BLOG MENU:


Morandaz, 35 anni
spritzino di Padova
CHE FACCIO? Fumettaro
Sono single

[ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]



Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG


STO LEGGENDO



HO VISTO



il PanStore tutti i giorni

STO ASCOLTANDO



ABBIGLIAMENTO del GIORNO



ORA VORREI TANTO...



STO STUDIANDO...



OGGI IL MIO UMORE E'...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) pensare di essere l'unico alieno sul pianeta
2) sentire delle parole a cui poi non corrispondo i fatti, sentirsi illudere e precipitare poi improvvisamente in una terribile realtà
3) capire di essermi perso qualcosa, di non aver sfruttato ogni occasione per rendere la mia vita degna di essere vissuta
4) aver trovato la persona che ti fa trovare la gioia di vivere solo per ricevere un suo abbraccio e sapere di averla persa per la paura di affrontare insieme le tue ferite ancora da rimarginare

MERAVIGLIE


1) Abbracciare qualcuno e sentire di aver trovato finalmente la tua casa..
2) arrivare a casa sporchi, infagati, pieni di freddo, e consolarsi con una lunga doccia calda..
3) Rendersi conto che non si vive per lavorare e non si lavora per vivere ma si vive per le piccole cose che la vita ci regala ogni giorno: l´amore, un sorriso, una carezza, uno sguardo intenso, un amico vero, una canzone...
4) Quando giochi con le mani di una persona che ti piace e senti il cuore che accelera...
5) Gli amici veri, i sogni che si avverano e un sorriso spontaneo. Le notti in città,i big beat party.



BLOG che SEGUO:


japan rutta L.Kapelot Di0 rebbell Raly blondy banana_joe ZorroBobo vel Mr. Blond ganon ebe Replicant Vampire Tomming TheCheCko Sampy styge Kaworu sortilegio split70 telete Sybelle paroxysm eimar grisupd


BOOKMARKS


panstore
(da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti )



UTENTI ONLINE:




(questo BLOG è stato visitato 10310 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]

APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30


Tuesday, December 12, 2006 - ore 18:01


Molu Gareta il ritorno
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Nagam oltanì, amici miei, asciama? (=in oromifa come va la giornata amici miei?),
il mio ritorno in Etiopia è stato alquanto...turbolento...esattamente sopra l’areoporto del Cairo...porca miseria, dopo dieci minuti di montagne russe, l’aereo è letteralmente cascato per 2 lunghissimi maledetti secondi. Vi dico solo le urla della gente e io che chiudo gli occhi e penso "Ecco adesso muoio." Le hostess riportano poi l’ordine, in definitiva nulla di particolare, ma me la sono veramente fatta sotto e questo non aiuta a risolvere la mia antipatia verso gli aerei...
Dopo due giorni ad Addis Abeba, che è tornata vivibile grazie al sole di questi ultimi giorni, mi muovo alla volta della mia Moyale. A 200 km dalla mia casa etiope non riconosco il paesaggio...dove prima c’era una zona desertica, rossa come il rame e ricoperta solo di arbusti con spine, ora c’è una verde prateria. E’ verde ovunque, persino sui tetti delle capanne, dove è cresciuta un’erba alta 50 cm!
Splendido, è incredibile come si possa passare dal deserto alla giungla (cavolo in alcuni punti mi sembrava di essere nelle giungle dell’Amazzonia) e come questo possa diventare nuovamente un problema...
Infatti è ormai da 15 giorni che sta piovendo ogni giorno a catinelle...secchiate d’acqua che cadono dal cielo, roba che se corri 10 metri sotto quella pioggia è come farsi una doccia! Di conseguenza ecco che ricompaiono alluvioni, pond stracolmi d’acqua che rompono gli argini e l’acqua che fuoriesce d’appertutto raggiungendo case e strade. Scoppio di epidemie tra gli animali e anche tra gli uomini...infatti con mio giubilo in tutta l’area intorno a Moyale, ma soprattutto Moyale, è in corso un’epidemia di water diarrea e colera...contro cui non sono vaccinato dato che secondo "l’esperto" in malattie tropicali dell’USSL a Verona non ne avevo bisogno visto che andavo a vivere in una zona desertica...’fanculo è desertica per 9 mesi all’anno, ma quando piove qui è l’Apocalisse! La stada davanti a casa è distutta, dilavata dalla pioggia e ricoperta dalla spazzatura che l’acqua porta con sè, dappertutto c’è fango e un’odore di marcio e putrefatto (vi ricordo che secondo le regole della gestione della casa a Moyale, le feci e gli avanzi di cibo più tutte le schifezze vengono gettate davanti a casa in comodi sacchetti di plastica nera...). Come se non bastasse, lavorare è impossibile visto che non si riesce a muoversi senza dover attraversare i fiumi stagionali o veri e propri mari di fango...
Ma figuriamoci se ci facciamo spaventare da tutto questo...
Infatti alla mattina di giovedì si parte per El Gof, a 40 km da Moyale, ridente villaggio di cammellari e vaccari nella savana...tempo stimato per il tragitto, in stagione secca: 1 ora e 45 minuti. Sulla strada sappiamo dove sono i punti più difficili...solo che dove PRIMA c’era un piccolo rigagnolo ORA c’è un fiume largo 10 m e che consiste in una via di mezzo tra sabbie mobili e fango...insomma niente da fare...torniamo indietro?
Stò cazzo. Cambio strada.
Si arriva fino a Bokuloboma, si taglia per il field e si cerca di raggiungere l’ameno villaggio...primo ostacolo: il Koticha, come viene definito in Oromifa un terreno composto di fango nero e appiccicoso, ci si può giocare con le mani e costruire delle vere e proprie statue che rimangono in piedi...insomma è una specie di mastice. Lo affrontiamo all’urlo di Banzaiii con la macchina che deriva a destra e sinistra sollevando schizzi alti 3 metri di fango.
Ma passiamo. 1 a zero per il Ferenje contro Savana.
Secondo ostacolo: la strada non c’è. O meglio, dove prima c’era una strada ora c’è una informe boscaglia...Poco male, ci vado dentro e mi apro la pista...dopo quasi un’ora ne veniamo fuori, ma ho rifatto la carrozzeria...e chi se ne frega.
Ma passiamo. 2 a zero per il Ferenje contro Savana.
Arriviamo al villaggio, in un tempo stimato di 4 ore...chiaramente la comunità, dandoci per morti da qualche parte, si è dispersa e impieghiamo quasi 2 ore per raggruppare tutti i clan e iniziare il meeting...solo dopo la preghiera ovviamente...
Nel frattempo, gli altri pregano e io mi abbuffo di ciapati e latte, faccio due chiacchere con gli autisti della croce rossa, che ci comunicano che un’altra strada è praticabile per tornare indietro...teniamolo a mente...
Il Meeting inizia e anche la pioggia, quindi ce la sbrighiamo in fretta e siamo pronti per ripartire. Dopo un’ora di viaggio, buchiamo.
E piove che dio la manda...cambiamo la ruota e ripartiamo, zuppi come pulcini.
Passiamo ma 2 a 1 Ferenje vs Savana.
La pioggia non accenna a smettere e la tanto praticabile strada diventa il letto di un fiume da percorrere...ci fermiamo dove c’è una piccola depressione e quindi un lago. Giù dalla macchina, via le scarpe e iniziare a controllare la profondità e la consistenza del fango...decidiamo di provarci. Io sono contrario, mettiamo la cosa ai voti e io perdo. La macchina si tuffa nell’acqua, scoda a destra, poi sinistra, sbatto la testa contro il finestrino (da bravo coglione non mi sono allacciato la cintura) e bestemmio come un diperato.
Ma passiamo. 3 a 1 Ferenje vs Savana.
Proseguiamo e arriviamo al mostro finale...10 km ci separano dalla strada asfaltata...ma nel mezzo c’è lei, Nyata! Nyata (in Oromifa, letteralmente come "la mangiatrice") è una zona di fango Koticha larga quasi 50 metri...ricoperta di acqua...e piove....decidiamo di tentare o meglio io decido di tentare, mentre gli altri erano un po’ titubanti...questa volta mi lego la cintura e affrontiamo il mostro...la macchina si getta nel fango, cha arriva fino a metà ruota, scodiamo, ci giriamo, ritroviamo la traettoria, saltiamo di qua e di là col motore vicino a fondere, la macchina si impunta, deriva a destra...e alla fine...ci impantaniamo. Bloccati nella bocca del grande mostro.
Fanculo.
Bisogna scendere, scavare, mettere dei rami sotto le ruote e spingere.
Io scendo e sprofondo nel fango fino al ginocchio da cui non riesco più a uscire, bloccato come nel cemento. Iniziamo a scavare, sotto la pioggia, con le mani visto che avevamo solo una pala in macchina...proviamo a spingere ma non c’è niente da fare. Bloccati. Chiamo allora un’altra macchina dall’ufficio (che grazie a dio era già rientrata) per venire a tiraci fuori...dopo 40 minuti arriva e leghiamo i due mezzi con la corda (intanto avevamo scavato così tanto da raggiungere il centro della terra). Ma non basta, bisogna anche spingere...tutti in posizione e al povero ferenje rimane esattamente (brutti bastardi) il posto dietro la ruota posteriore sinistra. L’autista accellera io mi trovo totalmente ricoperto di fango...dalla testa ai piedi sono una patetica statuina nera...Risate generali e bestemmie (le mie).


Passiamo, ma 3 a 2 Ferenje vs Savana.
Arrivo alla fine distrutto in guesthouse, zuppo di acqua e fango, dopo quasi 10 ore complessive di macchina (per fare due ore di meeting). Senza passare per la stanza vado direttamente in bagno, alla doccia. Giro il rubinetto dell’acqua calda...
Niente, nulla esce...
Poco male, la doccia me la faccio fredda...giro il rubinetto dell’acqua fredda...
Niente, nulla esce...
Qui mi fermo, 3 a 3 Ferenje vs Savana, palla al centro.

Dopo una settimana i nuovi volontari per Moyale sono arrivati dopo un tour di force da paura e stiamo imparando a conoscerci. Mi sembrano persone in gamba e credo che la convivenza sia nella vita che nel lavoro possa essere positiva, vedremo...per adesso siamo tutti concentrati sull’epidemia di colera e water diarrea, oltre alle nuvole di zanzare che cercano di violentarci ogni sera dopo il tramonto (se non becco la malaria adesso non la becco più)...
Come se non bastasse, il lavoro è rallentato dalla mancanza di fondi (i donatori sono in ritardo con i versamenti...) e per i movimenti di truppe partigiane e militari nell’area: alcuni giorni fa, OLF e OGADEN insieme sono entrati nell’area di Moyale da tre differenti fronti, scontrandosi cone le truppe militari nel field, nessun pericolo per me, ma qulache morto in entrambe le parti e zona a rischio scontri...va beh...

Un saluto e un abbraccio, aspettando il periodo più caldo dell’anno in Etiopia, verso fine dicembre, tirate delle palle di neve anche per me in Italia...

Luca "Molu Gareta"


LEGGI I COMMENTI (2) PERMALINK