Dietro questa maschera...
(categoria: " Vita Quotidiana ")
Prima avevo lo stage, ora il
nuovo lavoro da MediaWorld. Insomma, c’è sempre qualcosa che mi tiene impegnato e lontano da Spritz, ma credo sia giunto il momento di tirare già qualche somma sull’esperienza. Dopo una prima settimana a dir poco difficile, con un clima teso per via dell’arrivo di Bernasconi e della mia scarsa dimestichezza con scaffali e transpallet, mi sono abituato ai nuovi (massacranti) ritmi, giusto in tempo per il periodo più critico di tutto l’anno. Ho colleghi molto in gamba, alcuni più simpatici di altri; conoscevo già la caporeparto perché lavorava in un altro negozio. dove mi recavo molto spesso in veste di promoter... Oggi è stato il mio unico giorno di riposo fino al 24 dicembre; spero in ogni caso di rivedere presto il gruppone con cui si radunava al Banale l’anno scorso, almeno per scambiarsi gli auguri di Natale di persona. Tornando a MediaWorld, sembra che alcune persone facciano compere solo a dicembre, oppure sono così poco sveglie da portarsi sul carrello un
paiolo esposto senza confezione...
"Se non son matti non li vogliamo"Altri sono capaci di trattenerti per una buona
mezz’ora per scegliere una
moka elettrica o arrivano al momento della chiusura del punto vendita per accaparrarsi un aspirapolvere in superofferta, e vorrebbero che tu andassi in magazzino (chiaramente chiuso) a prendere i tubi e le spazzole, non si sa mai. Non manca il seccatore che vorrebbe decidere il prezzo dell’ultimo articolo esposto, come se fossimo al mercato rionale. Abbiamo già subito atti vandalici: mancano manopole ad alcuni forni e le testine in un paio di rasoi esposti.
Gentiluomini salgono sulla cyclette dell’angolo fitness - e ti fulminano con un’occhiataccia quando fai notare che c’è un cartello di divieto scritto a caratteri cubitali - o ti chiedono se puoi cambiare il DVD di Cindy Crawford che si cimenta nell’aerobica proiettato sullo schermo con un altro titolo della serie. Eppure ci si diverte: "Lei ha molti tappeti a casa, signora?" "Sì, ne ho tre
di mucca". Oppure: "Giovanotto, non è che potrei provare adesso questo Gratì? Sa com’è, è un regalo e vorrei essere sicura che funzioni". La mia
scarsa conoscenza delle varie sfumature del dialetto veneto mi porta a fare figuracce da antologia: "Xea roba bona, o bataria?" "Ma veramente questo tagliacapelli funziona solo a rete". Tra non molto inizieranno già i rientri dei doppi regali, ma almeno non sarò presente quando sarà il momento dell’inventario.
Non c’è un solo momento di
noia.
"Renatissimo" - i migliori anni della sua vita?E intanto Rockol ha pubblicato la mia quarta recensione, stavolta dedicata a Renato Zero e alla sua tripla (tanto per cambiare) collezione di successi. Non è un prodotto malvagio, ok, anche se sono assenti alcune mie canzoni preferite e sono tutto sommato deluso dalla rimasterizzazione digitale delle vecchie canzoni. Nutro dei sospetti sulla campagna pubblicitaria di questo cofanetto; è comparsa sui giornali la notizia secondo la quale alcuni ignoti avrebbero rubato i master dei CD - ma ragazzi... si tratta pur sempre di una raccolta, e di dischi "pirata" di Renatone già ne esistono a bizzeffe! - e subito dopo c’è stato un esagerato polverone dopo alcune affermazioni di Zero a Domenica In, principalmente perché il cantautore romano non è un buon comunicatore, non sa o non vuole farsi capire ed è intrappolato nel suo personaggio, che negli anni si è imborghesito in misura sempre più irritante. Morra e Fabrizio firmano i due insipidi inediti: "I migliori anni della nostra vita" resta (usando le parole oggi care a Renato) de tutt’altra pasta. Una curiosità: il co-autore de "La favola mia", ex tastierista dei Pyranas, è un mio parente, eppure non ho ancora mai avuto il piacere di conoscerlo di persona. Una canzone di questa band è stata inclusa l’anno scorso in una doppia antologia celebrativa dei quarant’anni del
Piper Club di Roma.