BLOG MENU:


algot, 30 anni
spritzino di Padova
CHE FACCIO? Giornalista
Sono single

utente certificato [ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]



Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


STO LEGGENDO



HO VISTO

Più cose in cinque anni di giornalismo dell’androide di Blade Runner

STO ASCOLTANDO

il battito del mio cuore e il rumore dei miei pensieri che ultimamente convergono sovente sull’amore

ABBIGLIAMENTO del GIORNO

sempre casual, tendente allo straccione, è che mi affeziono ai miei vecchi capi di vestiario

ORA VORREI TANTO...

Poter ascoltare la mia donna quando mi dice "Ti amo", ma anche semplicemente tre orete di sesso andrebbero benone

STO STUDIANDO...

un benemerito cazzo

OGGI IL MIO UMORE E'...

generalmente buono, le uniche cose che mi preoccupano sono di carattere sentimentale, ultimamente frequento una bella donna dal carattere molto ma molto instabile, il che mi rende instabile

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Chiederti se riuscirai mai a innamorarti ancora... ricordare che l'ultima volta che hai detto "ti amo" risale a tanto di quel tempo fa da farti pensare che forse non riproverai mai + quella stupenda sensazione... e chiederti se forse non sei uno scemo a voler cercare l'amore nelle chat, illudendo gli altri ma soprattutto te stesso...

MERAVIGLIE


1) ...i "Desfo Sprissss Party"...



BLOG che SEGUO:


Davidoff RickyM. Momo raggioverde narra lucy lasvampita

BOOKMARKS


Il 13 aprile nessuno al voto
(da Informazione / Agenzie di Stampa )
Appunti universitari padovani
(da Studiare a Padova / Guide Universitarie )



UTENTI ONLINE:




(questo BLOG è stato visitato 6453 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]

APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30


Saturday, May 24, 2003 - ore 19:19


sul Gazzettino di domani 25 maggio: Via Anelli
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Forse in pochi se lo immaginano, ma esiste un luogo a Padova ancora più disperato e pericoloso dei palazzoni del complesso "Serenissima": questo posto è sempre lì, in via Anelli, tre metri sotto terra, in quelli che una volta erano i garage.
Sotto il pavimento del cortile su cui si affacciano gli stabili bianchi e verdi in cui vive la varia umanità che abita nel più grande ghetto che Padova abbia mai avuto, ogni notte vi trova riparo una umanità ancora più disperata di quella di "superficie": come accade nelle grandi e degradate metropoli, anche qui in piccolo esiste una comunità di reietti, per cui vivere nei palazzoni della vergogna sarebbe già un passo in avanti. Vengono dalle zone più povere dell'Europa dell'est, Moldavia e Bielorussia, o almeno così dicono quei pochi che si lasciano avvicinare per fare due parole.
Le loro storie si assomigliano tutte: Jura, quarant'anni e pochi denti nel sorriso dolente di chi ne ha passate di tutti i colori tra Bosnia, Germania e adesso Italia, o meglio, via Anelli, che vista dal basso al resto dell'Italia ci assomiglia poco. E' Jura a fare da guida e a raccontare le storie degli altri compagni di sventura: Goran, Alexeis e altri il cui nome è solo un semplice "quello là" indicato nell'oscurità della via mal illuminata.
Storie di disperazione, di guerra, di fuga dalla fame e dalla miseria più nera: una miseria lontana e così dura che fa sembrare a loro quella che vivono qui come un piccolo progresso. "Qui stai bene, mangia ogni giorno" riesce a dire incredibilmente qualcuno.
A gruppetti di due o tre sciamano la sera tardi dalle vie intorno al Centro Giotto: in queste notti di sirene e lampeggianti, con i poliziotti agli ingressi principali, preferiscono introdursi nel complesso scavalcando le reti dai cortili dei condomini vicini, passando da uno squarcio nella rete che si trova a metà di via De Besi.
Tornano a "casa" dopo una giornata di lavoro e speranza, se gli è andata bene, impiegati a ore e saltuariamente in qualche cantiere edile della provincia o in altre attività regolarmente in nero. Altri vivono di piccoli espedienti o di elemosine, marginali anche rispetto ai loro connazionali dediti ai furti o alla microcriminalità di professione. Sono una ventina, in questi giorni di controlli serrati su via Anelli, tutti uomini tra i trenta e i quarant'anni.
Il grosso della comunità che viveva nei garage fino a un paio di settimane fa ora ha trovato riparo in altri posti di fortuna, specie nel parco vicino al centro commerciale "La Corte" in zona Mortise, o in altre zone limitrofe alla zona Stanga. Quelli che ancora vivono qui sono quelli che non ce la fanno a dormire all'aperto: arrivano verso mezza notte con mille accortezze per non farsi vedere dalla polizia che dall'esterno del complesso scruta i movimenti all'interno del cortile. Usando come scala una vecchia rastrelliera per le biciclette si calano giù nei sotterranei, dopo aver introdotto per un buco strettissimo tra le maglie delle grate che dovrebbero chiudere ogni accesso, un paio di sporte con qualche vestito e due o tre cartoni che faranno da materasso per la notte. Sotto è buio, squarciato dalla luce che filtra dalle grate che si aprono sul cielo di via Anelli. Ogniuno nel suo angolo questi ultimi fra gli ultimi si rannicchiano sopra i cartoni: non ci sono materassi qui e non c'è, relativamente, sporcizia. Una volta alla settimana infatti passa una ditta di pulizie a portar via immondizie e cartoni. Il gruppo di clandestini si posiziona negli angoli non visibili dalla polizia che passa sopra regolarmente a tener sott'occhio dalle inferriate i movimenti del sotterraneo. Sono tutti clandestini e hanno paura di essere rimpatriati. Hanno paura di essere rispediti in un posto dove, incredibilmente, vivrebbero peggio di qua: qui, via Anelli tre metri sotto terra, non rischiano di morire di fame, qui "Stai bene" dice Jura sorridendo nel buio.


LEGGI I COMMENTI (3) PERMALINK