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martedì 28 novembre 2006 - ore 10:40
BRAVO...E BBBBONO!!!
(categoria: " Vita Quotidiana ")
"La prima persona a cui ho detto di avere vinto il Pallone d’Oro è stata mia moglie, che non ci ha creduto e mi ha detto di non scherzare: ma poi l’ho dovuto tenere nascosto per un po’ e questo non è stato per niente uno scherzo".
Fabio Cannavaro ha appena ricevuto il Pallone d’Oro 2006 dalle mani di Monica Bellucci, la madrina scelta da France Football per premiare a Parigi il difensore italiano, e spiega di sentirsi vincitore a pieno diritto. "sono stato premiato per la grande stagione con la Juventus, per la quale ho segnato anche due gol decisivi, e per lo strepitoso Mondiale", ha detto Cannavaro a Sky subito dopo la cerimonia di premiazione. "Ci sono tanti momenti dove si può dire che questo premio è meritato, ma penso che la partita culmine sia stata la semifinale contro la Germania. L’intervento più bello? La scivolata su Klose a metà campo, da paura..."
Fabio Cannavaro è il Pallone d’Oro 2006. A Parigi, nella capitale di quella Francia battuta cinque mesi fa nella finale dei Mondiali, il capitano azzurro ha firma il secondo successo del calcio italiano nell’anno dello scandalo.
Un nuovo contrasto, un altro giro sulle montagne russe di questo anno difficile da decifrare proprio per la continua alternanza tra il raggiungimento delle vette tecniche e la caduta di un intero movimento nel fango delle intercettazioni e di due campionati riscritti dalla giustizia sportiva. Conquistando il premio di France Football - sempre negato a Paolo Maldini e Franco Baresi - Cannavaro è diventato il terzo difensore di sempre a fregiarsi del Pallone d’Oro dopo due tedeschi, il leggendario Franz Beckenbauer e Matthias Sammer, la cui premiazione nell’anno del successo della Germania ad Euro ’96 destò non poche perplessità.
Dal punto di vista tecnico la scelta ricaduta su Cannavaro sicuramente raccoglie più consensi, visto l’eccezionale Mondiale disputato dal centrale azzurro, rimasto nella storia della Coppa del Mondo sia per le eccellenti prestazioni offerte nel torneo sia per la cartolina del trofeo levato al cielo dopo la finale del 9 luglio a Berlino.
Qualcuno, come Francesco Totti, Michel Platini, Jean-Pierre Papin e la stampa francese, ha storto il naso. Il capitano della Roma, compagno di avventura di Cannavaro ai Mondiali, avrebbe dato il premio a Gigi Buffon, mentre il candidato alla presidenza della Uefa e l’ex attaccante del Milan - entrambi francesi - hanno fatto intendere di preferire all’annata di Cannavaro quelle del transalpino Thierry Henry o del brasiliano Ronaldinho.
Su Cannavaro, in negativo, pesa l’immagine di Calciopoli, la sua difesa a Moggi, "Tutto il sistema funzionava così", con indosso la fascia di capitano della nazionale al braccio, il video clandestino mentre si sottoponeva alle flebo di neoton quando era al Parma, le costanti polemiche con l’Inter, due scudetti alla Juve travolti e cancellati dallo scandalo intercettazioni.
Proprio su Moggi inciampa il suo avvio di Mondiale. Cannavaro è costretto a correggere il tiro: "Leggendo i giornali mi sono reso conto di non aver trasmesso quello che era veramente il mio pensiero. Resto convinto del fatto che chi ha sbagliato deve pagare, voglio anch’io un calcio pulito e serio". Il trionfo mondiale cancellerà tutto, anche il ricordo di qualche campagna lanciata per togliergli la fascia di capitano.
Per Cannavaro, comunque, è un deja-vu. Nel 2005, esattamente il 28 aprile, la trasmissione di Rai Due Punto a Capo’ manda in onda un video choc datato 1999: il difensore, allora al Parma, alla vigilia della finale di Coppa Uefa si sottopone ad una flebo di Neoton, un cardiotonico poi vietato dall’antidoping.
Il mondo del calcio, nonostante qualche condanna isolata, in generale tende all’assoluzione, mentre Gianni Petrucci - presidente del Coni - si dice "amareggiato e scosso", invitando a capire che "quello che è tecnicamente possibile nel rispetto delle leggi e dei regolamenti può essere diverso da ciò che è moralmente possibile".
Parentesi amare per Cannavaro, quarto italiano di sempre a vincere il Pallone d’Oro, il primo a 13 anni dal riconoscimento andato a Roberto Baggio. Prima del Codino vennero Gianni Rivera e Paolo Rossi, che come il difensore napoletano giocò un ruolo determinante nei Mondiali del 1982 - arrivati a due anni dallo scandalo scommesse del 1980 - vincendo nello stesso anno il premio di France Football.
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