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sabato 11 novembre 2006 - ore 15:40
IL CONTE DI SAN GERMANO... L’IMMORTALE
(categoria: " Pensieri ")
Un post dedicato ad una delle figure più misteriose nella storia dell’esoterismo e delle società segrete, che ha stuzzicato per diverso tempo la mia fantasia: il CONTE DI SAINT-GERMAIN, conosciuto anche come Conte di Welldone, Marchese d’Aymar, Conte di San Germano, Monsieur de Surmont o Monsieur de Belmar. E’ storicamente provato che il Conte fosse compositore di musica (le sue sonate, stampate dall’editore londinese Waish tra il 1748 e il 1760, furono apprezzate da Mozart e da Gluck), eccellente violinista (il successo dei suoi concerti fu pari, si dice, a quello dei concerti dell’italiano Paganini), abile pittore (anche se privo di originalità artistica) e ingegnoso chimico (aveva elaborato centinaia di procedimenti industriali, per la tintura delle sete, per il cuoio, per la preparazione di oli ed essenze, oltre che per la cosmetica, arte in cui era considerato autore di ricette miracolose). Saint-Germain fu molto amato o molto odiato (Casanova fu suo acerrimo nemico) e di lui si ricorda soprattutto la diceria –ma è poi solo una diceria?- che fosse immortale …Questi versi, “Al pari di Prometeo, egli rubò il fuoco/ per cui il Mondo esiste e tutto respira./ La Natura al suo comando obbedisce e si muove:/ se non è dio egli stesso, un dio possente l’ispira”, accompagnano il ritratto esposto nel gennaio 1785 dal Berfinische Monatschnft, con il titolo ”Il Conte di Saint-Germain, celebre Alchimista”. L’incisione era stata realizzata due anni prima, da N. Thomas, sulla base di un ritratto del Conte, l’unico esistente, dipinto quando questi era a San Pietroburgo, nel 1760, opera del Conte italiano Pietro Rotari, artista della corte russa. Il dipinto era poi stato donato alla Marchesa d’Urfé, importante esponente della vita mondana parigina, che si dilettava in esoterismo.
Secondo la testimonianza dell’occultista Eliphas Levi, l’uomo noto come Conte di Saint-Germain sarebbe nato in un paese vicino Asti nel 1698, da una relazione fra la Regina di Spagna, Marie Annie di Neuburg (rimasta vedova) e l’Amirante di Castilla; altra ipotesi lo vuole figlio della Regina e di un certo Conte Adanero. L’ipotesi più accreditata è tuttavia quella che vede nel Conte uno dei figli di Francesco II Racokzi, Principe di Transilvania.
Questa nascita bastarda, ma regale, permise al Conte di disporre di ingenti ricchezze, di farsi una cultura vastissima e di essere ricevuto in tutte le corti d’Europa come un membro dell’alta aristocrazia. Il barone di Gleichen, Charles Henri, nella sua cronaca, lo descrive come "un uomo di taglia media, assai robusto, vestito con semplicità magnifica e ricercata, che aveva fronte spaziosa, occhi penetranti, statura media e forme aggraziate".
Apparso per la prima volta a Londra nel ’43, si schiera al fianco di Giacomo II Stuart nella speranza di farlo tornare sul trono inglese. Saint-Germain non era sicuramente il suo nome, ma piuttosto un omaggio ai Giacobiti, i nobili fedeli agli Stuart, che si erano rifugiati proprio a Saint-Germain protetti dalla Francia.
Fin qui, nulla di particolarmente rilevante. La sua storia, però, comincia a prendere forma a metà del ‘700, quando, ad un ricevimento tenutosi alla corte di Luigi XV incontra la contessa di Vergy. Questa lo saluta affettuosamente, chiedendogli informazioni sul padre che aveva conosciuto una cinquantina di anni prima a Venezia, ma la risposta che ottiene è semplice e sconvolgente: quell’uomo era proprio lui! Altra testimonianza di rilevanza storica notevole è quella di Giacomo Casanova: risale a un incontro con il Conte di Saint-Germain nel salotto della marchesa d’Urfè, avvenuto a Parigi, nel 1758. Il veneziano, massone e direttore delle Lotterie Reali francesi, si dichiarò affascinato dai modi, dallo sfarzo e dalle conoscenze del Conte in campo occultistico.
Dal 1710 al 1775 le testimonianze su di lui si moltiplicano per le corti d’Europa: "Un uomo che sa tutto e che non muore mai", così lo descrisse il grande Voltaire. Protetto da Madame Pompadour, era già seguito da leggende di immortalità ed eterna giovinezza, quando fu presentato al reggente di Francia che, piuttosto scettico, volle mettere alla prova le sue dichiarate facoltà paranormali e di veggenza, restando poi stupito dalle rivelazioni del Conte.
Saint-Germain era affiliato ai Rosacroce e proprio da questa appartenenza derivavano le sue conoscenze alchemiche, compresa la conoscenza della formula della pietra filosofale, della formula e dei riti per far resuscitare gli avvelenati dai funghi, della formula per far "aumentare di volume" le perle e per eliminare i difetti dei diamanti (come leggiamo nei Commentari di Horace Walpole).
