BLOG MENU:


shaula, 32 anni
spritzino di Willorba
CHE FACCIO? arranco
Sono sistemato

utente certificato [ SONO OFFLINE ]
[ PROFILONE ]
[ SCRIVIMI ]


STO LEGGENDO








HO VISTO

I miei angeli custodi





STO ASCOLTANDO

Il mio cane che abbaia, abbaia, abbaia, abbaia, abbaia...



.. senza dimenticare Grace Papaia.


ABBIGLIAMENTO del GIORNO

Come un’adolescente in crisi di identità.



so anche essere così sportychic o trendychic, come dice la mia consulente d’immagine...



e poi sciatta, soprattutto sciatta... E maldestra, e mi macchio sempre...



... oppure faccio porcherie come questa...



... o quest’altra...



Diciamo che non ho una mia identità. Ma ho una mia moda..



ORA VORREI TANTO...




STO STUDIANDO...

Un modo per limitare il mio pericoloso autolesionismo

OGGI IL MIO UMORE E'...

Arranco... ma con stile.


ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...



ORA VORREI TANTO...







PARANOIE


1) Dimenticare

MERAVIGLIE


1) ... l'instabilità del caso ... sapere che vivere nn è una teoria matematica e in ogni attimo tutto può essere rivoluzionato anche da una semplice frase...



(questo BLOG è stato visitato 64135 volte)
ULTIMI 10 VISITATORI: ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite, ospite
[ ELENCO ULTIMI COMMENTI RICEVUTI ]



Friday, December 15, 2006 - ore 12:39


Ittismi
(categoria: " Vita Quotidiana ")


Un regalo che voglio per Natale? Superare la mia atavica paura dei pagliacci. In particolar modo, superare il trauma di IT. Ero abbastanza piccola quando è uscito il film. E come per The Crow eravamo lanciatissime, io e le mie amiche: volevamo volevamo vedere i film dei ragazzi grandi, per sentirci grandi. Invece eravamo cinque tredicenni che al massimo andavano in piazza a prendere un gelato il sabato pomeriggio. Così ci siamo guardate The Crow sottraendo la videocassetta alla sorella maggiore della Beba, tutte e cinque arroccate sul divano, nel buio più totale, spezzato dalla flebile luce di una candela sul tavolino, facendo finta che fosse una paurosa notte. Erano credo le 3 di pomeriggio, e uno dei ricordi più indelebili che ho dei fallimenti della mia adolescenza sono appunto gli spifferi di luce che passavano tra le persiane chiuse un po’ alla buona. Eravamo ragazzine che ancora non si truccavano e non si tiravano i capelli. Guardavamo The Crow in soggiorno con l’adrenalina nelle vene perché avevamo detto ai nostri genitori che dovevamo fare una ricerca, e non era vero. Ma The Crow era un’altra cosa, non era impressionate. Non faceva paura, era tinteggiato di neri e grigi, qualche incendio qua e la, come una favola, surreale e fantastica, in cui i cattivi fanno una pessima fine.

IT è un’altra cosa.



Non mi è mai passata. La prima volta l’ho visto in TV qualche anno dopo che era uscito (cioè il lontanissimo 1990), lo proiettavano in doppia serata se non sbaglio, e non credo di aver avuto più di 14 anni. Avevo insistito un sacco con i miei che non volevano, forse avevano letto qualcosa, forse sapevano, ma non mi avevano lasciato guardare Twin Peaks e io ero un’adolescente scostante e permalosa, e non avevo perdonato ai miei genitori di avermi privato di Laura Palmer mentre tutte le mie compagne di classe conoscevano il telefilm, e io ero l’unica ad arrivare a scuola il giorno successivo senza occhiaie. Mi avevano permesso di guardare IT solo per farmi tacere, per dimenticare Twin Peaks.
Per puro orgoglio avevo seguito il film anche la seconda serata, trascorrendo la maggior parte del tempo a mangiare patatine con la faccia rivolta allo schienale del divano, la fronte incassata su un cuscino e il pigiama zeppo di briciole e fregole. Non avevo dormito. Avevo controllato sotto il letto almeno venti volte, sentivo qualcuno respirare, percepivo la sua presenza, vedevo acqua rossa scendere dai rubinetti. E palloncini, un sacco di palloncini.

