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SONDAGGIO: LE FERIE


Spesso i lavoratori possono prendere un giorno di ferie qui e uno lì, e in questo modo non si rilassano. Ma qual è il modo migliore per trascorrere queste giornate di libertà?[/size=3]

Leggendo quel libro che non hai mai il tempo di aprire
Eliminando qualunque tipo di pensiero dalla testa (p.e. a mezzo meditazione trascendentale)
Consultando vagonate di pagine internet per trovare l’’offerta giusta per le prossime 24 ore di libertà
Sempre e comunque al computer
Girando per locali con la sola autolimitazione di non contrarre una malattia venerea
L’’estro del momento mi guiderà.

( solo gli utenti registrati possono votare )

martedì 17 febbraio 2004 - ore 17:19


Il Paradiso
(categoria: " Riflessioni ")


Dissi alla suora: "Che cosa dice la Chiesa, oggi, a proposito del paradiso? E' ancora quello di una volta, così, in cielo?"
Si voltò a guardare il ritratto.
"Pensa che siamo stupide?" sbottò.
La veemenza della risposta mi sorprese.
"E allora che cosa sarebbe il paradiso, secondo la Chiesa, se non è la dimora di Dio, degli angeli e delle anime dei salvati?".
"Salvati? Ma che cosa si salva? Ma senti questo testone, che viene qui a parlare di angeli. Me ne faccia vedere uno. La prego. Voglio vedere."
"Ma lei è una suora. In queste cose le suore ci credono. Quando ne vediamo una, è una visione che rallegra. E' tenero e divertente che ci venga ricordato come ci sia ancora qualcuno che crede agli angeli, ai santi, a tutte le cose tradizionali."
"E lei sarebbe talmente testone da crederci?"
"Non è ciò in cui credo io, a contare, ma ciò in cui crede lei."
"Questo è vero" ammise "I non credenti hanno bisogno dei credenti. Hanno un bisogno disperato che qualcuno creda. Ma mi faccia vedere un santo. Mi dia un solo pelo del corpo di un santo."
Si chinò su di me, l'arcigno viso incorniciato dal suo velo nero. Cominciai a preoccuparmi.
"Noi siamo qui per prenderci cura dei malati e dei feriti. Nient'altro. Se vuole parlare di paradiso, bisogna che vada in un altro posto."
"Altre suore si mettono abiti normali" replicai in tono conciliante "Voi invece vi vestite all'antica. La veste, il velo, le scarpe grosse. Dovete credere alla tradizione. Il vecchio paradiso con il suo inferno, la messa in latino. Che il papa è infallibile. Che Dio ha creato il mondo in sei giorni. Le vecchie grandi cose in cui si credeva una volta. Che l'inferno è pieno di laghi di fuoco, di diavoli con le ali."
"E lei arriva qui, dalla strada, coperto di sangue, a dirmi che ci sono voluti sei giorni per fare l'universo?"
"Il settimo Lui si riposò."
"Per parlare di angeli? Qui?"
[...]
"E perché non degli eserciti che si batteranno in cielo alla fine del mondo?"
"Perché no? Altrimenti perché lei fa la suora? Perché tiene quel ritratto sulla parete?"
Si tirò indietro, con gli occhi pieni di un disprezzo goduto: "E' per gli altri, non per noi"
"Ma è ridicolo. Quali altri?"
"Tutti. Quelli che passano la vita a credere che noi crediamo ancora. E' il nostro compito nel mondo, credere in cose che nessun altro prende sul serio. Abbandonando tali credenze, il genere umano morirebbe. E' per quello che siamo qui. Una minuscola minoranza. per dare corpo a vecchie cose, vecchie credenze. Diavolo, angeli, paradiso, inferno. Se non fingessimo di crederci, il mondo andrebbe a rotoli."

Don De Lillo, "Rumore Bianco"



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