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HO VISTO

Heroes.. Un serial molto ben fatto.. visto in originale con i sottotitoli forse perde qualcosa.. perciò lo rivedrò volentieri in tv a settembre..

Zodiac.. Poteva essere interessante.. alla fine é un po’ palloso e non si capisce come va a finire..

Spiderman 3.. Non male, ma troppo lungo e troppi effetti speciali..

"Epic Movie" Una boiata pazzesca.. Ero andato al cinema per vedere Spiderman 3, ma non c’erano più posti.. La prossima volta prenoto..

"Intrigo A Berlino" Semplicemente uno dei Film più noiosi che abbia mai visto.. Steven Soderbergh.. questa é l’ultima volta che mi freghi

LOST 3^ stagione.. Partita un po’ in sordina (forse anche per la defezione del produttore JJ Abrahms) si sta riprendendo e si avvia verso una fine con i fuochi d’artificio..

"La Ragazza della Porta Accanto" Commedia giovanilistica leggerina, ma mooolto divertente..

"300" Quando si cerca di trasformare la Storia in Mito e si ottiene una parodia.. Nonostante tutto mi é piaciuto, basta non farsi troppe domande..

STO ASCOLTANDO

Interpol "Our Love To Admire" ** L’ho aspettato molto il seguito di Antics.. Non aspettatevi rivoluzioni.. Sono un po’ deluso.. niente che si staglia sopra la media.. noia

Editors "An End Has A Start" **** Molto meglio del debutto, ho ascoltato molto soprattutto le prime quattro canzoni che sono ottime.. Il resto crescerà un po’ alla volta.. cmq uno dei migliori 3 sentiti quest’anno..

Negramaro "La Finestra" ***½
Strana davvero la strategia di marketing di questo album.. fare uscire la canzone più banale e brutta come singolo non l’ho proprio capita.. Hanno perso anche l’ultima parvenza di innovazione e ora sono dei teen idols.. però l’album é piacevolee e si ascolta volentieri, ma in un certo senso mi sento tradito..

Feist "Reminder" ***
Ci sono alcune cose davvero interessanti in questo album a partire da "My Moon, My Man" che dimostrano che questa canadese di talento ne ha molto, ma a tratti l’album é soporifero..

The Faint ***** Pochi gruppi sono in grado di non stancare dopo decine e decine di ascolti.. Indie Rock coniugato con elettronica.. Stanno lavorando ad un nuovo album.. Sono sempre migliorati finora.. sono ottimista

Arcade Fire "Neon Bible" ***½
L’ho ascoltato molte volte ed é cresciuto con l’ascolto.. Non ci sono canzoni che possono rivaleggiare con quelle di Funeral, ma era umanamente impossibile.. Il mood é decisamente più oscuro.. Non mancano ottimi episodi.. su tutti Intervention, Black Mirror e la rimaneggiata No Cars Go

ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...

che ritornasse presto l’estate

STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...

non un granché.. ma in risalita

ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


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1) Sentire che per qualcuno tu conti davvero





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Saturday, February 14, 2004 - ore 20:24



(categoria: " Musica e Canzoni ")




The Veils



“Malinconiche mini-sinfonie suburbane” (NME).
I Veils – qualcosa più di una semplice scommessa – sono Finn Andrews. Intorno a lui si muovono comprimari all'altezza, ma lui è l'essenza. La sua voce unica ha aroma vago di Jeff Buckley e Smiths, sprofonda nel noir autunnale, promette evoluzioni da crooner rock..
Andrews nasce a Londra nel 1983, figlio di Barry Andrews membro di XTC e Shriekback. Invece di crescere imbevuto di musica e tendere per riflesso inevitabile in quella direzione, predilige seguire la vocazione alla pittura. Durante l'adolescenza si trasferisce con la madre dalla nonna, a Devenport in Nuova Zelanda: assolata, piacevole, monotona reclusione.
La conversione al mestiere del padre è legata a un folk club piazzato a mezzo pendio di un vulcano spento. Finn trascorre qui alcune serate, affascinato sempre più dalla musica tradizionale e da quanto altro ascolta, e il desiderio di suonare soppianta quello di menare pennelli. A 16 anni già scrive musica propria e scopre la chitarra elettrica (questa sconosciuta) in una band garage di compagni di scuola. A 18, visto che la passione si fa seria e la Nuova Zelanda non basta più, Finn lascia gli antipodi e torna a Londra: un ambiente più adatto a certe ambizioni.
Nel 2001 mette insieme i Veils, composti da Ben Woollacott, Adam Kinsella e Oliver Drake, scelti per la loro capacità di intessere trame sottese alla sua malinconia in punta di cuore. Finn si fa sempre più discepolo di Patti Smith, Tom Waits, David Bowie e Bob Dylan (questi i maestri dichiarati). I quattro suonano nei locali di North London e attirano l'attenzione di Geoff Travis della Rough Records, che a ottobre li mette sotto contratto senza pensarci due volte.
Inizia un lunghissimo periodo di attività live (18 mesi), di spalla a The Raveonettes, Beth Orton, 22-20's, The Bees, British Sea Power e Bell X1 (in veste di co-headliner) in Inghilterra, e con Cooper Temple Clause e Suede in giro per l'Europa. Intanto i Veils, quando hanno una ritaglio di tempo, portano avanti le registrazioni del disco d'esordio, incidendo materiale nuovo e canzoni scritte in Nuova Zelanda.
Il primo singolo, "More Heat Than Light", esce nel novembre del 2002, seguito l'anno dopo da "The Guiding Light" (luglio), "Leavers Dance" e "Lavinia" (novembre), una ballata indie dai toni crepuscolari. Finalmente, l'album "The Runaway Found" viene pubblicato all'inizio del 2004. I Veils a marzo arrivano in Italia, insieme ai The Fiery Furnaces.



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