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Tuesday, November 21, 2006 - ore 12:34


The Beatles LOVE
(categoria: " Musica e Canzoni ")


Per rimediare al guaio commesso, rimetto la recensione di "Love" ben più dettagliata della precedente che avevo erroneamente cancellato.




The Beatles "Love".

Come mi ero promesso di fare, ho acquistato “Love” dei Beatles. Ho scelto la versione speciale con cd + dvd audio disc in DTS 5.1. È comunque disponibile anche la versione con solo cd audio a minor prezzo.
La confezione con la ormai classica copertina in stile “Flowers Power” ha quel colore giallo sgargiante che riporta la mente al periodo “Peace & Love” e contiene oltre al cd e al dvd, un libretto di crediti e fotomontaggi dei Beatles con le immagini sovrapposte a quelle del musical “Cirque du Soleil”, tutto molto psichedelico e colorato. Questa è l’ennesima conferma della politica adottata dai Beatles fin dal 1963, ovvero, il prodotto che si avvicina il più possibile alla perfezione anche se la mia attenzione è concentrata più su quello che andrò a sentire. Nel post del 12 novembre, avevo espresso la mia perplessità nel sentire alcune demo di “Love” e ora dopo averlo ascoltato attentamente dall’inizio alla fine devo assolutamente ritrattare e ricredermi su quanto detto. L’album, essendo concepito per un musical, va ascoltato dal principio alla fine come in un’unica suite, poiché le canzoni sebbene rielaborate nel modo spiegato nel precedente post, sono legate e concatenate fra di loro seguendo un filo conduttore, come in un opera lirica se vogliamo, pertanto se avete intenzione di acquistare l’album, sconsiglio vivamente di mettersi alla ricerca della propria traccia preferita poiché non si afferrerebbe il concetto preciso dell’opera. Davvero tutto un altro effetto rispetto a quello che avevo sentito con le tracce singole e confesso che mi dispiace aver criticato negativamente anche se per un attimo il vecchio George Martin.




Vi descrivo “Love” traccia per traccia.

La versione DVD di Love non contiene filmati, bensì soltanto il “monoscopio” che riprende la copertina. Prima però ci sono le inquietanti avvertenze da parte dell’ FBI che criminalizza i pirati musicali. Pena 5 anni di galera e 250.000 dollari di multa… azzz!...




L’album “tanto per gradire “, apre con una sconvolgente versione “acappella” di “Beacause” il pezzo cantato a tre voci del medley del lato B di “Abbey Road” e mette subito in chiaro di come cantavano questi signori… Da brividi!. Il pezzo conclude con il terrificante accordo finale di “A Day In The Life” però fatto suonare al rovescio che in un vorticoso crescendo che sembra risucchiarti , va ad incocciare al celebre accordo d’apertura di Rickenbacker 12 corde di “A Hard Day’s Night” che sovrapponendosi al mitico assolo di batteria di Ringo di “The End” si lega a Get Back. Quest’ultima, sulla classica cavalcata dell’inizio in La magg, vengono sovrapposti sapientemente due fraseggi degli assolo di chitarra distorta. di “The End” anch’essa in La maggiore. Dal La maggiore si passa al La minore di “Glass Onion” del”White Album” che negli accordi finali di orchestra in 7° diminuita scivola sulla base orchestrale di “Eleanor Rigby” che sfumando con degli effetti sonori psichedelici sull’arpeggio di “Julia”, prelude uno dei miei pezzi preferiti, “I Am The Walrus”. Nessuna sovrapposizione per questo grande pezzo che nei suoi effetti caratteristici nel finale, si dissolve incrociandosi senza nemmeno accorgersi ai famosi strilli della beatlemania, tratti dalla vera presentazione di un concerto dei Beatles, il “Live at Houston Coliseum” che in una parvenza live comincia “I Want To Hold Your Hand” che in realtà è la versione ufficiale. Mentre le grida beatlemaniache si attenuano parte il riff iniziale di “Drive My Car” e qui mi ha sconvolto la sovrapposizione dell’assolo di “Taxman”sulla base di “Drive My Car” che si tramuta inesorabilmente in “What you Doing” e “The Word” mantenendo però il clima percussivo e l’atmosfera di “Driver My Car”.




Si tira il fiato e su un tappeto di note di un sitar, comincia un pezzo che inizialmente dal titolo, pensavo ad un inedito, “Gnik Nus” invece è “Sun King” suonata al rovescio e per l’occasione hanno rovesciato pure il titolo facendola diventare “Gnik Nus” che scivola dolcemente in “Something” di Harrison suonata per intero. Il pezzo alla fine “transita” attraverso un break di un altro pezzo “minore” di Harrison, “Blue Jay Way” con le voci di “Nowere Man” in sottofondo dopodiché inizia “Being For The Benefit Of Mr. Kite” che si imbatte da lì a poco in un mix di “I Want You(She So Heavy)” e le urla di McCartney di “Helter Skelter”. Il pezzo, mi riferisco ad “I Want You (She So Heavy)”, come avviene ufficialmente in ”Abbey Road” viene interrotto bruscamente e in una folata di vento, comincia “Help” che in questo caso rimane “incontaminata”. Piccola pausa e si riparte con il fraseggio iniziale dell’arpeggio di “Blackbird” della quale scopro che l’hanno abbassata di un tono, (dal Sol al Fa) per legarla a “Yesterday” quest’ultima accorciata di una strofa e di un inciso. Il sucessivo è un pezzo di quelli che avevo avuto modo di sentire nei demo. Si tratta di “Strawberry Field Forever”. Anche qui vengono usati espedienti tecnologici per legare le versioni primordiali della canzone incrementandosi via via alla nota versione finale orchestrata da George Martin.

