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Thursday, November 16, 2006 - ore 21:05 Le bionde trecce... Non credo di aver trattato musica italiana in questo blog. Infatti, qualcuno me l’ha fatto notare accusandomi di peccare di “anglossassonismo”… Tuttavia, quelli della mia generazione, che hanno cominciato a strimpellare la chitarra oltre 30 anni fa, il genere si rifaceva soprattutto ai cantautori italiani, Guccini, Baglioni, Cocciante De Gregori, Lolli fino ad arrivare al più grande, Lucio Battisti e qui c’è il motivo a prescindere dalle bellissime canzoni che produceva a ripetizione. Esse si prestavano e si prestano tutt’ora ad essere cantate in coro in qualunque situazione ed alcune sono abbastanza semplici per il principiante chitarrista di turno che in questo caso era prevalentemente il sottoscritto… Una su tutte, “La Canzone Del Sole” , una delle prime canzoni che ho imparato a suonare con la chitarra, ma se vogliamo essere davvero precisi, fu la seconda perché la prima in assoluto fu “Yuppy Du” di Adriano Celentano, una canzone che fa schifo ai cani ma sapendo fare soltanto due accordi, La minore e Mi maggiore, non potevo suonare altro. Successivamente dal “La minore”, al “La maggiore” il passo fu breve e quindi bisognava assolutamente imparare il “Re maggiore”, grande ostacolo per i pivelli. Ma non appena lo ebbi imparato, ecco che il cerchio finalmente si chiuse… LA/MI /RE/ MI, sono gli accordi completi per suonare “La Canzone Del Sole” di Battisti. Ma c’era ancora un problema da risolvere… La velocità del cambio tra un accordo e un altro poiché la canzone come la suonavamo all’inizio, durava dai 15 ai 20 minuti per l’interminabile pausa che c’era tra il passaggio dal “Mi” al “Re” e quindi la canzone veniva più o meno così… “Le bionde trecce, gli occhi ………(pausa passaggio dal Mi maggiore al Re maggiore)………azzurri e………(pausa passaggio dal Re maggiore al Mi maggiore) …………………poi…… Le tue calzette……………Ronf! …Ronf ! ………rosse.. uno strazio! Altro pezzo gettonato da tre accordi fortunatamente gli stessi de “La Canzone Del Sole” era “Gioco Di Bimba” delle Orme, un gruppo italiano “progressive” dei primi anni 70. Qui ci si destreggiava meglio perché il RE magg. arrivava sempre dopo la prima intera strofa e quindi con questo pezzo si arrivava a circa 8 minuti, quasi una versione “Mix”… Da lì a poco si arrivava ad imparare il Do e il Sol e si passava alla psicadelìa pura con una “extended version” di “Wish You Where Here” dei Pink Floyd. Qui c’era un altro difficile ostacolo, ovvero, l’arpeggio iniziale. Una barriera ma se solo si veniva a sapere che qualcuno nel quartiere sapeva fare quell’arpeggio, chitarre in mano si apriva una vera “caccia all’uomo” e una volta scovato il tale gli si consegnava la chitarra e veniva quasi costretto, anche con minacce, a insegnarci il pezzo… Infine il “barrè” ossia l’accordo con il dito indice teso sul tasto che permetteva di suonare gli accordi su tutta la tastiera della chitarra che dopo averlo imparato ci faceva sentire dei veri chitarristi. Dopo poco, mi venne una grave forma di “Beatlesmania” e il resto è storia… LEGGI I COMMENTI (18) PERMALINK |
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