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Tuesday, November 14, 2006 - ore 09:10


Una voce "pluralista" dal Nord
(categoria: " Riflessioni ")


LA PADANIA ON LINE
"Via Anelli. Santoro si scorda dell’opposizione"

di Lorenzo Fontana
da La Padania on line, sabato 11 novembre 2006

"Il lupo perde il pelo (o lo colora) ma non il vizio. Giovedì sera, per l’ennesima volta, l’ex europarlamentare dell’Ulivo e conduttore Rai Michele Santoro, ha utilizzato la tv pubblica (il che significa che è pagato con i nostri soldi) per condurre un programma estremamente fazioso sulla questione di Padova e di via Anelli. Una trasmissione che ha fatto andare su tutte le furie numerosi esponenti politici, fra cui Davide Caparini della Lega Nord, che in una nota congiunta con Giorgio Lainati (Fi), Alessio Butti (An) e Rodolfo De Laurentis (Udc), ha chiesto al Presidente della Rai Claudio Petruccioli, al Direttore Generale Claudio Cappon e al Consiglio di amministrazione della Rai di convocare urgentemente Michele Santoro, per chiedere quali siano i criteri di libertà e pluralismo che guidano la sua trasmissione.



«È stato un programma vergognoso», ci dice il consigliere comunale di Padova della Lega Nord, Mariella Mazzetto, «che ci ha completamente oscurato. Sono rimasti a Padova diversi giorni, quelli della trasmissione “AnnoZero” e con noi hanno fatto numerose interviste a cittadini e nostri esponenti nei quartieri difficili di Padova, non solo in via Anelli. Ma di tutto questo non si è visto nulla. Tanti commercianti avevano deciso di parlare per esprimere le loro paure e le loro difficoltà, ma sono stati persi in giro. Tutto ciò è avvenuto perché questa trasmissione è stata dettata dall’attuale sindaco di Padova , Zanonato. Hanno fatto parlare solo lui. L’ex sindaco Giustina Destro, non ha potuto replicare e Zanonato si è permesso di dare dei poveracci ai due consiglieri di Alleanza Nazionale, che sono due persone rispettabilissime, e dei burocrati a noi della Lega, che siamo i più grandi avversari della burocrazia. Una trasmissione che ha fatto chiaramente capire come la sinistra intenda il pluralismo televisivo e la libertà di pensiero».
Alla contestata trasmissione ha partecipato anche Don Marco, della parrocchia Sacra Famiglia che ha difeso la sua identità (Veneta), e che ha detto di essere orgoglioso delle sue radici, ribadendo che chi viene nella nostra terra, deve ricordarsi che arriva in un territorio con una precisa cultura e tradizione, le quali devono essere rispettate, al fine di rendere possibile un’integrazione. Il Sacerdote, ribattezzato simpaticamente Don Spritz, per il fatto che tenta di avvicinare i giovani che alla sera, nel padovano, affollano le piazze per degustare la tipica bevanda, ha inoltre ribadito che la moschea di via Anelli è un errore, soprattutto in questo momento. Secondo Mariella Mazzetto « visto che ribadiva concetti tipicamente contrari alla sinistra, è stato vilmente attaccato da Santoro e Company, che quasi volevano fargli la predica o insegnargli la religione».
Infine, quando tutti speravano che la trasmissione fosse finita, ci si è dovuti ascoltare le elucubrazioni mentali di Marco Travaglio, per il quale il problema dell’Islam, fondamentalmente, non esiste , o quanto meno non è così grave come quello della mafia della quale, secondo lui, non si parla perché è più facile attaccare gli stranieri che non determinati problemi di questo tipo. Ma una domanda al signor Travaglio va fatta: ai cittadini padani e padovani, che sono estranei a concetti di mafia, così come a quelli dell’integralismo islamico, con chi devono prendersela per quanto accade nelle loro città? E soprattutto, possono protestare per quello che accade? Vedendo la trasmissione di Santoro, si direbbe proprio di no".


Lorenzo Fontana


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