Nella prima metà del XVIII secolo, la figura di Saint-Germain si confonde con quella dell’alchimista Lascaris, perché tanti sono i punti di contatto e le coincidenze che taluni li ritengono un’unica persona. Entrambi boemi e legati alla corte di Prussia, riuscirono a trasmutare rame e piombo in oro alla presenza di testimoni attendibili; entrambi sembravano non invecchiare mai e più di un tratto somatico e della personalità coincideva perfettamente. Sadoul, un alchimista contemporaneo che si è interessato alla loro storia, ritiene che Lascaris possa essere un’identità precedente del Conte, che aveva scoperto l’elisir di lunga vita. Imprigionato a Londra per sovversione, riesce a farsi rilasciare e si sposta in Francia dove trova protezione, riuscendo ad entrare nelle grazie di Luigi XV come già detto.
Nel 1760 viene accusato di tradimento dal duca di Choiseul e deve riparare in Inghilterra. Da qui si trasferisce in Olanda dove apre un laboratorio alchemico e cambia il suo nome in Conte di Saint-Surmont. I guadagni fatti, non sempre in modo lecito, gli permettono di passare in Belgio da cui parte subito dopo alla volta della Russia. Nel 1768 si unisce al generale Orlov e viene nominato generale nella guerra contro i Turchi con il nome di Welldone. Sconfitti i seguaci dell’Islam, nel 1770 se ne va in Germania dove si stabilisce definitivamente.
Siamo giunti ormai al 1784 e Saint-Germain, che dimostra una settantina d’anni (anche se, come detto, era nato alla fine del 1600), muore a Eckernforde, nel castello del Principe Carlo di Assia-Cassel. A questo proposito, va registrato che, una settimana dopo, quando il Principe, tornato da una lunga assenza al castello, fece aprire la tomba per rendere l’ultimo saluto al proprio ospite, il cadavere di Saint-Germain non si trovò. Questo fatto si ricollega necessariamente con quanto accade l’anno successivo, quando Saint-Germain viene visto vivo e vegeto, ed enormemente ringiovanito, ad una riunione massonica tenutasi a Wilhelmsbad. Non solo: c’è chi giura di averlo incontrato a Parigi in compagnia di personaggi dalla fama sinistra e maledetta come Mesmer e Cagliostro.
Lo troviamo quindi nel 1789 al cospetto della Regina Maria Antonietta, destinata dalla Rivoluzione al patibolo. A costei predisse la fine imminente, con una lucidità che la allarmò e che per poco non costò a San Germano la segreta della Bastiglia, per volere del Ministro Maurepas, al cui cospetto pronunciò parole enigmatiche: "Voi mandate in rovina la monarchia, perché io ho pochissimo tempo da dedicare alla Francia, e mi si rivedrà solo tra tre generazioni. Non avrò niente da rimproverarmi, quando una tremenda anarchia devasterà la Francia”. Ma nella capitale francese è pericoloso essere amico dei nobili, quindi il Conte ritiene opportuno fare visita a Gustavo III di Svezia, mettendolo in guardia dai pericoli che lo minacciano. Una sua amica, la signorina d’Adhemar, annota sul suo diario lo stupore di averlo trovato giovane come sempre. Ancora giovane sembra essere nel 1882 e la sua leggenda cresce a dismisura tanto da meritarsi un’indagine ufficiale da parte di Napoleone III. Purtroppo non si addiviene a nulla in quanto tutti i documenti relativi alla sua persona erano stati distrutti da un incendio doloso nel ’71. La storia del Conte sembra giunta al capolinea se il suo nome non comparisse periodicamente negli elenchi di alcune sette esoteriche (come la Società Teosofica di Helena Blavatsky, che lo paragonò a Cristo, Platone e Buddha).
Nel nostro secolo il Conte di Saint-Germain viene tirato nuovamente in ballo per giustificare l’esistenza del grande alchimista Fulcanelli che si diceva fosse riuscito ad assurgere al massimo livello di perfezione, lasciando il nostro piano temporale e tramutandosi in un androgino. Tanto per cambiare, nessuno lo ha mai visto o può produrre alcuna prova.
A Roma, a mezzogiorno di ogni Natale, c’è chi giura che il Conte di Saint Germain appaia sul Pincio, tranquillamente seduto su una panchina ad attendere i suoi seguaci …
Quest’uomo straordinario, re degli impostori e dei ciarlatani affermava con la massima serietà di avere trecento anni, di conoscere il segreto della medicina universale, di essere signore dei quattro elementi e di essere in grado di fondere i diamanti. [Casanova]
Curioso scrutatore della natura intera,/ ho conosciuto dell’universo il principio e la fine, ho visto l’oro in potenza in fondo alla sua miniera,/ ho carpito la sua natura e sorpreso il suo fermento.// Spiegai per quale processo l’anima nel grembo di una madre,/ fa la sua casa, la trascina, e come un seme di vite/ messo vicino a un chicco di grano, sotto l’umida polvere;/ l’uno pianta e l’altro ceppo, sono il pane e il vino.// Niente c’era, Dio volle, niente diviene qualche cosa,/ ne dubitavo, cercai su cosa l’universo posasse,/ nulla conservò l’equilibrio e servì da sostegno.// Infine, con il peso dell’elogio e del biasimo,/ Io pesai l’Eterno, Egli chiamò la mia anima/ Io morii, L’adorai, non seppi più nulla. [Mercier di Compiègne, ma si dice che l’originale fosse di San Germano]
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