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Friday, December 01, 2006 - ore 15:22
GIORNATA MONDIALE CONTRO LAIDS
(categoria: " Vita Quotidiana ")
(ANSA) - ROMA, 30 NOV - Sono 380mila i bambini al di sotto dei 15 anni morti a causa dellAids nel solo 2005 . E quanto rende noto lUnicef. Ma il dato ancor piu preoccupante e che oltre 2 milioni di bambini sono sieropositivi e meno del 10% delle donne incinte riceve terapie mediche che prevengono la trasmissione del virus ai figli. LUnicef ricorda che neanche il 10% dei bambini infetti riceve adeguati trattamenti.
Nel nostro Paese nel 2006 le nuove infezioni da HIV sono state 3500-4000. In pratica i contagi, in Italia, continuano a ritmo di uno ogni due ore. La principale fonte di contagio sono i rapporti sessuali. E cresce lesercito degli ignari cioe di coloro che sono sieropositivi e non lo sanno. Sono tutti coloro che, pur avendo avuto rapporti sessuali a rischio, non fanno il test e scoprono di essere malati solo quando compaiono i primi sintomi di Aids in forma conclamata. E questo avviene dopo sei-sette anni dal contagio. Anni durante i quali hanno continuato ad avere rapporti non protetti. Tutto questo e avvenuto anche perche e ormai diffusa lerrata convinzione che esista un vaccino per lAids.
ROMA - Quarantadue milioni di persone colpite nel mondo. Una diffusione rapida in nuove regioni finora sfuggite al virus, come lEuropa orientale. LAfrica devastata e, nel prossimi cinque anni, una minaccia incombente sullAsia. E per la prima volta, questanno, il numero delle infezioni nelle donne è pari a quello degli uomini. Questi in sintesi i dati dellultimo rapporto del Programma per lAids delle Nazioni Unite (Unaids) e dellOrganizzazione mondiale della sanità.Giornata importante, importantissima, con iniziative in tutto il mondo e i paesi asiatici in prima linea a lavorare per informare le loro popolazioni. Gli ultimi dati a disposizione dellOnu parlano di 42 milioni di persone sieropositive o malate di Aids conclamato (quasi la metà sono donne). Cinque milioni sono stati i soggetti contagiati negli ultimi cinque anni.
In Cina il governo di Pechino, con uniniziativa che sancisce limplicita ammissione della gravità di un problema per molto tempo ignorato, ha organizzato una cerimonia nel Palazzo del Popolo per presentare un programma di informazione e prevenzione con linvio di volontari nelle campagne, la programmazione di domumentari televisivi e altre iniziative. Altre manifestazioni sono state organizzate in India, in Etiopia. A Johannesburg, in Sudafrica, si è tenuto un funerale collettivo per gli ultimi bambini morti di Aids. E ancora lAfrica che registra il maggiore numero di contagiati: sono oltre 30 milioni e milioni sono i bambini uccisi o che il male ha lasciato orfani.
In Italia, insieme alla mobilitazione e alla discussione, non mancano le polemiche. Già due, almeno, entrambe con obiettivo il governo. La prima riguarda lopuscolo che verrà distribuito tra i gli studenti delle scuole e che indica esplicitamente la castità quale mezzo principale se non unico per evitare linfezione. Attacco da tutto il mondo della militanza antiaids. La Lila, per tutta risposta, ha fatto sapere che non parteciperà alle celebrazioni. E ieri, altro problema: la commissione nazionale di esperti che supporta il governo ha chiesto la creazione di un registro dei sieropositivi. Immediate le risposte durissime e gli attacchi per "evidente violazione della privacy".
Secondo il rapporto, nel 2002 le morti per Aids sono state più di tre milioni, mentre 5 milioni di persone hanno contratto il virus Hiv. LUnaids calcola che nel mondo almeno 42 milioni di persone convivano con il virus, che il 95% di esse vivano nei Paesi in via di sviluppo, e che linfezione si propaghi al ritrmo di 14 mila nuovi casi al giorno.
I numeri si fanno ancor più inquietanti se si pensa che mancano i finanziamenti per contrastare la diffusione del virus. Secondo il direttore esecutivo delUnaids, Peter Piot, sarebbe indispensabile avere a disposizone i 10 miliardi di ollari lanno, per diec anni, previsti da Fondo globale per la lotta alliuds. Ed è molto probabile che, a partire dal 2007, la cirfra necessaria sia destinata ad aumentare a 15 miliardi di dollari lanno.
A pagare il tributo più pesante è lAfrica subsahariana. e nuove infezioni, nel 2002, hanno superao i 3 milioni di casi, i morti sono stati circa 2 milioni e mezzo, mentre soltano una minuscola porzione di popolazione può beneficiare delle cure anti-Aids. La situazione si fa drammatica anche in Asia, dove più di 7 milioni di persone convivono con lHiv. E potranno aumentare a 18 milioni entro il 2007.
Nel frattempo lepidemia avanza. E colpisce allo stesso modo uomini e donne. per la prima volta, questanno, le donne sono state colpite quanto gli uomini. In Africa si è arrivati addirittura al sorpasso, con il 58% di casi femminili di infezione. E in occasione della Giornata, il segretario generale dellOnu. Kofi Annan, ha sottolineato limportanza di prevenzione e informazione: "Nella lotta contro lAids - ha detto - il silenzio equivale alla morte".
Per quel che riguarda lItalia, ci sono meno casi conclamati, meno decessi ma più sieropositivi. Grazie alle cure, lAids fa meno vittime, ma cresce comunque la sua diffusione. Nel nostro Paese lepidemia è più subdola, perché quasi invisibile. Diminuisce la prevenzione, colpa della disattenzione generale.

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