
shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
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HO VISTO
I miei angeli custodi

STO ASCOLTANDO
Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...

.. senza dimenticare Grace Papaia.
ABBIGLIAMENTO del GIORNO
Come un’adolescente in crisi di identità.

so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...

e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...

... oppure faccio porcherie come questa...

... o quest’altra...

Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..
ORA VORREI TANTO...
STO STUDIANDO...
Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo
OGGI IL MIO UMORE E'...
Arranco... ma con stile.
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
ORA VORREI TANTO...
PARANOIE
1) Dimenticare
MERAVIGLIE
1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...
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Thursday, December 07, 2006 - ore 20:33
Autobussismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Perché le disgrazie che capitano a persone che ci disgustano riescono a raddrizzarci una giornata storta? Perché siamo così cinici e sarcastici (ma simpaticissimi) che la sfortuna di qualcun altro ci provoca ilarità e sorrisi a mezz’asta per non farci scoprire? Perché godiamo delle sventure del nostro prossimo?
Torno dalla biblio in bus, mi tocca aspettare perché “stranamente” è in ritardo. Timbro il mio biglietto multicorse. Cazzo, che culo, me ne restava una sola. Per poco non mi toccava pagare
2 € per il biglietto in vettura. Mai sentito di biglietti così costosi in altre città italiane, e ne ho viste.
Insomma, mi accomodo sul primo seggiolone disponibile, drammaticamente in direzione contraria al bus. Inizio a leggere il mio libro e mi pervade un leggero malessere, come quando si sta male in macchina, ma senza sentire il vomito che spinge, solo una nausea fastidiosa. Lazzaro mi distrae ma riesco a percepire una figura minacciosa che mi avvicina:
biglietto prego. Spavalda mostro il mio multicorsa al controllore, tutto ok. Mi rimetto a leggere perché Lazzaro ha conosciuto la quinta bella ragazza dall’inizio del libro, questa si chiama Patrizia. Mi stava più simpatica Dea, a parte il fatto che è bionda. E qui succede l’evento che ha scatenato in me le domande delle prime righe del post.
Due ragazze prendono la multa, una perché non ha fatto il biglietto, una perché ha usato un biglietto comunale e doveva prendere l’intercomunale, che costa 1.30 €. Il controllore bello e tenebroso controlla quest’ultima, il controllore scialbo e malocchialuto si occupa della prima delle due. Le prescrive una leggera multa senza troppo sale, forse per pietà, lei lo guarda con una inutile aria di superiorità. Questa ragazza è una mia cugina di 3 grado. E ho goduto, da impazzire ci tengo a sottolineare. Ci eravamo viste pochi secondi prima, quando lei era salita e io avevo per un attimo abbandonato il Trentino. Avevo abbozzato il sorriso di cortesia, che attende una controparte per diventare saluto e sorriso a tempo pieno. E lei cosa fa? Distoglie lo sguardo, mi evita, sprezzante, stronza. Ho provato nei secoli sentimenti discordi per questa cugina alla lontana. Da piccole eravamo quasi amiche. Poi lei l’ultimo anno delle superiori si è trovata il ragazzo, ed è stata la fine non solo di un’amicizia, ma anche della parentela. Non mi ha più salutata. Da dire che il fidanzato in questione esiste ancora, povero disgraziato, e che mia cugina nel tempo è diventata una lunatica, scontrosa, musona sciocca ignorantella arrogante. Lui invece è un Rio Mare che lo spezzi con un grissino, e non ho mai capito che cazzo ci trova in lei. Comunque lei aveva il moroso, e io no. Quindi si sentiva molto migliore di me e del resto delle cugine, nonché del parentado tutto. Ma soprattutto delle cugine in età da moroso. Che non ha più salutato, a parte quella che vive a un metro da casa sua.
E quando ho visto che prendeva la multa ho sorriso. Ho addirittura chiuso il libro. Per non destare sospetti non l’ho fissata come avrei voluto, non ho ben controllato il controllore. Ho preferito rimanere nell’ombra. Ma ho recitato la parte dell’utente soddisfatta che i trasgressori venissero puniti, e mi sono voltata con disapprovazione.
So che dopo tutto questo la settimana prossima prenderò la multa anch’io, perché chi la fa l’aspetti e leggende popolari simili. Ma mi sono presa una piccola, parziale rivincita. E adesso ho il moroso anch’io, ed è diecimila volte più figo del tuo. Non mi caga, ma è più figo. Devo portarlo in giro come un trofeo, ho deciso.
Ah, giusto per la cronaca. L’altra ragazza della multa ha pianto. Ha giocato la carta commozione occhi da triglia col bel tenebroso. Ma quello ha il cuore d’acciaio, non so se l’ha convinto a risparmiarle la contravvenzione. La vecchietta che era seduta davanti a me non sarebbe stata d’accordo.
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