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Sunday, July 06, 2003 - ore 16:40
Scaja xo vecio, fly down, over the top
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Ore 13.05
Dopo pieghe allucinanti e rettilinei presi leggermente di corsa la moto di Silvio ci porta in via S.Andrea a Curtarolo. Il posto lo conosciamo bene, di mio lo frequento da una decina d'anni, da quando si chiamava Piccadilly: il Greenwich. Davanti al locale, sotto la tettoia, una ventina di persone mai viste (o solo avvistate nel locale) e David, il festeggiato. Tutti uomini, ovviamente. Due settimane al matrimonio del nostro oste di fiducia. Casse di Carlsberg sulle panche, ed inizia il rifornimento "idrico". A condurci sulla via della perdizione sarà un pullman (prenotato a nome DAVID, notare bene) che non arriva. In tutta Curtarolo nessuno aveva spiegato a quel folgorato dell'autista dove fosse il Greenwich. Vabbè. Ognuno si attacca addosso un'etichetta numerata con la foto di David, stile turisti in vacanza di gruppo. Inizia un'opera industriosa di "rolling" nell'attesa che proseguirà per tutta la giornata. Chissà perchè vogliono tutti fumare sigarette girate

Un'ora quasi ed arriva il pullman. La "gita di classe" è composta da persone dal comportamento vario, chi è silenzioso, chi parla, chi urla, chi commenta il viaggio al microfono, chi abbassa le braghe per mostrare le natiche ai pullman che sorpassiamo. Continua il viavai di birre e compagnia bella. Arrivare a Jesolo è bello e la faccia del nostro autista non è per niente rassicurante, in più ci tiene a giurare che non è astemio. La TV funziona con la dinamo, quando ci fermiamo non si vede più la sessione di prove del gran premio. Il secondo monitor funziona come il jukebox di "Happy Days", a pugni. Giungiamo comunque tra canti urli ed insulti a Jesolo, Capannina Beach. Prenotati tre omrelloni anche qui a nome DAVID. Ce n'è solo uno. Vabbè. Beviamo, mangiamo, beviamo, beviamo, beviamo, mangiamo... E così fino alle 21 più o meno. C'è chi fa il bagno e chi come me viene assalito da una bomba terribile per cui prende sonno in spiaggia. Anche ieri non mi smentisco ed incontro qualcuno che conosco, il mio istruttore del Fitness Formula. Continua un andirivieni di spritz, vino, birra. Lo spritz più forte che abbia bevuto in vita mia, valeva tutti i 4 euro. Marò. La gente balla davanti al bar, è il Grind show di Mtv in piccolo, sembra il bagno 10 di Lignano la sera. Noi continuiamo imperterriti ad approfittare dei servizi del bar. Due "dee" prendono il sole e noi da veri militassolti iniziamo i cori, i fischi e gli urli dal stadio. Concedetecelo, donne, almeno durante le feste di addio al celibato. Quelle due donne sono martiri praticamente. Alla fine verranno lavate con il liquidator e cominciano ad elencare insulti degni di uno scaricatore di porto, ma non ci offendiamo. Ok, arriva sera, doccia, cambio d'abiti e via verso la tavola. Tavolo prenotato a nome "DAVID".
Ore 21:15
Ci dirigiamo verso il parcheggio. Andiamo nel pullman e mettiamo giù zaini ed armamentari vari. Entriamo nel ristorante "L'ingordo", un covo di zanzare ma molto bello. Specialità della casa: costesine. Ma chi le ha viste? Tre quarti d'ora per darci il tavolo e due caraffe di spritz. Anche qui si percepiscono odori di terre lontane. Ci danno il tavolo ma è come dare un monolocale alla famiglia Bradford. Simpaticamente inizia uno scambio di insulti con il babbione titolare. Dopo due vassoi di patate arrivati per placare la nostra ira, quasi un'ora di attesa ed ancora non ci vengono a prendere l'ordine. Andiamo via, da "Pasta & Basta". Ordiniamo primi di pesce e ci strafoghiamo di cibo. Anche qui metà del personale lascia a desiderare, memorabile il momento "ci date un montenegro?" dopo aver speso quasi 500 euro. "Non ci stiamo nei conti". La cazzata più grande dopo aver sentito che Rosy Bindi è una bella gnocca. Tirchi di merda. Però abbiamo mangiato bene, l'astice era fantastico. Tutto bene perchè non abbiamo dato forse un nome preciso al tavolo. Ma un TAVOLO "DAVID" ci attende al Marina Beach.
