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![]() Devilman81, 25 anni spritzino di Rossano Veneto CHE FACCIO? spreco la mia vita in una fabbrica... Sono single [ SONO OFFLINE ] [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO le linee della mia mano... la lettera di protesta che dio mi ha mandato... HO VISTO La noia e la tristezza sui volti della gente che incontro per strada... Lallegria e la leggerezza sui volti della gente che incontro per strada... STO ASCOLTANDO Il silenzio della vita Il rumore del silenzio ABBIGLIAMENTO del GIORNO ORA VORREI TANTO... Credere d’essere libero... STO STUDIANDO... OGGI IL MIO UMORE E'... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) scoprire di appartenere,seppur alla lontana,alla famiglia berlusconi....oh my god....sudo freddo al solo pensiero. MERAVIGLIE 1) svegliarsi accanto alla persona che si ama BLOG che SEGUO: Dr.Dido marcoalb xxcipoxx Darkmind voyant companera degeale CHIR BOOKMARKS Nessun link inserito: Invita l'utente a segnalare i suoi siti preferiti! UTENTI ONLINE: |
Wednesday, November 15, 2006 - ore 14:00 è bella, molto bella lo confesso… Esco a fare due passi, la giornata non è delle migliori, c’è un timido sole, ma perlomeno la temperatura è accettabile, comunque mi vesto e decido di fare due passi per rilassarmi un po’ e per fare un paio di commissioni. Mi incammino verso il centro del mio paesino, a metà strada mi accendo una sigaretta, giusta compagna per un relax ulteriore. Cammino e osservo tutte le signore impegnate a sistemare portici, giardini, tavoli, che stendono la biancheria, lenzuola attaccate alle finestre, cuscini che spuntano sui balconi delle camere, tappeti di tutte le provenienze che penzolano dalle terrazze, signore in bici con svariate borse della spesa che si destreggiano nel traffico o che tutte corrono nei negozi per chissà quale spesa, tutto respirando un’aria di tranquillità. Attraverso con disinvoltura il centro del paese puntando diritto verso una videoteca per riconsegnare il film noleggiato il giorno precedente, niente da fare, il distributore automatico è in manutenzione, mi infilo il DVD in tasca e decido di andare su una cartoleria-edicola per acquistare della carta regalo, visto che oggi è il compleanno della mamma. Entro e subito mi fermo nel reparto edicola a sfogliare le varie riviste, tra una copertina e l’altra, alzo la testa ed osservo dall’altro lato dello scaffale una ragazza con il berretto china a sfogliare una rivista. Noto che la ragazza è bionda e ha dei bei capelli lunghi che le escono da sotto il copricapo fino alla metà della schiena, è alta e porta un cappotto lungo colore militare, jeans e scarpe da ginnastica, ovviamente mi son spostato dalla sua parte dello scaffale per notare tutto. Non riesco a vederla in viso, ma ecco che mentre una copertina attira la mia attenzione la ragazza chiede all’edicolante una rivista che non trova, noto il suo viso, molto semplice, senza trucco, con due bei occhi scuri e puntualmente mi sorprende ad osservarla, mi fa un mezzo sorriso e continua la sua ricerca. Io resto per qualche istante immobile con la speranza di incrociare nuovamente il suo sguardo poi per non fare la figura dello scemo, continuo anch’io nel mio intento e, con l’aiuto della commessa, scelgo la carta regalo con annesso fiocco. Mentre ero intento alla scelta più appropriata del colore del fiocco, la ragazza chiede di un fumetto, visto che deve passare il tempo nell’attesa che arrivi il treno, lo trova, paga ed esce. Pago ed esco anch’io qualche minuto dopo. Chissà dove deve andare in treno? All’università forse, sarà fidanzata? Andrà a trovare lui? Che sia solo di passaggio? E in che direzione? Bassano o Castelfranco? O peggio Trento o Venezia? Mi ha guardato prima, che abbia pensato di me? Che mi trovi carino? Bello? Il suo tipo? L’uomo della sua vita? Un semplice ragazzo… mille domande in pochi secondi! Ma perché il cervello deve sempre prendere l’iniziativa e spararti mille pensieri e dubbi! Mi incammino nuovamente verso la piazzetta, passo di fronte alla stazione e guardo verso la saletta di attesa in cerca di un ultimo suo sguardo, ma non c’è nessuno. Continuo e mi trovo di nuovo davanti al distributore, ricontrollo ed è ancora fuori uso perciò decido di andare al bar più avanti per bere un caffé. Allontanandomi dalla videoteca mi volto e vedo la ragazza dell’edicola dietro di me, sbircio un paio di volte e vedo che sta andando nella mia stessa direzione. Continuo la mia strada cercando di non far notare a lei che tra una scusa e l’altra mi volto. Arrivo al bar e mentre sto attraversando il piccolo parcheggio annesso, mi volto e lei sta venendo proprio li, questa volta, però, ha visto che mi son voltato e mi ha fatto un gran sorriso, nella mia testa l’unica cosa che c’era erano mille punti interrogativi (?????). Entro nel bar e tengo la porta aperta in modo che possa entrare anche lei, metto le mie cose su un tavolino e vado al banco, mi volto e la vedo sistemarsi sul tavolino a fianco al mio, ordino un caffé liscio lo raccolgo dal banco e lo adagio sul tavolino. Lei si alza, và a prendere il giornale su un altro tavolino e passa per il banco e ordina un cappuccino, io apro il gazzettino che ho trovato sulla sedia e con disinvoltura, tra un titolo ed un altro, la osservo. Ha un polso fasciato, non si è tolta la giacca e siede molto composta con la schiena bella diritta sullo schienale, è bella, molto bella lo confesso… Quanti anni avrà? La mia età? No, più giovane… e se fosse più grande di me? Chissà come si chiama? Come posso avvicinarmi? Cosa le posso dire? Le dico che l’ho ascoltata e che deve aspettare il treno e che se vuole compagnia io… no mi sembra di essere troppo invadente, ma cosa le posso dire? Il mio caffé l’ho finito da un pezzo e ormai anche il giornale, lei rimane lì seduta a sorseggiare il cappuccino e a sfogliare una rivista di inserzioni immobiliari, non sa proprio come passare il tempo. Continuo a pensare a come dovrei fare per ingaggiare un dialogo con lei, ma la mia timidezza mi frena, la mia scarsa iniziativa non mi porta a nulla. Decido di pagare e di uscire a fumare una sigaretta, magari fuma anche lei ed esce, ma a quanto pare non fuma e resto solo su una sedia con la mia sigaretta. Penso che potrei pagarle il cappuccino, cosi o per ringrazziarmi o per chiedermi il perché di quel gesto, avrebbe iniziato lei il “contatto”. Cerco di farmi coraggio e mi alzo, punto alla porta del bar per rientrare e vedo lei che fruga nel portafoglio in cerca di monete, ed io, andato in fumo il mio piano, resto immobile di fronte alla porta a vetri del bar; esce, mi guarda, mi fa un sorriso e ritorna per la strada che l’ha portata lì. Resto ancora immobile di fronte a quel bar con l’amaro in bocca e con mille “se” nella testa. Mi allaccio il giubbotto, mi accendo un’altra sigaretta e mi dirigo verso casa con l’aria di chi è arrivato in stazione e ha visto il treno partire… LEGGI I COMMENTI (9) PERMALINK |
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