stretto visto che si è premunito di controbattermi. Ma siccome sul mio capo non pende per ora nessun “editto bulgaro” e tantomeno vivo con il fantasma del vecchio premier alle spalle, la ribadisco per non passare come colui che sta andando a letto con i serpenti.



La via che porta all’integrazione poggia su tre pilastri. Il primo: l’integrazione è un dovere e non un fatto facoltativo per chi sceglie l’Italia. Il secondo: l’integrazione si realizza grazie ad un processo di “interazione obbligatoria” – come definisce puntualmente Magdi Allam – con la società italiana che prevede la conoscenza della lingua, della cultura nel senso più ampio, la condivisione dei valori fondanti della nostra identità nazionale e il lavoro come diritto e dovere. Il terzo è la consapevolezza che il traguardo dell’integrazione è la cittadinanza basata su un’identità nazionale italiana forte, una cornice entro la quale possono convivere religioni, lingue e culture differenti. In concreto: si alla pluralità culturale, no alla pluralità identitaria nazionale o confessionale. La storia ha insegnato che non possono esistere più identità pena la crisi identitaria. Concetto semplice ma “scomodo” per chi vuol livellare tutto. Un’altra moschea? Prima riscattiamo quelle già esistenti con la certezza che non vadano nelle mani dei predicatori d’odio ma siano luoghi che ispirino fiducia a tutti. Ma prima non sarebbe meglio formare gli imam? O integrare i musulmani con la casa, il lavoro,l’istruzione, la sanità, la cultura? Sapendo che un matrimonio sboccia con l’adesione ad un insieme di valori, suoni, colori e profumi dipinti nell’identità di un popolo ospitante.



Mi spiace che chi rappresenta Padova (e poteva uscirne con dignità e rispetto, senza offendere nessuno), abbia fatto trasparire una città che vive una sfida che culturalmente e politicamente la trova impreparata. Mi è venuta in mente una battuta di W. Churchill quando parla dell’uomo conciliante: “Uno che nutre un coccodrillo nella speranza che questo lo mangi per ultimo”. Padova non è solo questo! Ma questo è il modo in cui si gestisce un frammento difficile di storia. Piaccia o non piaccia: la Padova, e l’Italia, dell’islamicamente corretto che si fa in quattro per condannare le vignette su Maometto e tace l’oltraggio a Gesù di Nazareth. E si scopre che gli avversari più intransigenti non sono gli immigrati ma gli italiani che si son dati la missione di regalare l’Italia all’Islamismo! In nome di chi? Non si sa!
Non è tempo di compromesso e di dialogo. E’ il tempo della chiarezza e della fermezza! Il tempo in cui i figli di questa terra la smettano di leggere “Tre metri sopra il cielo” e s’innamorino della loro storia per diventare cittadini di un mondo pluralista! Sapendo che il vuoto di quanti disdegnano i valori dell’Occidente, dell’identità italiana e delle radici cristiane crea appetito alla guerra islamica.



In treno ho ritrovando l’ottimismo. Il cristianesimo fu insidiato dal fascino suadente del “vangelo della giustizia” di Karl Marx (nipote e pronipote di ebrei), venne bersagliato dall’attrazione del buddismo e prima o poi apparirà la sapienza di Confucio, più antica di mezzo millennio. Ma da credente, messo con le spalle al muro, l’uomo dell’Occidente scopre che, malgrado tutto, “cristiano è meglio”. E posso dire con il sorriso che ancora una volta, grazie a chi ha voluto smussarne le sue ricchezze, la Provvidenza potrebbe star scrivendo dritto su righe storte.
Fatto sta che io a letto con i serpenti non ci vado!

don Marco Pozza

***


"E avviene pure che chi si mostra disciplinato nei confronti dei superiori è definito uomo senza carattere, servo; che il padre impaurito finisce per trattare il figlio suo pari, e non è più rispettato, che il maetro non osa rimproverare gli scolari e costoro si fanno beffe di lui, che i giovani pretendono gli stessi diritti, la stessa considerazione dei vecchi, e questi per non parer troppo severi, danno ragione ai giovani. In questo clima di libertà, nel nome della medesima, non vi è più riguardo nè rispetto per nessuno. In mezzo a tanta licenza nasce e si sviluppa una mala pianta: la tirannia" (Platone, La Repubblica, VIII)


LEGGI I COMMENTI (64) PERMALINK



APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30