Ore 02:00
Siamo ancora in strada, c'è una coda della madonna ed il pullman non si muove. Finalmente arriviamo al Marina Beach. Non tutti hanno seguito il consiglio di David di venire via in camicia. Entriamo in un po'ma non ci si vede una renga, tutte le luci spente. Per muoversi bisogna conoscere il Braill. Il locale è strapieno, oltretutto. Usciamo dopo cinque minuti e scopriamo che metà gente era stata lasciata fuori in quanto in canottiera o maglietta. Optiamo per cambiare posto, nel frattempo per una mezz'ora uno dei nostri fa il vigile in mezzo alla strada per rimorchiare. Torna il pullman. Chi vuole andare al Tamurè, chi al Cuba Libre, chi in una città della Grecia nota anche come Ilio... un po'di tutto. Andiamo al Cubalibre. Bevo lo "scivolo" più forte che abbia mai bevuto in vita mia. Dimenticavo, continuiamo a darci dentro tra vino bianco a cena e birre. L'età media al Cubalibre è in un intervallo tra i 15 ed i 16 anni. Dopo un po'di bordello al bar andiamo via. Si opta per l'opzione night ma non c'è un tavolo "DAVID".
Ore 04:00
Entriamo al VOX MARIS. Dieci eurini subito. Noi ci poniamo in un tavolo per i cazzi nostri, ognuno con una Heineken. Intorno qualche vecchio con qualche operatrice sessuale si sta spendendo tutta la pensione. Luci tristi, locale triste, musica triste. Ma David è con noi, ed anche il suo non-tavolo. Femo casin anca la. Alle 5 usciamo. Partenza. Un'orchestra di trombe. Arriviamo divelti al Greenwich, alcuni dormono, altri son sveglissimi. In parcheggio, scene di minzioni interminabili alla "Piccolo Diavolo".
Per tutto il viaggio il nostro speaker urlava frasi come "vieni anche tu al tavolo DAVID. DAVID, tavolo DAVID. la scelta giusta" oppure il tormentone "Scaja so vecio, fly down, over the top" od ancora "Non mollare mai". Ma come dice Red Ronnie "raccontare le cose più belle a chi non c'era non serve a niente, non capirebbero, è come quando parli della naja". Grazie David per la giornata, son stato da dio, ci voleva. Grazie a tutti quelli che c'erano, nonostante la bomba ricordo tutto! Ed in onore di David, tavolo DAVID...
ANTON AUS TIROL - DJ OTZI
Ich bin so schön , ich bin so toll. Ich bin der Anton aus Tirol.
Meine gigaschlanken Wadln san a Wahnsinn für die Madln.
Mei Figur a Wunder dar Natur.
I bin so stoak und auch so wild.
Ich treib es heiss und eisgekühlt.
Wippe ich mit dem Gesäß, schrein die Hasen SOS und wollen den Anton aus Tirol.
Blaue Pille, Sellerie - des braucht so a Anton nie.
Koa Tattoo und koane Schmäh, a koa Piercing und koa Juche.
Bin koa Softie, bin koa Tiger. Girls, so an Typ wie mi, des gab´s noch nie.
Ich bin so schön , ich bin so toll.
Ich bin der Anton aus Tirol.
Meine gigaschlanken Wadln san a Wahnsinn für die Madln.
Mei Figur a Wunder dar Natur.
I bin so stoak und auch so wild.
Ich treib es heiss und eisgekühlt.
Wippe ich mit dem Gesäß, schrein die Hasen SOS und wollen den Anton aus Tirol.
Abends dann im Discostadl zoag i mi mit 15 Madl, denn gewinnen kann nur i.
Ui, so schön woai no nie.
Lass alle Buam im Regen stehen.
Koana is so urig schön.
Ahhh, bin i schön. Ahhhh, is der schön, stoaka Bua, von dir kriag i net gnua.
Komm her und mochs mit mia, mein Tiroler Stier.
Ich bin so schön , ich bin so toll.
Ich bin der Anton aus Tirol.
Meine gigaschlanken Wadln san a Wahnsinn für die Madln.
Mei Figur a Wunder dar Natur.
I bin so stoak und auch so wild.
Ich treib es heiss und eisgekühlt.
Wippe ich mit dem Gesäß, schrein die Hasen SOS und wollen den Anton aus Tirol.
Lalalalala.............
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