Una sera a Bologna, quando ancora vivevo lì da universitaria impenitente, dopo aver raccontato di questa mia paura folle agli amici, avevamo noleggiato il DVD, per aiutarmi a superare con una terapia d’urto. Tutto bene, mi giravo quando non riuscivo a seguire, ma non avevo mai chiesto di spegnere il video. Mi sentivo finalmente vincitrice, IT era in un cassetto con gli altri brutti ricordi. Invece mentre uscivo dal loro appartamento e salivo sola in ascensore per tornare a casa mia, uno di loro da una fessura della porta, con un ghigno diabolico mi ha detto: Silvia, attenta ai palloncini. Le porte dell’ascensore si sono chiuse fra noi. Avevo di nuovo paura. Vedevo palloncini uscire dai pulsanti dei piani. Vedevo sangue colare dalle scanalature dell’interno. Uscita dal loro palazzo volevo correre, ma aveva iniziato a piovere. Ricordo di essermi spostata sull’altro lato della strada, dove il marciapiede era protetto da portici. Sulla strada invece, rapidi rii acquosi che trasportavano volantini di vecchie discoteche, feste universitarie, centri sociali. Come tante barchette di carta. Che andavano a morire nei tombini. Ho corso fino a perdere il fiato fino all’incrocio successivo, dove mi aspettava un dandy con una siringa in mano, seduto in una macchina con la portiera aperta. Ho attraversato senza aspettare il semaforo verde, ho percorso la mia via sotto la pioggia, sono salita in casa continuando a correre, mi sono infilata a letto levandomi solo le scarpe. Mi sono spogliata sotto le coperte, ho dormito senza pigiama per la paura di uscire e farmi vedere, fargli capire dov’ero, anche se Lui già lo sapeva. Mi sentivo spiata.
Era come la prima volta che avevo incontrato IT. Ricordo di aver passato una notte terribile, tra incubi e sudore. Non mi sono sentita così per nessun altro film.

Anche Maury ha provato ad aiutarmi, e quest’estate ci siamo preparati un cesto di biscotti a casa sua, pronti alla visione. È stato più forte di me, alcune scene ancora la quinta o sesta volta che lo vedo mi costringono a voltarmi. Quando il fratellino viene risucchiato nel tombino, quando IT appare nella vecchia fotografia come un giocoliere al circo, quando apre la bocca con quei denti. So tutto, ho un tempismo perfetto, calcolato al nanosecondo. Le so a memoria, pur non avendo mai guardato quelle scene perché il mio istinto mi ha protetta sin dalla prima visione. Non riesco ad uscirne. Non ne ho la forza. Non lo posso superare, non lo posso sconfiggere, non vincerei mai contro di lui, IT esiste e non morirà mai. Dove sta la catarsi di quel film? IT tornerà. Dov’è la catarsi? Ne ho bisogno!
Odio i pagliacci, detesto il circo e i suoi giocolieri e acrobati ed animali puzzolenti, ma porto in borsa con me un naso da clown. Ha senso? No, cioè sì perché il mio naso ha un significato a parte, ma IT ne ha? Forse. Il bene e il male che si mescolano, il sorriso e il pianto. Non c’è niente di più pauroso di un oggetto di uso comune, una persona conosciuta, che diventa cattivo, sanguinario. È il perturbante, l’inquietante. Pennywise è il male che è dentro ognuno di noi, Pennywise è lo specchio delle nostre paure. Freud avrebbe dovuto guardare IT. Magari insieme a me, sul divano, o meglio tra me e Maury, per farmi forza e spiegarmi cosa ci trovo di tanto terribile nei pagliacci, e per dire a Maury che non serve rimproverarmi e lamentarsi che gli strappo le maniche e gli stringo troppo le mani. Non bisogna lamentarsi, IT fa parte di me ormai, è dentro di me.
La mia generazione è stata segnata da IT. Eravamo bambini, come erano bambini i protagonisti. Maury non capisce, lui ha visto IT già grande. Io ero una bambina, una vera bambina. IT è ancora, da più di 10 anni, la mia paura più grande. E non la supererò mai.

A sproposito. Avete mai notato la somiglianza di Ronald McDonald con il clown di IT? È inquietante. Si somigliano da morire. E i bambini di oggi non se ne rendono conto. Per loro è solo un pagliaccio. E invece è il male. Secondo voi, perché si somigliano così tanto?








LEGGI I COMMENTI (14) PERMALINK



Solo in questo BLOG
in tutti i BLOG

BLOG che SEGUO:


WOMENE:
apina clarice dulcinea jam janee kabiria77 lisaè nonlado pecchia sabry8 Temporale Thelma

miss doctor

valevally

il mio editore:
Ceres

venice pictures:
ninfea

so lovely

stefy86 Emiglino

BEST BLOGS

momo Markoski
mist
Mister xxl will

le figure:
chobin

ginocchio massone:
vampina

sex and the padova-city:
Beatrix_k

mia mini elila

birrafondai:
El Guera Maazimo

Tugurio & co.

lazzaro void BluesGT

Lemon Team:
jijotdl lauvar sbifidus
and honey team:
Lumberto & miss

freeway
fabio 25 zilvio

dermatologicamente testato
Jeff

Triviali:
Killercoke Vitto

OMENI:

absolutely ayeye BourbonSt calimero Centipede daunt Elwood enchicco enjoyash81 erpo gareth jax habit79 Lacurrada Lercio lucadido lucas74 Mirò Porkemon quiconque Wis
__________________________

el paron
Davidoff

BELIEVE IN
Il Messia

per ridere seriamente

CASBAH




BOOKMARKS


la Urnatilla
(da Pagine Personali / HomePage )
la Pulsatilla
(da Pagine Personali / HomePage )
per gli orari dei treni
(da Scienza e Tecnica / Zoologia )
la tela nera
(da Arte e Cultura / Narrativa )


UTENTI ONLINE:



APRILE 2026
<--Prec.     Succ.-->
Do Lu Ma Me Gi Ve Sa
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30