Ogni tanto mi capita di rovistare tra le vecchie cose che tengo in camera..chissà perché trovo sempre qualcosa che mi torna utile.
Bè, qualche giorno fa ho esaminato a fondo il cassetto di un’ armadio, uno di quelli che apro solamente per ficcarci dentro qualcosa che sono sicuro non userò più, ma a cui sono troppo legato per sbarazzarmene cosi, o peggio per darlo a mia mamma con la certezza che farà una fine piuttosto amara.
E qualche giorno fa ho trovato una confezione di pastelli, i miei pastelli! Si. Proprio quelli che ufficialmente mi servivano per colorare i disegni della prof, ma che in via strettamente confidenziale riempivano di colore i diari altrui, e ovviamente quello del sottoscritto.
Bè, a me non piace disegnare, credo di essere uno dei pochi superstiti che un’ uomo e una donna li disegna esattamente come quelli che vedete qui sopra in verde e fuxia, cioè composti da un tronco verticale con quattro linee che spuntano fuori e, all’ estremità superiore, un cerchietto di dimensioni modeste, che la maggior parte delle volte riempio solamente quando trattasi di cromosoma XY..

Però ho sempre ammirato i colori..
I colori portano felicità, portano serenità, gioia, spensieratezza anche se la giornata va cosi.
Questi colori, veri.. sono come poche persone, vere. Piene di vita, di entusiasmo, di voglia di fare, felici, gentili, riconoscenti, positive, in gamba, deliziose, pronte a mettere davanti gli altri prima di se stesse, consapevoli della loro grandezza senza per questo vantarsene in ogni maniera.. insomma, persone i cui confini sono dettati solamente dal limite della parola grande, se questa ne avesse mai avuto uno...
E’ per questo che, quando riconosci una persona vera, una di quelle a cui l’aggettivo grande si presterebbe perfettamente alla descrizione, è come se aprissi un cassetto, e dentro, tra tutte le cose inutili che questo potrebbe ospitare, tu avessi trovato un astuccio contenente mille colori.
E quel cassetto.. ha un nome da qualche tempo; proprio quella città che affrontavo zaino in spalla, sguardo a tratti rivolto all’ orologio, a tratti alla stazione dei treni, alle aule delle lezioni o al bar dove assaporare la mia piadina preferita.. chi l’avrebbe mai detto.. proprio bologna nasconde un’ astuccio di colori capaci di riempire di felicità tutte le pagine che hanno la fortuna di essere travolte dalla loro solarità.