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giovedì 14 dicembre 2006 - ore 16:18
La qualità
(categoria: " Vita Quotidiana ")
E un valore totalmente inutile. Uno specchietto per le allodole.
Ciò che conta veramente è la quantità. La quantità di merda che riesci a vendere come nutella. La quantità di brillantini che riesci a metterti addosso per nascondere il vuoto. La quantità di puttanate che riesci a raccontare per ottenere quello che vuoi. La quantità di musica che riesci a scaricare dalla rete, preparando una compilation dietro laltra, grazie alla quale puoi andare in giro e dire che sei "un diggei".
Coi cd. Masterizzati. E che pezzi ci metti dentro, "diggei"? Non sai un cazzo. E del tuo non sapere un cazzo vai fiero. Non hai iniziativa. Non te ne frega un cazzo di conoscere i gruppi, i pezzi nuovi, la musica di domani. Ti basta fagocitare quello che senti in giro e sei a posto. Ma mica subito, eh. Se non è passato almeno trentacinque volte su Flux, Brand New o Sarcazz TV, non vale neanche la pena di prenderlo in considerazione. E se qualcuno te lo consiglia, te ne parla, tu te ne sbatti i coglioni. Perchè a te, la musica, mica piace. La musica è un mezzo per farti bello e fare due soldi, niente di più. Anzi, se qualcuno ti parla di musica, lo guardi pure strano, come se fosse una bizzarra creatura sbucata fuori da qualche oscura caverna. "Cosa vuoi che me ne freghi a me delle influenze di The Tiziocaios? Parliamo del mio ciuffo, piuttosto".
Questo post non è dedicato a nessuno in particolare. E dedicato a tutti. E dedicato a tutti i fighetti, a tutti i poser, a tutti coloro che hanno tre dischi originali a casa e girano con le buste piene di cd-r, a tutti coloro che si fanno prestare i dischi dagli altri, a tutti coloro che da anni mettono su sempre le stesse dieci-quindici canzoni, a tutti coloro che si chiedono con fare snob come possano i film di De Sica e Boldi sbancare ogni anno i botteghini, quando non si rendono conto di essere lequivalente musicale, di De Sica e Boldi. La grassa risata, il rutto, le tette fuori, non sono diverse, *moralmente*, da quella cazzo di Banquet che continuerete a mettere per i prossimi trentamila anni.
Arriva il momento in cui uno si rompe il cazzo. Eccolo, è arrivato.
Burn down the disco, hang the blessed dj, because the music that they constantly play, it says nothing to me about my life, diceva qualcuno. Ora capisco.
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