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Telete, 41 anni
spritzina di Padova (provincia)
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STO LEGGENDO
LiBRi VaRi eD eVeNTuaLi, seguendo l’estro o l’emozione del momento
HO VISTO
- la mia
vita trovare un suo proprio
equilibrio- la
serenità far capolino, finalmente, nei miei giorni...e la serenità ha un nome ed un volto
STO ASCOLTANDO
Il sommesso
brusio dei miei
pensieri...
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Uno
stile tutto mio, che pienamente mi rappresenta,
mischiando dal dark al bon ton, per
piacermi sempre e comunque!
ORA VORREI TANTO...
- che il mio
futuro si
concretizzasse in
tempi brevi- un
Moscow Mule- un paio di
Manolos
STO STUDIANDO...
Me stessa...perché il
mio io è unincognita che mi porta sempre a rimescolare il
caos che ho dentro di me.
OGGI IL MIO UMORE E'...
Imperscrutabile
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
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Sunday, November 26, 2006 - ore 14:59
IL SUSSURRO. LA VOCE. L’URLO
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Dai sospiri nasce qualcosa,
Ma non dolore, questo l’ho annientato
Prima dell’agonia; lo spirito cresce,
Scorda, e piange;
Nasce un nonnulla che, gustato, è buono;
Non tutto poteva deludere;
C’è, grazie a Dio, qualche certezza:
Che non è amore se non si ama bene,
E questo è vero dopo perpetua sconfitta.
[D. Thomas]
Tutto è iniziato con un sussurro... con il fruscio delle foglie: quel suono secco e lieve che contraddistingue questo periodo dell’anno... il rumore delle foglie autunnali quando si posano a terra, con elegante rassegnazione, una sopra l’altra... è iniziato circa 4 settimane fa, quando l’autunno ha preso definitivamente il sopravvento sulla bella stagione... Ho sentito un rumore che era un impalpabile sussurro: un suono indistinto che non riuscivo a capire, che non riuscivo a comprendere... sapevo che era un messaggio, ma non lo comprendevo, non lo decifravo...
Poi il sussurro è diventato, a poco a poco, una voce: una voce che mi risuonava nella testa, mentre camminavo per strada, mentre me ne stavo ranicchiata a leggere sulla poltrona, quando mi ritrovavo in compagnia di amici... una voce che parlava e parlava e parlava, ma attraverso un linguaggio misterioso: una lingua oscura, un insieme di suoni, che diventavano a mano a mano sillabe e parole... sempre diverse... E un’angoscia sottile ha cominciato a pervadermi, si è insinuata in me, perchè non capivo cosa questa voce volesse dirmi. Ho cominciato a prestare sempre più attenzione a questo monologo interiore, a questo mio soliloquio interiore... E, a poco a poco, la voce è diventata un urlo... Un urlo che mi rimbomba nella testa: ma non ne capisco le parole... mi sfuggono le parole! Adesso sono sempre vigile, sempre attenta, perché ho paura che, distraendomi, potrei perdere l’attimo in cui il significato di tutto questo mi verrà rivelato... il momento in cui il non senso troverà una spiegazione... E, quindi, ascolto me stessa e aspetto: aspetto di capire...
Il ripetersi delle esperienze ha un’unica finalità:
insegnare quello che non si vuole apprendere.
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