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Sunday, December 10, 2006 - ore 09:28


II^ Domenica d’Avvento
(categoria: " Riflessioni ")


II^ DOMENICA D’AVVENTO

"Nell’anno in cui era premier Prodi Romano da Scandiano..."
di don Marco Pozza

Pensa che bufala! Un giorno uno va a messa – sai, a messa si va o perché costretti o per ascoltare la Parola di Dio - e sente leggere dal prete tra le righe del Vangelo il nome di George Bush, di Tony Blair e di Wladimir Putin, sente parlare della potenza di Ahmadinejad, dell’impero di Callisto Tanzi, Bill Gates e Silvio Berlusconi e per dirti l’anno preciso in cui è avvenuta una rivolta di massa ti indica che in quel momento è premier Prodi Romano da Scandiano spalleggiato dai sign. Fassino Piero e Rutelli Francesco. A dir il vero potrebbe esserci anche l’aiuto del pubblico per dirti che autorità massima in quel periodo è Joseph Ratzinger e – per rispetto della pluralità – seguirebbero tutti i rappresentanti delle varie religioni. O pseudo tali. A te sembra d’aver sbagliato chiesa, o che il prete sia un po’ troppo creativo!
Invece alla fine senti la firma: Parola del Signore!


Cosa c’entrano oggi Tiberio Cesare, Ponzio Pilato, Erode, Filippo e Lisania? C’entrano eccome. L’evangelista è stato costretto a elencare sacerdoti, governatori, tetrarchi e tutto l’ambaradam perché tu la smetta di pensare che il cristianesimo sia qualcosa di astratto. C’entrano per costringerti a credere che la Parola di Dio scende sempre su uomo che abita con coraggio la storia e il luogo in cui vive. E se non ti basterà…fra qualche giorno Dio stesso diventerà storia. Uomo! Carne, passi, sudore, paura, cibo, carezze, urla, pani moltiplicati, profumo di pesci arrostiti.
Ma chi è questo primo fra gli uomini che ha incontrato Gesù e se n’è accorto? Un uomo dal destino spinoso, un profeta in ritardo, un personaggio che sembra sbagliato – messo com’è a far da cerniera a due testamenti contrapposti ma uniti. Un personaggio che sembra senza un perché. La vecchia Elisabetta, parente troppo prossima di quella ragazza di Nazareth per non esser coinvolta in una storia dagli intrecci misteriosi, al crepuscolo della vita regala luce, respiro e passi ad un figlio grave e ossuto che veste pelle di capra, nutre il corpo di insetti figli del deserto e di erba ma si asterrà sempre da bevande inebrianti. Se lo guardi tra i suoi simili – uomini scavati nella gola da ultraterrene profezie – appare sfortunato: è arrivato troppo tardi per far carriera come profeta. Ma è arrivato troppo presto per far carriera tra gli apostoli. Vita sbagliata, insomma. Vita imprevista, vita sformata… perché le vie del Signore che lui vorrà spianate non saranno mai pronte, la sua testa cadrà nel bacile scura e macabra com’è sempre vissuta. Ma lui non molla! Non accetterebbe mai di vendere per un piatto di lenticchie la propria personalità.



Ma tu capisci… Per comportarsi così nel mondo degli uomini ci vuole fegato, altro che storie. “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri”. Parole sfasate in questi giorni che disegnano acidità nel pensiero, nebbia nei passi, confusione nella vita. Perché se in questi giorni rallenti il passo e ti lasci disturbare nello sguardo…rischi di farti ricoverare per le risate. Penso manchi molto meno di poco che la nostra città sembra un bastimento assurdo che può slacciare le àncore di momento in momento. In questi giorni uomini e donne si trasformano in formiche a trascinare nel loro buco quanta più roba sono capaci, e la sera della vigilia si faranno murare vivi nel formicaio e stuccheranno ogni fessura perché la felicità non scappi! Capisci perché Giovanni, l’uomo dell’acqua e dei tuoni, non poteva avere vita facile? Giovanni, figlio di vecchiaia per Elisabetta e Zaccaria, respira profumi femminili alla scuola di Maria di Nazareth. Non sogna lo sgabello di Tiberio Cesare, la poltrona di Erode, la platea e l’acqua di Pilato… sogna di essere servo del Signore. Non degli uomini e dei loro sogni. E in questo mondo di schiavi è l’unico modo per essere liberi veramente, essere servi del Signore. Se l’uomo non capisce che c’è un solo Dio a cui chinare il capo e piegare le ginocchia… cambieranno i nomi, i volti, le fisionomie ma rimarranno sempre schiavi di padroni.



“Ogni burrone sia riempito, ogni monte e ogni colle sia abbassato; i passi tortuosi siano diritti; i luoghi impervi spianati”(Lc 3,5). Ce n’è per tutti, a sentire il Battist. Provaci! Tanti per non provare, per non tentare, decidono che le cose sono impossibili. Bel modo di ragionare! Altri, per non faticare, abbassano le vette. E così finiscono per vivere nella palude: molli come budini, segatura invece che sangue nelle vene, grinta da pesce bollito. Che pietà… Quando il primo concerto di Brahms fu accolto male, il compositore scrisse alla sua donna amata: “Penso onestamente che sia la cosa migliore che poteva capitarmi. Mi costringe a darmi da fare e rafforzare il mio coraggio”.
Il volto di Tiberio Cesare, il potere di Ponzio Pilato, la storia di Erode, Filippo e Lisania non sono citati a caso in un vangelo solitamente così parco di accenni storici. C’è un mondo che attende. L’alunno attende il voto, il paziente l’esito dell’esame, la mamma il figlio da scuola, il bambino l’acqua calda dalla doccia, l’innamorato il bacio dell’amata. L’albero attende le stagioni, il mare i fiumi, il fuoco l’ossigeno, l’affamato il cameriere, lo stomaco il cibo, la moglie il marito. Nella Scrittura c’è attesa: per entrare nella terra promessa, per ricevere il perdono dopo l’infedeltà, per una vittoria, per un urlo disperato… Tutto vive di attese: il mondo, la politica, lo sport. La vita, praticamente, è un’enorme, confusa, disorganizzata, pericolosa, splendida e chiassosissima sala d’aspetto. E’ sempre in attesa. E l’uomo, per accorciare l’attesa, pone una scadenza. Ma la scadenza crea un’altra attesa e così il gioco non finisce mai. Non è un problema: siamo nati per attendere…Attendendo, ci addormentiamo. E’ anche bello dormire pensando…che è sempre stato così!
Ma quando l’attesa si fa storia? Quando ti senti costretto a cercare l’uomo nella sua nudità, cercare l’anima, la storia, il nostro essere bambini? Quando ciò che attendi si piazza davanti a te? Quando l’Atteso diventa Uomo? Quando intuisci che Dio non è uno scherzo della Befana?



Ci fosse nel vangelo una segnaletica stradale oggi troveresti un cartello appostato sul tuo vagabondare: Attenzione, strada sconnessa!
Perché se lo sottovaluti troppo…Gesù si rivela un imprevisto terribile.
Chiedilo ad Erode. Tetrarca della Galilea!


don Marco Pozza


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