Si riparte da un sitar con la grande “Tomorrow Never Knows” sovrapposta a “Within You Without You” di Harrison e subito dopo è il pezzo di Harrison ad essere sovrapposto alla batteria ipnotica di “Tomorrow Never Knows” che termina in un curioso inizio al rallentatore di “Lucy in The Sky With Diamond” anche questa completa e poi mixata nel finale ad un arrangiamento orchestrale per poi passare ai due pezzi che inizialmente avevano generato la mia perplessità, “Octopus ‘s Garden” e Lady Madonna. Questi due pezzi, ascoltati da soli precedentemente nelle demo, non dicevano nulla e per quanto mi riguarda, avrei sottoscritto ad un fallimento di Love invece, inseriti nel contesto, funzionano. Ho capito finalmente che il fraseggio di chitarra inserito su “Lady Madonna” appartiene a Clapton, tratto dall’assolo di “While My Guitar Gently Weeps” di Harrison.

Di Harrison anche il trittico mix della prossima traccia che inizia con le voci del coro di “Here Comes The Sun” (sun!sun!sun!) sovrapposte ai tabla della già accennata “Within You Without You” dove il tutto introduce la bellissima “Here Come The Sun” che sfuma dolcemente nello strumentale di “The Inner Light” la canzoncina indiana di George che fu relegata sul lato B del 45 giri di “Lady Madonna”. Cambio totale di atmosfera per la celebre “Come Together” godibile per la superba qualità audio. Sul finale di “Come Together” viene inserito la parte finale di “Dear Prudence” che transitando per la “coda” di “Cry Baby Cry” (la zona vocalizzata da McCartney) introduce il “mitragliamento” di chitarra di “Revolution” suonata per intero con qualità audio a 1000 come per “Back In The USSR” anch’essa completa.

Mi soffermo sulla prossima traccia: è una splendida versione primordiale di “While My Guitar Gently Weeps” suonata a ballata solo con voce e chitarra da George Harrison gia pubblicata sugli “Anthology”. Il vecchio Martin, rende davvero grande onore alla memoria del caro George arrangiando la sua canzone con uno stupendo arrangiamento di archi. Ribadisco, merita da sola l’acquisto di “Love”.
Il pezzo scorre via e termina in punta di piedi com’era nel carattere di George, per fare posto ad un altro grande pezzo questa volta di John supportato nell’inciso da Paul, “A Day In The Life”. Guai a mettere le mani in un capolavoro del genere e quindi Martin si è limitato a lasciare la canzone così com’è lasciando all’inizio soltanto le indicazioni e il conteggio bizzarro “fuori onda” di John.
Dopo il terrificante accordo finale da “giorno del giudizio” l’atmosfera si stempera con la celebre “Hey Jude” in una versione ridotta di un inciso e di una strofa con una variante sul coro finale dove la musica viene interrotta come se si dovesse cantare tutti insieme battendo a tempo le mani sopra una improvvisazione vocale rock di Paul.
La canzone, sul finale orchestrato, viene mixata con la batteria di “Sgt. Pepper’s Reprise” e quindi senza nessun artificio comincia l’inno nazionale francese che introduce la celeberrima “All You Need is Love” ultimissima traccia dell’opera. Nel finale del pezzo vengono lasciati dei dialoghi come fossero dei commenti per l’ottima riuscita dello spettacolo.

Se siete riusciti a leggere fino qui , potrebbe sembrare un “minestrone” invece provate ad ascoltare l’opera immaginando di assistere ad un musical sui Beatles dalla platea di un teatro. Tuttavia per capire meglio tutti i passaggi di ciò che si sente, bisognerebbe conoscere perfettamente passo per passo l’intera discografia dei Beatles (modestamente come il sottoscritto)…

Cosa dire ancora? Ho già sentito qualche parere negativo su questo progetto da fonti “tradizionaliste”. Anch’io sono un purista per quanto riguarda i Beatles, tuttavia reputo questa idea intelligente, geniale e originale a condizione che rimanga unica nel suo genere. Non credo che sopporterei un “Love 2”…

E adesso attendiamo l’anno prossimo dove è prevista la remasterizzazione dell’intera discografia dei Beatles. Se la qualità sonora rimarrà tale a quella di “Love” mi toccherà ricomprare tutto daccapo…


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