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![]() Ceres, 32 anni spritzina di Venezia CHE FACCIO? Lettere Sono single [ PROFILONE ] [ SCRIVIMI ] STO LEGGENDO sempre HO VISTO un po di luce in fondo STO ASCOLTANDO Tom Waits ABBIGLIAMENTO del GIORNO potevo fare di meglio ORA VORREI TANTO... ma no, sono a posto STO STUDIANDO... Storia Contemporanea OGGI IL MIO UMORE E'... ci sta ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... ORA VORREI TANTO... PARANOIE 1) Essere la persona giusta al momento sbagliato e la persona sbagliata al momento giusto! 2) ...amare tanto qualcuno ed avere paura di dirglielo. 3) Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere ke non l'avrai mai MERAVIGLIE 1) poter esprimere le proprie emozioni attraverso le mani... 2) svegliarsi accanto alla persona che si ama 3) B A D O L E ! 4) avere una stanza singola 5) leccare il Poli !!! BLOG che SEGUO: mah BOOKMARKS B&B Holiday House - Oristano (da Viaggi e Turismo / Mare ) Blog fraterno! (da Pagine Personali / HomePage ) Polisportiva Tharros 1905 (da Sport / Calcio ) Bob Art (da Arte e Cultura / Pittura ) Il Vernacoliere (da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti ) Fafi (da Arte e Cultura / Pittura ) Fisietto (da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti ) Rat Man (da Arte e Cultura / Cartoni & Fumetti ) Ceres! (da Pagine Personali / HomePage ) UTENTI ONLINE: |
Thursday, December 14, 2006 - ore 23:12 Autobiografia Devo fare l’autobiografia. Linguistica, beninteso. Il 22 c’è il preappello di Dialettologia, peraltro fuori piano, per quanto mi riguarda, e per farlo è obbligatorio consegnare un’autobiografia linguistica. Dire che lingua si parla in casa tua, che lingua parli tu, che lingua parli coi tuoi amici, col fruttivendolo, col postino e col controllore del treno. Il tutto restando nell’ambito dell’italiano e del dialetto, chiaramente. A meno che tu non sia di Meran/Merano e limitrofi, ché allora si tratta di tedesco e non di italiano: ovvio. La prof ci ha anche letto degli esempi. Tipo una che all’asilo coi compagnetti parlava solo in veneto, e quei pochi che parlavano italiano li snobbava. O quell’altra che non ha mai sentito i proprio genitori rivolgersi la parola in italiano (questo è già più normale). Mi sento un po’ emarginata. In casa mia non si è mai sentita una parola di dialetto, o quasi. I miei amici parlavano quasi esclusivamente italiano, i genitori idem. A Genova stessa cosa. A Sassari un po’ più di dialetto, ma non fra amici. Qui l’apoteosi del dialetto: sempre, ovunque, comunque, a qualunque livello. Lo schema del Berruto va a farsi fottere, qui in Veneto. L’altra sera vado al Billa a fare la spesa e mi ferma un giovine senegalese che vende calzini: "Ciao, vuto calseti? I xe bei, dei tortene un paro!" (o qualcosa del genere); io: "Dai, non parlarmi in dialetto che non sono veneta"; e lui: "Eh, ma te ghe da imparare setto! ".Se me lo dicono pure i vu’ cumpra’, cosa posso fare io? LEGGI I COMMENTI (5) PERMALINK |
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